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Sono di ritorno a casa da una lunga giornata, ho appena litigato con uno dei miei amici. Tutti affermano che è da una settimana che mi comporto in modo strano e sono molto impulsivo.

Sono sfinito, non mi sento per niente bene. Come se non bastasse tutti sono contro di me, sul momento avrei voluto colpire tutti col mio coltellino - che porto sempre con me, per le evenienze - e farla finita. No, non posso considerarla un'idea, non sono quel tipo di persona.

Finalmente a casa, sono solo. La testa mi scoppia, voglio solo mettermi a letto. Guardo l'orologio, 20:32, sono sdraiato e cerco di rilassarmi. Tutti i miei muscoli sono paralizzati, cerco di raggiungere il cellulare nella mia tasca destra, è troppo luminoso. Apro velocemente Spotify, riproduco la prima canzone che trovo opportuna e blocco lo schermo. I primi trenta secondi scorrono tranquillamente, finché la musica non comincia a rimbombare nei miei timpani.

Spenta la musica non mi rimane che il silenzio e cercare di dormire. L'assenza di rumori è assordante. Le mie palpebre chiuse sembrano degli elastici che non riesco a tendere all'infinito e aperte sono più pesanti del piombo. Un ronzio incrementa l'intensità nelle mie orecchie. Nonostante questo il mio udito riconosce qualsiasi infinitamente piccolo rumore. Il più fastidioso è questa sottile Voce che borbotta, non ho idea in che lingua ma sta parlando con me.

Un filo d'ira percorre lentamente il mio corpo. Non posso sopportarlo. Prima di alzarmi mi siedo per qualche secondo, stringo i pugni e strizzo le palpebre. Scoppio in un copioso ma silenzioso pianto. È sangue quello che fuoriesce dai miei occhi? Forse lo sto solo immaginando.

Voglio fuggire. Mi alzo e inizio a correre fuori casa, verso la macchina. Sbatto la porta dietro di me. Ho dimenticato le chiavi della macchina in casa. Le chiavi di casa anche. Lascio che il mio corpo cada verso terra in un bagno di lacrime. Cosa dovrei fare? Dimmelo tu Voce.

Frugo nelle mie tasche. Il coltellino. Lo fisso per un paio di secondi, chiudo e riapro gli occhi.

Sangue e euforia. Colpisco ancora più forte. Non so cosa. Finché questa Voce smette di dire cose insensate. Le mie dita sono ricoperte di sangue, la vista sbiadisce. Tutto sta accadendo molto in fretta, ma finalmente mi sento appagato. Spero che questo momento non finisca più.

Il mio udito è tornato pulito, non ci sono interferenze. Posso sentire attorno a me le urla di qualcuno, non so bene di chi. Finalmente non sono l'unico a soffrire.

Il Dolore è cessato. Le Sofferenze sono cessate.

La vita anche.

La vita è Sofferenza.


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