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Quando ero piccolo e andavo alle elementari, la mia maestra di religione raccontava a me e al resto della classe cose molto strane ma interessanti: ad esempio, secondo lei i nostri rispettivi genitori non erano veramente nostra madre e nostro padre. Ci disse infatti, all’inizio della sua prima lezione: “Voi pensate che il vostro babbo sia colui che vi ha dato la vita, insieme alla vostra mamma; ma vi sbagliate. Il vostro vero padre è Dio, e la vostra vera madre è la Madonna. Sono loro che vi hanno dato la vita… Sono loro che vi hanno dato alla luce!”.

Quando faceva discorsi simili alcuni di noi la osservavano con occhi sbarrati, altri si guardavano l’un l’altro increduli, altri ancora tremavano dalla paura; ma nessuno parlava. In classe c’era il silenzio totale, quel silenzio di tomba che ogni altro insegnante del nostro plesso scolastico cercava disperatamente di riprodurre durante le proprie lezioni.

Il suo modo di fare era davvero bizzarro: aveva sempre gli occhi sgranati, anche quando non era stupita, e parlava in modo lento e imperioso, ma piatto. La monotonia della sua vita si riversava nelle nostre lezioni come un fiumiciattolo denso e scuro, un piccolo ruscello che entrava nelle nostre candide orecchie da bambini delle elementari… Era un vero e proprio ago che penetrava sotto le nostre pelli.

Un giorno, appena entrata in classe, ci disse: “Vi devo dire una cosa molto importante, una cosa che potrebbe salvarvi la vita un giorno!”.

Si sedette, e poi, con la solita lentezza, cominciò: “Dovete sapere che ognuno di voi ha accanto a sé, in ogni momento, ogni attimo della propria vita, una presenza invisibile. Questa presenza è una guardia attenta e vigile: è il vostro angelo custode, bambini. Lui vi osserva sempre, e nota ogni vostra piccola azione, anche quella che voi stessi non vi accorgete di compiere. Quando andate a letto e vi addormentate, l’angelo va da Dio, e gli dice se quel giorno, nel complesso, siete stati buoni o cattivi. Alla fine della vostra vita, l’Onnipotente farà il conto delle giornate che avrete passato: se saranno stati di più i giorni in cui avrete fatto i bravi, andrete in Paradiso; altrimenti, finirete all’Inferno.”.

Dopo aver detto tutto questo, rimase immobile e ci guardò. Mi aveva turbato non poco; eppure, una domanda mi sorse nella mente…

Alzai la mano.

“Dimmi”, disse lei.

“Signora maestra…” cominciai io, con il cuore che batteva ancora a mille: “Ma che succede se una persona ha tanti giorni buoni quanti giorni cattivi?”.

Lei raddrizzò la schiena, e poi disse, con un mezzo sorriso: “La stessa cosa che succede quando un neonato nasce morto, e non ha dunque trascorso nessun giorno. Semplicemente, smette di esistere. Ma se Dio pensa che sia stato in fondo una persona che merita di essere salvata, può farlo andare in Purgatorio.”. Quella risposta mi fece venire gli incubi per giorni. Inoltre, era la prima volta che vedevo sorridere la maestra. Fu molto strano per me.

In ogni caso, presto i genitori vennero a sapere dai figli quello che ci raccontava l’insegnante di religione, e così andarono a parlarle.

Non seppi mai cosa successe in quei colloqui. So solo quanto successe in seguito.

Una mattina di domenica dovevo andare in bagno. Poco prima che entrassi, però, mio padre mi fermò. Aveva in mano un giornale.

Mi disse: “La tua maestra di religione è stata sostituita.”. Aveva un’espressione molto seria sul volto.

“Ok papà!”, risposi; dentro di me, intanto, un peso se ne stava lentamente andando. Non avrei mai più rivisto quella donna. Finalmente!

Entrai in bagno e accesi la luce. Intanto, dall’esterno, sentivo mia madre discutere con mio padre.

“Deve saperlo…”

“Ma no, è solo un bambino…”

“Ma lei… lo tormentava…”

“Lo so… Ma la verità lo spaventerebbe!”

“…E va bene: non deve sapere che si è suicidata.”.

Vidi qualcosa, subito dopo che la luce del bagno ebbe smesso di accecarmi.

Sullo specchio c’era una scritta rossa, che recitava: “Tranquillo: ora sono io il tuo angelo custode”.

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