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Anno 2028, giorno 115.

Eravamo pronti, l'equipaggio era pronto, il mondo era pronto.

Avevo due figlie molto piccole a cui badare e mia moglie non voleva lasciarmi, come io non volevo lasciare lei, ma fin da piccolo ho sempre aspettato questo momento, magari prendevo un drink su Marte, mangiavo schifezze su Saturno, facevo un selfie su Nettuno...

Ora era arrivato il momento di realizzare il mio sogno ed ero pronto a tutto, anche a lasciare la mia famiglia per molto tempo.

Il 19 Febbraio partii per Washington, la destinazione era il quartier generale della NASA, dovevamo preparare le nostre tute.

Ore 18:30, stavamo per partire, era tutto pronto e dopo una lunga attesa, il razzo iniziò a salire lentamente per poi andare ad una velocità impressionante, sembrava di viaggiare alla velocità della luce.

Scrivo questo mentre mancano circa 10 minuti all'atterraggio su Marte, sono pronto a tutto pur di fare questo grande passo per l'umanità.

Il capitano ci avvisa che fra pochissimo siamo a destinazione e ci dobbiamo preparare a tutto, questi cinque mesi di viaggio non devono rivelarsi inutili.

Vi farò sapere cosa succederà il prima possibile.

FINE PRIMA LETTERA

Atterraggio su Marte image

Ho scattato questa foto la prima volta che ho toccato quel suolo che sembrava essere sabbia vicino a numerose rocce magmatiche impossibili da calpestare.

Questa foto, è anche la prima foto scattata da un terrestre su Marte.

Decidemmo di proseguire attraverso quel terreno che pareva sabbia e, dopo un viaggio che sembrava durare giorni e, dopo aver oltrepassato qualche, come li chiamo io ''ostacoli rocciosi'', quello che vidi mi fece venire la pelle d'oca lentamente.

All'inizio pensavo fosse un'allucinazione o qualcosa di simile, ma capii che mi sbagliavo quando i miei compagni ebbero la mia stessa e identica reazione.

Era una città, non era fisicamente possibile, la vita su Marte era sempre data per impossibile e ora mi trovavo davanti una città marziana di fronte ai miei occhi pieni di ansia e confusione.

Avevamo paura e tutti non aspettavamo altro di prendere la navicella con cui eravamo atterrati e filarcela, ma solo uno di noi diede il suo coraggio a tutti in modo tale da far vedere all'umanità ciò che ha sempre voluto sapere, quell'uomo era il capitano, un uomo che è sempre stato scaltro e determinato, si concentrava sempre su ciò che era giusto da fare ed era disposto anche a perdere la sua vita pur di terminare una cosa simile.

Allora ci facemmo coraggio e ci incamminammo verso quel posto che era identico ad una città appena uscita da un'eruzione vulcanica.

Quando arrivammo ad una specie di ''posto di blocco'', sentimmo delle voci arrivare da una abitazione davvero piccola e, girandoci verso essa, vedemmo delle figure che erano spaventate tanto quanto noi.

Arrivarono simili figure vicino a noi fino a circondare il territorio circostante.

...

Mi sono arrivate queste due lettere a casa stamattina, o almeno quel che ne è rimasto.

Leggendo la lettera mi sono sentita strana, io non ho mai avuto un padre, o almeno questo mi ha raccontato mia madre.

Devo tornare a lavorare, il capo già mi ha mandato numerosi numeri da chiamare e devo arrivare a fine mese.

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