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Secondo quello che dicevano una volta gli anziani del villaggio, vicino al limitare del bosco c’era un enorme albero; chiunque l’avesse toccato dopo aver detto una bugia sarebbe caduto in mezzo alle sue radici, morto.

L’albero c’era davvero, ma nessuno aveva osato avvicinarsi troppo a esso.

In tempi più vicini ai nostri, però, nessuno credeva più a questa leggenda, tanto che alcuni anni orsono un gruppetto di amici si avventurò fino al bosco per mostrare a tutti che quello dell’albero maledetto era solo un mito, una storiella inventata dai vecchi per spaventare i bambini.

Appena i genitori dei ragazzi si accorsero che non erano più in casa cominciarono a cercarli dappertutto, fino a trovarli proprio al confine del bosco.

“Davide! Torna indietro!”, gridava disperata una madre alla vista di suo figlio, che se ne stava pericolosamente vicino al tronco del famigerato albero.

“Mamma, ma che vuoi che sia!”, disse lui canzonandola. E poi, in un attimo di ironica spavalderia, aggiunse: “Anche se morissi, l’aldilà non è affatto brutto: mica è un’eternità di sofferenza!”.

Dopo queste parole il ragazzo toccò la corteccia, cadendo subito all’indietro.

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