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Maledizione! Imprechi sotto voce quando senti per l'ennesima volta la tua scarpa riempirsi di fango a causa della millesima pozza fangosa. Chi me lo ha fatto fare... Appena cinque minuti fa stavi giocando a calcio con i tuoi amici, finché quell'idiota del tuo fratellino Carlo non ha spedito il pallone in una specie ci catacomba, tu stesso hai chiamato così questo posto. Dove sarà quel maledetto pallone?! Vuoi uscire da quella sottospecie di grotta al più presto possibile, detesti i luoghi bui, ti mettono i brividi anche se non lo hai mai detto a nessuno, ovvio, tu sei coraggioso, e non ammetteresti così facilmente di aver paura di qualcosa. All'improvviso senti un tonfo, come... un pallone che colpisce un muro. Finalmente! Pensi mentre ti concedi un sorriso di trionfo. Con un gesto della mano ruoti il telefonino, guidando il sottile fascio di luce lungo i muri in cerca dell'oggetto che aveva fatto quel rumore. Un brivido ti percorre la schiena. Due figure ti spiano dall'oscurità. Con la coda dell'occhio vedi due ombre e ti giri di scatto verso sinistra, lasciando che la luce illumini soltanto un pezzo del muro davanti a te. Non sai il motivo ma alla vista delle due ombre sussulti spaventato quasi facendo cadere il telefono dalla mano. Velocemente volgi il telefono verso le due ombre, che spariscono appena la luce li riveste. Ma cosa.... Con lo sguardo fisso al punto dove c'erano le due ombre, muovi di nuovo il telefono spostando la luce su un altro punto non molto lontano. Le ombre ritornano. Ripeti l'operazione per un paio di volte ottenendo lo stesso risultato. Con la luce le ombre si dissolvono. Con l'oscurità loro ritornano. Ahahah, molto divertente! Avanti ragazzi uscite fuori! Cos'è sono finito su Candid-camera?! Decidi di piantarla, quindi passando un ultima volta la luce in quel punto ti giri e continui a camminare alla ricerca del pallone. Però non riesci a toglierti dalla testa le due figure che ti fissavano, con quegli occhi rossi che-... aspetta! Quelle erano solo delle ombre, un illusione creata dalla mancanza di luce mischiata alla tua paura del buio, e poi le ombre non possono guardarti, loro non hanno gli occhi... giusto? Una ventata di aria fredda ti colpisce il collo, rabbrividisci e ti fermi. Ora la paura cresce, proprio come avverti la sensazione che qualcuno sia dietro di te, che allunga una mano verso di te e... Scuoti il capo da un lato all'altro, come se bastasse a scacciare quel pensiero via dalla tua testa. Deglutisci e lentamente giri la testa, guardando dove prima c'erano le due ombre che ti spaventano tanto. Non vedi niente, a parte il muro e qualche roccia. Tiri un sospiro di sollievo e torni a guardare avanti. Un urlo strozzato ti si blocca in gola. Poi ti calmi realizzando che si tratta solo di una bambina con qualcosa tra le braccia e di un uomo che a occhio e croce sembra essere intorno alla ventina. I due ti fissano intensamente senza battere ciglio. "Ehm... ciao" inizi tu, un po' insicuro. "Mi chiamo Davide.. sto cercando-ah! Quello è il pallone! Scusa, bambina.. me lo potresti ridare? È di un mio amico..." Loro continuano a fissarti, e devi ammettere che ti fanno paura, non hanno battuto ciglio da quando li hai incontrati e non accennano ad un movimento. Ti soffermi a guardare negli occhi la più piccola, provi a parlare, la tua bocca si apre ma non esce nessun suono. La richiudi continuando a guardare ipnotizzato le orbite vuote.


"Che fine ha fatto Davide?! E' da quasi due ore che aspettiamo..." Sbuffi guardando l'orologio, cercando di non sembrare preoccupato per il tuo fratellone. "Tranquillo Carlo, sono sicuro che arriverà da un momento all'altro." Ti risponde Francesco, anche lui visibilmente preoccupato. "Avevi detto la stessa cosa un'ora fa." Ribatti cercando di assumere un tono seccato. "Vado a cercarlo." "Appena lo trovi dagli un pugno da parte mia." Dice Luca, anche lui è preoccupato, ma cerca in tutti i modi di non darlo a vedere, lui fa sempre la parte del cuore di ghiaccio, ma tutti sanno com'è e gli vogliono bene. "Ovvio." Ti armi di cellulare e coraggio, e scendi nella "catacomba", così come Davide aveva chiamato quella grotta. Un nome appropriato... Pensi rabbrividendo, mentre di guardi attorno. "Davide! Dove sei?!" Inizi a parlare ad alta voce, qualcosa ti impedisce di urlare... la paura? "Dai fratellone! Esci fuori, ci stai facendo preoccupare!" Continui a chiamarlo avanzando nella grotta buia. Mentre tre figure ti spiano dall'oscurità.

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