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La storia ci insegna che numerosissime e antiche popolazioni praticavano il sacrificio umano per placare e compiacere le divinità. Secondo questa leggenda gli stessi giapponesi, anche in tempi piuttosto recenti, hanno fatto ricorso a questa pratica per uno scopo particolare: garantire stabilità e longevità alle grandi costruzioni. Hitobashira significa infatti pilastri umani, i quali venivano inseriti soprattutto nei muri e nelle fondamenta di castelli e ponti. La più famosa storia di questo genere riguarda il castello di Matsue, uno dei pochissimi castelli medievali giapponesi ancora esistente nella sua forma originale in legno. Si narra infatti che nel corso della costruzione il muro di pietra della torre centrale collassò diverse volte, in seguito a questi incidenti gli edificatori si convinsero che un pilastro umano avrebbe dato stabilità alla struttura, così trovarono una giovane donna, la rapirono e la sigillarono nel muro. La struttura venne terminata senza ulteriori crolli, nel 1638, ma si dice che il fantasma della donna continui ad infestare il castello tuttora. Questa leggenda però trova anche riscontri più recenti, per quanto prove definitive chiaramente non ce ne siano, e precisamente nel 1968 quando a causa di un violento terremoto il Jomon tunnel, costruito nel 1914 in Hokkaido, venne danneggiato. Durante i lavori di rinnovamento e riparazione furono trovati numerosi scheletri in posizione eretta all'interno della struttura e ossa e teschi sparsi intorno.

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