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L'Allghoi Khorhoi (o Mongolian Death Worm) è una creatura leggendaria della Mongolia che vivrebbe nel deserto del Gobi. Viene definito un criptide, non si hanno per cui prove reali e concrete della sua esistenza e le informazioni a lui riguardanti sono per cui state fornite dai diversi testimoni che lo hanno avvistato.

 


DeathWorm

Aspetto e origine del nomeModifica

Il suo nome, in lingua mongola, è formato principalmente da due parole, Olgoi  ovvero "intestino crasso" e Khoikhoi che significa "verme".

È per cui facile intuire l'aspetto di questo mostro: si tratta infatti di una creatura somigliante all'intestino di una mucca, di un colore rosso acceso — talvolta coperto da macchie — e, secondo alcune testimonianze, è provvisto di due "artigli", uno per ogni estremità del corpo.

La sua lunghezza è compresa tra i 0,6 e 1,5 metri, malgrado talvolta venga raffigurato di dimensioni ben superiori.

Caratteristiche e abilitàModifica

Death-Worm-1

Si dice che l'Allghoi Khorhoi sia una creatura in grado di sputare acido solforico, uccidendo così a distanza le proprie prede, e di riuscire ad emettere scariche elettriche di centinaia di volt, in grado di uccidere un cammello con un solo tocco.

In base alle descrizioni conosciute, si potrebbe dire che questo essere sia un parente dell'anguilla elettrica, risalente a migliaia di anni fa.

Difatti, inizialmente, il deserto del Gobi era un mare interno, che si è in seguito prosciugato. Una caratteristica delle anguille è quella di dover risalire in superficie ogni dieci minuti circa per respirare e, probabilmente, un animale di questa specie si è adattato alla vita terrestre, dovendo abbandonare quella acquatica.

Cenni storici ed investigazioniModifica

  •  Tra il 1990 e il 1992, Ivan Mackerle si unì a una spedizione costituita da un piccolo gruppo nel deserto del Gobi, alla ricerca del verme. Ispirato dal romanzo di fantascienza Dune, di Frank Herbert, in cui degli enormi vermi di sabbia si sarebbero potuti portare in superficie con delle scorse ritmiche e martellanti, Mackerle costruì un macchinario in grado di provocare scosse al terreno e si munì eventualmente di piccole cariche esplosive, nel tentativo di trovare l'animale.
  •  Uno zoologo inglese di nome Karl Shuker ridiede una certa fama all'animale tra le persone dell'Inghilterra con il libro da lui scritto nel 1996, The Unexplained. Questo fu subito seguito da dei documenti del Fortean Studies, che furono in seguito ristampati come The Beasts That Hide from Man, che ipotizza che l'Allghoi Khorhoi fosse un amphisbaenidae.
  •  Loren Coleman incluse questo animale in Cryptozoology A to Z.
  •  Una spedizione congiunta del 2005 attuata dal Centre for Fortean Zoology e E-Mongol era stata programmata per effettuare nuove investigazioni, resoconti ed avvistamenti della creatura. Non trovarono alcuna traccia della sua esistenza, ma non si può escludere che questo possa vivere nelle profondità del deserto de Gobi, nelle aree proibite presso il confine Mongolo—Cinese.
  •  Nel 2005, il giornalista specializzato in zoologia Richard Freeman organizzò una spedizione per rintracciare questo verme, ritornando però a mani vuote. Freeman giunse quindi alla conclusione che le leggende su questo mostro fossero false e che probabilmente gli avvistamenti riguardavano rettili scavatori non velenosi.
  •  Il programma televisivo Destination Truth condusse una spedizione dal 2006 al 2007.
  •  Un giornalista televisivo neozelandese di nome David Farrier, della TV3 News, prese parte ad una spedizione nell'agosto del 2009, ma anche lui tornò senza prove dell'esistenza della creatura. Intervistò però alcune persone del luogo che testimoniavano di aver visto il verme e menzionò nel suo sito che gli avvistamenti raggiunsero il picco massimo nel 1950.
  •  La serie Beast Hunter, in cui era ospite Pat Spain del National Geographic Channel, dedicò anch'esso un episodio a questa creatura.
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