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Una volta, in un paesino alla periferia di una grande conurbazione

Abitava Giorgio il Paranoico, pazzo senza alcuna mansione

Viveva mendicando per le strade con camicia, braghe e bretelle

Unici suoi vestiti - poverino! - ma dava da mangiare alle sorelle


Una notte i tre erano nella catapecchia ammuffita

Già - Giorgio non sapeva che la sorella sarebbe ammattita!

Parlava, parlava, sghignazzava ad alta voce da sola

Ballava, correva, della sua unica scarpa tritava la suola


Allora il Paranoico, che non riusciva a dormire

Le disse di andarsene a parlare nel cortile

Lei non gli diede retta, non si poteva zittire

Allora lui, arrabbiato, la spense con un colpo di fucile


All'altra sorella, anche lei in verità non normale

Lo sparo del fratello in fondo sembrò niente male

Si sdraiò sul letto, ad averlo era l'unica in casa

Ma a salvarla da Giorgio non gli bastava alcuna scusa


"Fermati, smettila! Smettila di russare"

Pensava dunque Paranoico, e si sentiva trasportare

Da tanta ansia, timore, rabbia, rancore

Ma vinse quest'ultimo... Vi devo descrivere l'orrore


L'omicida prese coltello, chiodo e cacciavite

E mentre lei moriva con unghie dal sangue annerite

Le sputò addosso, e urlò deciso all'orecchio:

"Bastarda! Non dirmi che mi avete fatto il malocchio!"


Poi Giorgio prese il terzo strumento, con aria molesta

E dopo averlo affilato lo piantò nell'occhio con mano lesta

Purtroppo la sorella era ancora viva, e gridò: "Basta!"

E urlò come chi se ne va dalla Terra vasta


Giorgio si mise nel letto caldo con il suo corpo pingue

Del rimorso non ne aveva, solo sulle mani del sangue

E anche se spesso dopo un omicidio la gente sta male

Lui, assassino, nel letto riposò - che animale!


Spero che vi sia piaciuto tutto, ma non è ancora finito:

Dell'intera storia manca proprio il punto più ardito!

Sì, perché anche se Giorgio aveva concluso lo sterminio

Anche la sua fine - evviva! - fu un abominio


Dopo che nel tepore era da pochi attimi

Sentì un suono, quasi come un rullare di battiti

E quando sentì questo, irritato, con decisione

Il suo stesso cuore nel petto colpì senza esitazione



Certo, sperava che esso non avrebbe battuto più!

Credeva davvero che nel sonno eterno avrebbe dormito...

Ma invece adesso noi lo teniamo al caldo quaggiù

E ancora non si addormenta, dopo aver tanto patito!


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