Creepypasta Italia Wiki
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Autore-Tomek

Tempo stimato di lettura- 17 min

Titolo- Anecognosi

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Ok, allora ragazzo, potresti dirmi come ti sei fatto quei tagli?

- Ho semplicemente visto che me li sarei fatti e così ho fatto, quante altre volte lo dovrò ancora ripetere?

Ok, ok, ma almeno puoi dirmi come ti chiami? Hai lasciato il foglio in bianco.

- Lo so, ho visto che questa informazione non sarebbe stata utile, sono qua solo per evitare spiacevoli conseguenze.

Ma come faccio a-

- Non ti serve registrarmi, ti basterà dire che sono stato qua, il che è pure la verità.

Ok, capisco, per il momento raccontami la tua situazione a casa.

- Non ho una casa, non ho nemmeno una famiglia.

Hm, presumo tu abbia evitato di farti adottare.

- Se avessi visto un futuro in cui ciò sarebbe stato utile l'avrei fatto.

Parlami di più di questa tua "capacità"

- Lo so e basta, non so spiegarlo ma vedo perfettamente cosa succederà.

E cosa succederà adesso?

-Io continuerò a rispondere e tu a fare domande, tutto ciò fino a quando finirò il tempo della visita.

Fino a quanto si estende questa tua abiltià?

-Morirò tra 22 anni, non prevedo cosa ci sarà dopo, presumo sarà l'unica cosa non prevedibile che mi succederà.

Ok, capisco. Cosa fai nel tuo tempo libero?

-Ti posso dire anche cosa farò ma non vedo finali in cui ciò potrebbe risultarmi utile.

Ma come mai tu che possiedi un abilità del genere, hai deciso di raccontare tutto a me?

-Non ti ho detto nulla, ciò che è privato rimarrà tale e a te ho dato solo le informazioni che volevi sentirti dire, tra due minuti il tempo sarà scaduto, se vuoi scusarmi io comincio a prepararmi, non voglio perdermelo.

Aspetta, non ti ho ancora...

La porta tuona per la stanza ormai rimasta immersa in un abissale silenzio.

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-Comincio a camminare nel modo più efficiente possibile, devo spendere meno energia possibile senza farmi notare.


Dopo tredici minuti di cammino, Blank raggiunge il luogo, quello che un tempo era una villa appartenuta a qualche vecchio nobile, ma non importa perché a oggi è solo un vecchio edificio diroccato. I suoi vetri sono tutti ridotti in frantumi, il legno dà l'aria di star cedendo e l'interno della struttura emana una strana puzza di muffa e logoro.

Blank entra dall'apposito passaggio nascosto tra le foscaglie, essendo che la porta principale era bloccata.

Questo è l'unico posto dove la sua mente e le sue azioni diventano imprevedibili.

Una voce rauca comincia a farsi sentire dai meandri del vecchio edificio abbandonato: "Hey ragazzo, ti sento che sei arrivato, vieni qua, ho fatto scorta, tieni, ecco qua la roba"


Questo è L'unico Modo Di Blank, di provare nuove esperienze, da qua il suo futuro diventa confuso, imprevedibile, finalmente riuscirà a smettere di pensare al futuro che gli spetta.


Dopo aver preso le sostanze ed aver pagato, se ne va.

Fa in modo di non essere notato, arriva velocemente verso quella che potrebbe chiamare casa e comincia a prendere la prima dose.

All'inizio non fa molto effetto, così Blank decide prontamente di prendere doppia dose, ma non appena comincia a fare effetto, le cose cominciano a cambiare.


La sua inadeguatezza nello stare immerso nell'oscurità, con la possibilità di usare l'immaginazione per un qualcosa che può desiderare sia vero senza saperlo davvero, l'impossibilità di mantenere il controllo ed essere costretto a sperare.

Tutte queste erano sensazioni che senza quel piccolo aiuto lui non sarebbe mai riuscito a ottenere.

L'assenza di una famiglia, l'assenza di amici...

Blank comincia a ricordare il passato, cosa che non aveva previsto avrebbe mai fatto.


Prima che succedesse questo ricordo era oscurato, sapeva che l'avrebbe fatto ed era pronto ad arrivarci fino in fondo.

Già altre volte l'aveva fatto per abbandonare il futuro e vedere qualcosa di nuovo, queste esperienze erano l'unica cosa che contava per lui.


Vecchie memorie cominciarono ad emergere, lui a vederle...


Rivedere il modo in cui quei dottori l'hanno trattato, rivedere le vecchie cicatrici, gli esperimenti subiti.

Adesso ricordava, ricordava di essere un semplice esperimento, rivedeva il modo in cui lo utilizzavano, lo punivano. Questa è una di quelle cose che non si sarebbe mai aspettato.

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Una stanza bianca ricoperta dalla polvere, le crepe ricoprono i muri che danno cenno di crollare da un momento all'altro, il silenzio è sconcertante ma presto viene interrotto da uno strano frugare all'interno di una specie di cassetto.

L'ho trovato!

"Cosa?"

HO DETTO che l'ho TROVATO.

*Fa' un sospiro", "Ma perché dobbiamo lavorare in queste condizioni?"

Te l'ho già detto, gli serviva una struttura che non destasse troppi sospetti.

"Mi stai dicendo che la fondazione non ha i fondi per permetterci dell'apparecchiatura migliore?"

Non hanno usato i loro fondi, tecnicamente è privato, le decisioni le ha prese Arminger.

"Ma non lo poteva fare lui questo lavoro allora?"

Ti ho già detto googoplex volte che è già impegnato, tu intanto continua a tagliare.

"Non esagerare, l'avrai detto una sola volta"

"Comunque certo, continuo che tanto ho quasi finito"

_La guardo ancora confuso mentre ricomincia a lavorare nella mia testa


_La lametta continua ad incidere sempre di più, tutto ciò che vedo è lei che continua imperterrita a procedere.


Lo spazio è pronto!

all'interno del mio lobo temporale viene presto inserito il componente mancante.

"Tu a che punto sei?"

nessuna risposta.

"Hey ci sei?"

nessuna risposta.


_Nel momento stesso in cui lei si girò, io ebbi la visuale libera per vedere quell'orrenda scena.

_L'essere, che di umano non aveva più niente la stava guardando dal pulpito che poteva essere il cadavere dello scienziato, ormai freddo e senza vita, un vero morto martoriato.

_Diversi lembi della sua faccia erano mancanti, le labbra erano strappate, ma la cosa preoccupante era la mandibola penzolante.

_Quello di cui la parte di bambino non restava più niente stava come fissando l'anima della mia aguzzina.

_La sua faccia era vuota, l'onnipresenza era un grigno, dai pensieri più malati.

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Blank, perfettamente cosciente ma incapacitato di parlare, osservava la scena, confuso e agonizzante.

Nuovi pensieri si stavano formando nella sua mente, nonostante la dottoressa fosse lì davanti a lui che ancora fissava il suo coetaneo, all'interno della sua mente stava succedendo ben altro, di più strano.


Una morte orrenda, agonizzante.

Nonostante lei fosse il suo torturatore, Blank non provava niente. Era fermo, come a fare lo spettatore di uno spettacolo orrido creato dalla sua mente.

Non ha provato nessuna emozione per niente di tutto ciò, il suo cervello stava emulando un continuo.

Un tentativo di rifugiarsi nella propria mente, un tentativo fallito in modo peggiore dello stesso motivo per cui è iniziato. Ciò non portava ad altro che nuove visioni, immensi multiversi di possibilità, in quel momento come già conosciute a fondo, ma quell'esperimento è finito sempre male all'interno di ognuno di essi.


Il dispositivo era rotto, non poteva esserci altra soluzione, doveva non esserci.

Eppure se anche il suo fosse stato rotto, se durante l'inserimento fosse andato storto qualcosa pure nel suo cervello? Come mai non ha reagito come quell'altro bambino, perché non l'ha fatto.

"C'è forse qualcosa di sbagliato in Me? Perché a me succede questo, anche se provo ad ignorare?"

Tutto questo, Blank, non riusciva a comprenderlo, del resto non aveva mai compreso le emozioni degli altri.

Del resto, era il motivo per cui in questo momento era là...

A ripensare al suo passato, per scappare dal futuro.

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Al suo risveglio, Blank si accorse di essere tornato al presente, per poi subito dopo, tornare al futuro.

Ora che l'effetto è finito, tutto torna noioso e prevedibile per l'ancora stordito Blank.


A volte ci pensa, e spera a cosa potrebbe fare per provare emozioni in un modo diverso, un modo più sicuro, un modo per provare esperienze nuove, ma non importa cosa provi, finisce sempre ad essere a conoscenza di tutto, e ben cosciente del passato.

Non può fare niente per provare gioia, e così non ha motivo di cambiare le cose.

Tutto ciò che gli rimane da fare...

è contare i giorni che mancano alla sua morte.

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