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Cadendo,

gettato nella

nera

disperazione.

Tu o mio soldato,

nelle ceneri ora dormi

inquieto.

Vittima della follia

dell’uomo.

Silenzioso dentro ai fossi.

Ti accorgesti,

un tempo lontano,

che non c’è paradiso

ma l’inferno

è quello che noi creiamo.

Certo ne sei sicuro solo ora,

adesso che giaci con topi e serpi,

adesso che il tuo cuore

triste

più non batte.

E ora zitto;

zitto,

poiché i morti no,

non parlano.




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