Creepypasta Italia Wiki
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Siamo sempre stati una comunità serena. Il luogo in cui vivevamo è sempre stato fertile e pioveva spesso. Era il luogo perfetto, ricco di vita.

Quel giorno la nostra armonia venne turbata da degli strani suoni. Sembravano piuttosto distanti, la prima volta che li sentii. Non mi preoccupai troppo.

Man mano che i giorni passavano, i rumori sembravano farsi sempre più vicini ed assordanti. Non avevo idea di cosa stesse succedendo, mi stavo un po' preoccupando. Gli animali iniziavano ad essere più irrequieti e tendevano a correre dalla parte opposta dei suoni. Come biasimarli, anche io sarei corso via se avessi potuto. Ma non potevo abbandonare i miei compagni.

L'orizzonte iniziava a tingersi di colori scuri, marrone e grigio soprattutto, mentre riuscivo a intravedere delle colonne di fumo provenire da vari punti.

Arrivò il giorno in cui arrivarono anche da noi. Non avrei mai pensato esistessero creature come quelle. Non saprei nemmeno descriverle. Dietro di loro si distendeva una landa desolata di terra arida, disseminata da vari corpi deceduti, molto probabilmente delle comunità che vivevano vicino alla nostra.

Vidi velocemente i miei compagni essere fatti a pezzi: gli tagliavano i piedi, il loro corpo cadeva a terra inerte, dopodiché iniziavano a tagliare via le loro braccia. Li caricavano poi in strani contenitori con le ruote, legandoli assieme per non farli cadere, spesso tagliando a metà i loro busti per farne stare di più.

Era uno spettacolo orribile.

Una delle cose peggiori che possano esistere: vedere i tuoi amici venire uccisi sotto il tuo sguardo, vederli morire senza che potessero difendersi.

Arrivò anche il mio turno. Ormai la speranza mi aveva abbandonato. Non avevo nemmeno voglia di combattere, ero pietrificato dalla paura e dalla disperazione. Mi tagliarono i piedi: mai dolore è stato più insopportabile. Non ero molto robusto e il mio corpo cedette in fretta. Nella caduta, comunque, cercai di schiacciare alcune di quelle creature col peso del mio corpo, per quel che potevo, ma si muovevano troppo velocemente e il mio tentativo fu vano.

Maledetti! Ecco che in me inizia a prevalere un sentimento di rabbia. Perché? Perché vengono qui? Cosa vogliono da noi? E una delle cose che più mi preme, cosa vogliono fare coi nostri corpi? Un nemico normalmente se li lascia dietro, ma non loro: loro li conservavano e cercavano di tagliarli in modo da non sfigurarli troppo.

Sbatto contro il duro terreno, lo stesso che ci ha nutrito per tutti questi anni. Gli animali sono completamente scomparsi, si sono allontanati. Vedo il cielo, sopra di me. Non è azzurro, è coperto di ammassi di fumo, quasi non riesco a respirare per quanto ce n'è nell'aria. No, non respiro. Sto soffocando, mentre iniziano a tagliarmi le braccia. 

Mi lascio andare, ormai non posso più fare nulla. La fine è giunta, spero che alcuni dei miei compagni si salvino e possano ripopolare questa terra. Spero che un giorno possano scacciare queste creature. Queste non capiscono quanto importante è il nostro ruolo in questo luogo.

Questo mondo è un posto crudele.

La deforestazione è crudele.

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