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Londra 1712

Era notte, ma dov'era? Ah sì, Londra. Cosa stava facendo? E soprattutto come era arrivato in quel punto della città? Era davvero ubriaco. Divertente, era ubriaco ed era un marinaio quindi si mise a cantare quella simpatica canzone piratesca: "Il Marinaio Ubriaco". Cantava, o meglio biascicava incomprensibilmente, barcollando per il vicolo deserto. Ad un tratto ebbe un giramento di testa e per reggersi appoggiò una mano al muro. Che diamine?! Era tutta sporca di sangue! Avrò fatto a botte, pensò semplicemente riprendendo a cantare. Ad un tratto vide una donna talmente bella da togliergli il fiato. L'aveva già vista da qualche parte, ma non ricordava dove. Era candida come la neve, ed indossava un vestito talmente bianco che sembrava risplendere di luce propria.

La donna, che teneva una candela in una mano ed un bel foulard nell'altra, si avvicinò all'uomo sorridendo, sembrava quasi una dea. L'uomo allungò una mano verso di lei, ma quella lo aggirò e gli avvolse il foulard attorno al collo, legandolo molto stretto quasi come se volesse strozzarlo.

Finito di legare il foulard la donna si allontanò facendo segno all'uomo di seguirla ed iniziò anche lei a cantare "Il Marinaio Ubriaco".

L'uomo, senza farselo ripetere due volte, iniziò a seguire la donna nell'intricato dedalo di vicoli e vicoletti fino ad arrivare alla zona del porto.

La nebbia avvolgeva il porto e l'unico modo che aveva l'uomo per non perdere la ragazza era seguire la luce della candela e la voce, che ora sembrava risuonare come un coro.

L'uomo fu colto dallo spavento quando, cercando di seguire la donna, si trovò di fronte alla statua di tre animali. La statua rappresentava un leone, un lupo ed un'altro strano felino in posa d'attacco, era davvero realistica!

Che strana statua da lasciar qui, pensò il marinaio riprendendosi dallo spavento e continuando a seguire voce e candela.

La luce avanzava in linea retta e non sembravano esserci ostacoli lungo la banchina perciò il marinaio stava guadagnando terreno quando per poco non cadde in acqua. Il molo era finito, davanti a lui c'era soltanto le nera e gelida acqua del fiume. Come faceva la ragazza a continuare in quella direzione?

Vieni! Ti porto io da lei, dall'altra parte! disse un uomo magrissimo a bordo di una malconcia barca che sembrava essersi appena materializzata nella nebbia. Il marinaio non si fidava, ma voleva seguire lo stesso quella splendida donna quindi salì sulla barca.

Dopo un lungo tragitto, durante il quale la luce rimase sempre davanti la barca, l'imbarcazione giunse sull'altra sponda.

Lì il marinaio ubriaco ebbe un mancamento, ma quando si svegliò la donna era lì davanti a lui bella e splendente più di prima. Continuava a credere di averla già vista.

Intanto oltre alla voce della donna, che non aveva smesso di cantare per tutto il tempo, si aggiunsero altre voci candide come la sua.

Ad un tratto il sorriso della giovane svanì lasciando il posto ad un'espressione di puro dolore ed il candore del suo vestito fu macchiato da un'enorme chiazza rossa nella zona del basso ventre.

La donna silenziosamente si dissolse in cenere ed al suo posto apparve un'enorme serpente che avvolse il marinaio nelle sue spire e fissandolo come se lo stesse giudicando lo trascinò vicino ad un'enorme voragine.

Il serpente sospese l'uomo al limite della voragine e poi lo spinse giù.

Il marinaio iniziò a precipitare ed il foulard attorno al suo collo cominciò a bruciare, come una corda legata al proprio collo che viene tesa.

Durante la caduta l'uomo vide cose molto bizzarre: Gente spazzata via da potenti raffiche di vento, altra immersa nel fango. Vide persino una città in mezzo a quell'inferno!

La sua caduta fu fermata dal liquido. Era caduto in un fiume dalle vermiglie acque. C'erano altri immersi in quel fiume, chi fino agli occhi, chi fino al petto e chi come lui era immerso fino al collo. Tutti quelli che potevano urlavano e piangevano di dolore, ma l'uomo non capì il perché fino a quando non cominciò a percepire il calore rovente di quel liquido che sembra... era... Sangue?!

Dolore e nausea lo fecero svenire.


Improvvisamente l'uomo si riebbe. Era appeso ad una forca ed il nodo scorsoio lo stava soffocando. Aveva avuto un assaggio della sua pena spirituale mentre stava scontando la sua pena terrena per aver stuprato ed ucciso una ragazza, proprio quella stessa ragazza ormai divenuta una Dama Bianca che adesso, invisibile a tutti meno che ai potenti presenti all'esecuzione ed al suo carnefice, canticchiava tranquillamente "Il Marinaio Ubriaco".



Scritta da Gabry_Bizkit


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