Creepypasta Italia Wiki
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Ero a casa di un mio vecchio compagno del liceo, Daniel, in compagnia di altri due miei amici, Jorge e Peter. Avevamo deciso di prendere qualche pizza e berci 1 o 2 birrette mentre guardavamo una partita di Champions. Credo che giocasse il Borussia Dortmund contro una squadra francese, ma non ricordo bene.

Finita la partita non sapevamo che fare fino a quando Peter, da buon appassionato di storie horror, ci consigliò un “gioco” elettrizzante: evocare un demone. Era abbastanza tardi e buio, quindi l’idea sembrava perlomeno un buon passatempo.

Accettammo la proposta e subito Peter passò all’azione: luci spente, a parte la torcia del suo telefono, per creare un’atmosfera lugubre nella stanza.

Ci porse un foglio bianco ed una penna nera. “Scrivete accetto”, disse. Immediatamente eseguimmo l’ordine e lui continuò a spiegarci “Se siete sicuri di voler partecipare, sigillate il patto sputando sopra al foglio”. Noi, desiderosi di proseguire, sputammo.

Io, Daniel e Jorge diventammo i partecipanti. Peter invece si mise comodo sul divano, giustificandosi dicendo che lui era semplicemente quello che ci spiegava le regole. A quel punto sempre lui ci lanciò un accendino. “Tra 3 minuti, quando sarà 00:06, date fuoco al foglio: se non si consumerà un Dio Deviato avrà accettato di mostrarsi”.

In poco tempo arrivò il momento. Presi l’accendino, bruciai il foglio e... bruscamente fui interrotto da Daniel.

“Senza bruciarmi casa, grazie” e mi indicò irritato il camino. Ci buttai il foglio che ormai era quasi completamente divorato dalle fiamme e aspettai con gli altri qualche secondo.

Lentamente il fuoco si estinse da solo e a quel punto rabbrividimmo: il foglio era integro. Guardammo sbalorditi Peter chiedendogli come avesse fatto. Pensavamo ancora fosse uno scherzo.

“Guardate nella galleria dei vostri telefoni” disse.

Dio Deviato

Trovammo tutti e tre la foto qua accanto (ma è un semplice screenshot, nessun potere).



"Gioco finito", annunciò Peter, che continuò dicendo "Nei prossimi giorni sapremo chi è il vincitore, ossia colui che otterrà dalla vita molte soddisfazioni e piaceri, mentre gli altri, beh, saranno sacrificati per lui”.

Detto questo, andò via veloce, lasciandoci atterriti. Accendemmo la televisione per pensare ad altro ed in breve una forte stanchezza prese in me il sopravvento e mi addormentai nonostante l’agitazione.

Quella notte, sognai qualcosa di strano, oltre che terrificante: io che uccidevo Daniel cavandogli gli occhi e impiccandolo per poi salire su un’auto nera e investire Jorge ad alta velocità sbriciolandogli praticamente tutte le ossa. Ma non era questo il peggio, ma piuttosto lo zelo e la determinazione con cui lo facevo: io volevo ucciderli.

Al mattino una volta sveglio trovai entrambi che già facevano colazione. Mi sedetti al tavolo ed iniziai a parlare con loro.

A quanto pare nessuno di loro due ebbe fatto un solo sogno quella notte.

A differenza della sera prima, stranamente, non eravamo più spaesati ed anzi, trovammo abbastanza facile non pensare più al gioco e distrarci.

In pochissimo tempo mi accorsi che stavo cambiando: ogni giorno diventavo sempre più arrogante, più malizioso, più vendicativo, più insensibile e perdevo sempre di più la mia umanità. Per me non fu, e non è tutt’ora, un problema.

Tagliai i ponti con i miei amici, per farmene di nuovi, più ricchi e di successo, mi fidanzai con una ragazza bellissima, verso la quale non provo nessun sentimento se non attrazione a livello fisico, ovunque vada la gente mi riserva inspiegabilmente trattamenti di favore ed ho aperto un ristorante che mi ha permesso di guadagnare abbastanza da aprirne altri 3 nel corso di un anno, tutti piuttosto frequentati. Ora lavoro pochissimo, vado in vacanza spesso, ho auto di lusso ed una barca, che al più presto voglio cambiare per un nuovo modello.

L’unica pecca è che ogni mattina mi sveglio con le mani letteralmente sporche di sangue: trovo veramente fastidioso dover stare 10 minuti dal lavandino a pulirle ogni giorno.

Questo succede da quando Daniel e Jorge sono morti, il 23 ottobre 2018. Tra l’altro entrambi persero la vita nelle dinamiche che sognai quella notte. Credo che sia il loro sangue, quello che ho sulle mani.

Per quanto riguarda Peter, lui l’ho rivisto una sola volta, in sogno. Anzi, per essere più precisi, nella Discrònia, una dimensione mobile metà sogno e metà realtà (definizione non troppo precisa, sia chiaro, volevo solo rendere l’idea a quelli come voi).

Mi ha rivelato di essere un Dio Deviato, una specie di demone (anche qua, demone è riduttivo, lo dico solo per fare prima, tanto neanch’io l’ho capito bene cosa sia di preciso questa entità) che si diverte a distruggere il bene in una persona per assorbirne l’energia ed in cambio dona alla “vittima” ricchezza, salute ed un forte potere attrattivo sulla gente. Per fare questo, devono essere sacrificate una o più persone (più sangue spargi, più ricompense ottieni) che saranno uccise nella Discrònia dal vincitore. A quanto pare, in 20 giorni i miei omicidi in questa bizzarra dimensione si sono sovrapposti alla realtà.

L’unica cosa che non mi è stata spiegata, è perché il suo gioco lo abbia vinto proprio io. Il Dio si è rifiutato di darmi spiegazioni in merito. Credo che mi convenga pensare che sia successo per caso, faccio prima e tanto farmi domande che non possono avere risposte è inutile.


Ora vi chiederete perché ho scritto ciò.

Ebbene, Peter vuole altri giocatori.

Ora conoscete la posta in palio, i rischi ed il prezzo da pagare.

Conoscete anche la procedura (il cui nome preciso è Rituale dell’Obbedienza) da seguire per poter partecipare.

Se siete ambiziosi e temerari, trovate qualche amico e provate, immense fortune vi aspettano!

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