(by stranger333)

Capitolo 1

Ricordo ancora il giorno in cui mi portarono in ospedale. I miei genitori erano molto in pena, sforzandosi di non darlo a vedere. Ma era una cosa difficile da nascondere.

Del resto come ti sentiresti, se ti dicessero che tuo figlio necessita di un trapianto di cuore per poter continuare a vivere? Purtroppo i cuori sono organi piuttosto difficili da reperire, non bastano per tutti, in più bisogna tenere conto anche della compatibilità.

Perciò all'inizio quando mi dissero che l'unica cosa da fare era aspettare un donatore, fui preso dallo sconforto. I giorni passavano e le mie speranze si assottigliavano sempre di più. I miei genitori cercavano di passare più tempo possibile con me, evidentemente si erano rassegnati.

Poi dopo quasi quattro mesi, inaspettatamente i miei genitori mi dissero che c'era un donatore con cui ero compatibile. Ero al settimo cielo, non riuscivo a crederci, finalmente avrei avuto un cuore nuovo.

Dopo aver effettuato l'operazione i medici mi dissero di evitare di fare sport o sforzi eccessivi per un lungo periodo di tempo, mi dissero anche di evitare forti emozioni, altrimenti avrei messo a rischio la mia vita.

Passarono dei mesi, nei quali iniziai a fare strani sogni, visioni demoniache, immagini di corpi mutilati e volti di persone che non conoscevo. Ne parlai coi miei genitori, che mi mandarono da uno psicologo, la cosa purtroppo non mi fu d'aiuto.

Il tempo passò inesorabilmente, ed io giorno dopo giorno mi sentivo sempre più intrappolato in quegli incubi. Poi accadde qualcosa...

Una sera mentre tornavo a casa dopo essere stato a lezione di piano, vidi una ragazza seduta vicino ad una statua, era molto bella, credo avesse più o meno la mia età.

Senza pensarci troppo la salutai, lei mi notò, sorrise e ricambiò il saluto. Iniziammo a parlare; dopodiché ci scambiammo i numeri di cellulare, ci salutammo e ci promettemmo di chiamarci.

Quella notte ebbi un terribile incubo: rividi la ragazza con cui avevo scambiato il numero di cellulare. Indossava gli stessi vestiti e aveva sempre lo stesso profumo; solo una cosa era diversa, era ricoperta di sangue.

Il giorno dopo la chiamai, dopo aver chiacchierato ci demmo appuntamento a quella sera stessa. Arrivato il momento ci presentammo sul luogo dell'appuntamento, per poi andare a fare un giro in macchina. Avevo la patente da poco, ma i miei non si fecero problemi a prestarmi la macchina.

Arrivato il momento di portarla a casa, le chiesi se voleva vedere qualcosa di speciale. Lei un po' incuriosita dalla proposta rispose di sì, quindi la portai in un posto isolato, le chiesi di chiudere gli occhi, poi... l'accoltellai.

Sentii una scarica d'adrenalina dopo averlo fatto, quella notte non chiusi occhio.

A questo punto la mia vita si poté dire del tutto finita, divenni un fuggitivo. Prima di essere catturato, compii altri due omicidi. In seguito, durante il processo, i miei genitori mi dissero che forse avevano capito perché avevo quegli strani incubi. 

Venni così a sapere che il cuore che avevo ricevuto era appartenuto ad un serial killer, morto in un incidente d'auto mentre stava scappando da una scena del crimine.

Evidentemente una parte di lui è sopravvissuta dentro di me, o forse eravamo semplicemente troppo compatibili.

Capitolo 2

Nero...questa fu l'unica cosa che vidi dopo l'intervento.


Il trapianto di cornee era stato un successo, almeno secondo il medico che mi aveva operato, quindi mi fidai.
Dopo aver attentamente ascoltato ciò che il medico doveva dirmi, per evitare problemi come infezioni o rigetti,
tornai a casa accompagnato dalla mia migliore amica Krystal.

La prima notte che passai a casa dopo l'intervento fui tormentato da incubi.
Gli incubi continuarono e peggioravano col passare dei giorni, così ne parlai a Krystal che mi consigliò di smettere di usare sonniferi.


Alla fine arrivò il momento di togliere la benda dagli occhi, non lo dimenticherò mai.
La prima cosa che vidi fu il volto di Krystal orribilmente mutilato, fu solo per pochi istanti ma quella visione mi terrorizzò così tanto che urlai.


Sia mio fratello che Krystal furono sorpresi della mia reazione. Anche se avevo avuto quella visione per pochi istanti, rimasi traumatizzato.
Andai dal medico poche ore dopo l'accaduto accompagnato da mio fratello, per chiedergli spiegazioni.

Il medico non sapeva cosa dirmi, quindi mi mandò da una strizzacervelli, la dottoressa Jessica Davis.
Le sedute che feci e i farmaici prescritti dalla dottoressa, non mi aiutarono affatto, più tempo passava più spesso mi capitava di avere incubi ed allucinazioni.  

Una notte però feci un sogno particolarmente strano, mi stavo guardando ad uno specchio ma la faccia che stavo vedendo riflessa non era la mia, era di un ragazzo poco più giovane di me, 
non era dilaniata o piena di tagli, poi però gli occhi di quel ragazzo iniziarono a sanguinare per poi uscire dalle orbite.

Dopo quella notte iniziai a vedere il volto di quel ragazzo più volte al giorno. Ne parlai alla dottoressa che mi prescrisse degli psicofarmaci, ma non servirono a molto.
Dopo 2 mesi di continui incubi e allucinazioni, decisi che dovevo indagare sulla mia situazione per poterne venire a capo.

Per prima cosa cercai il donatore dal quale avevo ricevuto le cornee. Dopo un paio di giorni riuscì a trovare una cartella medica relativa al mio donatore.

Scoprì che avevo ricevuto le cornee da un ragazzo che si era suicidato, mentre era in prigione per aver ucciso 3 persone, inoltre quel ragazzo era lo stesso che vedevo nei miei incubi.
Dopo aver indagato per un pò, scoprì che anche quel ragazzo ebbe un trapianto e che ebbe incubi anche lui dopo averla fatta.

Pensai che la cosa fosse maledettamente spaventosa.

Non avendo idea di cosa fare, decisi di seguire l'istinto.
Andai dal medico che aveva effettuato il trapianto e gli chiesi di asportarmi le cornee.
Lui di tutta risposta mi mando dalla dottoressa Jessica. Non sapendo più come venirne fuori, decisi di fare buon viso a cattivo gioco, per evitare di essere internato, dissi un sacco di cose non collegate a ciò che mi stava capitando alla dottoressa.

Lei disse che soffrivo di depressione, quindi mi prescrisse dei nuovi farmaci.
Subito dopo essere tornato a casa, andai in cucina e presi una bottiglia con dell'acido per pavimenti, dopodicchè versai un po di acido sui miei occhi.

Fu un dolore così atroce che svenni. Rinvennì in ospedale,non vedevo niente, inoltre ero ammanettato.
Nonostante tutto ora sono felice. Certo, ora sono chiuso in un istituto di igene mentale, inoltre a causa della mia scelta ho perso la mia amicizia con Krystal che si è allonatanta da me, dopo aver saputo cosa avevo fatto.

Secondo lei ero diventato pazzo. Non ha idea di quanto si sbagli, se non lo avessi fatto, mi sarei di sicuro tolto la vita o forse l'avrei tolta a lei.
Una parte di quel ragazzo era in quelle cornee e a giudicare da come ha vissuto, posso affermare con certezza che non eravamo assolutamente compatibili.

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