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Ed eccomi qua, in piedi alla fine di questo buffo corridoio, in attesa che qualcuno si faccia vivo. Spero che qualcuno si faccia vivo… qualcuno che non sia basso più di me e con capelli in testa. Qualunque cosa accadrà, cercherò di salvare almeno me e il re. Proverò. Non fa mai male provare. Sono debole, e anche lento, forse le schivate le so fare, ma finiranno per stancarmi, già lo so.

Non posso credere che una creaturina del genere possa decimare l’intera popolazione, non posso crederci… è più orripilante della cucina di mio fratello… Mio fratello… ne abbiamo passate tante insieme… ma ora è acqua passata. Devo pensare al futuro, e proverò a smettere di pensare al passato. Non sono un supereroe, non posso garantire che salverò il mondo, non posso promettere che il mondo vivrà. Odio promettere. Avevo già fatto una promessa… ma non l’ho potuta mantenere… o meglio… non la potrò mantenere, perché il ragazzo non si darà per vinto, e rimarrà determinato a finire il lavoro. Mi ucciderà, come ha già fatto con povere persone, il capitano delle guardie reali, quel robot star della tv… e mio fratello… e sono arci sicuro che ha fatto lo stesso con la scienziata… ma nelle foreste… sento che c’è un alone di speranza… sento che dietro quella porta con cui praticavo le mie battute, c’è una dolce signora, che siede su una poltrona a leggere libri, e, che se quel mostro che ha ucciso la nazione farà lo stesso con me, forse qualcuno si salverà…

Ma mentre mi viene un po’ di sonno aspettando, noto una figura umanoide alla fine del corridoio… e si avvicina velocemente. Ha capelli castani e lunghi, una maglietta a righe e un coltello in mano… insanguinato. Mentre si avvicina, me lo ridico.

Proverò a fermare quest’orrore, come ho provato a non essere pigro, come ho provato a non fare cose illegali, come ho provato a mantenere promesse, come ho provato a tornare a casa. Guardo fuori… il sole splende, gli uccellini cantano, e i fiori sbocciano.

È vicinissimo… se avessi un naso si sentirebbe l’odore del sangue che infesta i suoi vestiti.

Non so come andrà a finire… ma sono certo che questo ragazzino, passerà…

… un brutto quarto d’ora.

Decimati-foto










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