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Mike non era mai stato un ragazzo normale. Da bambino, quando perse il fratellino e la tata in una sparatoria, reagì alla notizia con un impercettibile cenno del capo: "Pazienza" - sembrò dire.

A 20 anni tentò di grattare il cielo con un rastrello su un grattacielo, tentò ti trasformare il suo cane in un pesce cane nutrendolo ad aringhe e infine spappolò il cranio di sua mamma credendosi uno strizzacervelli.

A 20 anni Mike decisamente prendeva tutto alla lettera.

Ora Mike ha 39 anni, vive in un istituto psichiatrico dove gode di una certa libertà di movimento, nonostante non sarà mai più completamente libero.

Nessuno gli fa visita, sono solo due le persone con cui interagisce: il suo strizzacervelli e la sua infermiera.

Il suo strizzacervelli è un ometto insipido, molto diverso dallo strizzacervelli che lui era stato un tempo per sua mamma, questo tizio parla un sacco e pretende che anche lui parli e racconti. È noioso e inutile e Mike lo odia, è insopportabilmente ansioso e sempre di corsa, dice che ha sempre il cuore in gola per via degli affanni che gli altri gli procurano e continua a pungolarlo affinché gli parli di cosa fosse successo 19 anni prima, ancora e ancora, lo detesta… di cuore!

La sua infermiera invece, non è una di quelle amabili infermiere di cui si sente parlare, ha sempre i nervi a fior di pelle e si lamenta in continuazione che dove badare a troppi pazienti e che ha troppe mansioni di cui occuparsi.

Quindi capita che spesso per risparmiare tempo irrompa nella sua stanza nello stesso momento della seduta con lo strizzacervelli, mettendosi a pulire e riordinare, indisponendo ancora di più Mike e confondendolo.

CONTEST

Mike per sfuggire allo stress di questa situazione non ha altra scelta che fissare il cielo dalla finestrella a scacchi sopra di lui, si sente a pezzi.

Capita a volte, quando sembra stare meglio, che Mike interagisca con altri durante delle sorte di laboratori in cui costruiscono oggetti o riparano gabbiette per uccelli e altre cose inutili ma innocue.

Capita che oggi è uno di quei momenti, capita anche che Mike si perda nella sua testa e sorvegliato più sommariamente perda la concezione della realtà, per l’esattezza oggi nessuno fa a caso lui che aggiusta una gabbietta in legno per gli uccelli del parco della villa.

Mike resta come suo solito in disparte in attesa di essere riportato nella sua cella per la seduta.

Capita che oggi ha uno sguardo triste e assente e capita che in qualche modo nessuno lo perquisisca.

Mike viene riportato nella cella

Il suo inutile strizzacervelli è già lì e poco dopo l’inizio della seduta anche l’odiata infermiera fa la sua comparsa.

Capita che quel giorno Mike si senta veramente a pezzi.

La polizia scoprirà che Mike quel giorno non aveva costruito nessuna casetta per gli uccellini e che si era tenuto in tasca un oggetto appuntito sfuggito alla svogliata vigilanza.

La polizia scoprirà che Mike non era mai uscito dall’abisso in cui si trovava e che soprattutto non aveva mai smesso di vivere prendendo tutto alla lettera.

La polizia scoprirà lo strizzacervelli col cuore schiaffato in gola, l’infermiera con la maggior parte delle vene e dei nervi strappati e riposti sulla pelle lacerata e lui stesso sdraiato sotto la luce della finestra che tanto amava osservare, sventrato a scacchiera.


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