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PARTE 3°

L'Intera regione è nel caos, tra spedizioni di ricerca ed elicotteri che volano sopra la mia testa sono costretto a stare sempre in movimento, molti dei miei nascondigli non sono più sicuri e dopo la strage di ieri sera non hanno più intenzione di diminuire i ritmi.

<<Haaa>> sospirai mentre riprendevo fiato,  mi poggiai sul tronco di una vecchia quercia intento a ricaricare il fucile, non sono mai contento di dover affrontare i poliziotti o altre forze dell'ordine fanno soltanto il loro lavoro e cercano di mantenere l'ordine in città anche se ultimamente non gli sta andando molto bene.                      ogni volta che incrociavo dei poliziotti mi limitavo a scappare in modo da non essere obbligato ad ucciderli, anche se... ,

mi è capitato una volta di dover prendere una scelta, il vecchio poliziotto mi stava puntando la pistola e io il fucile si era creato uno stallo che nessuno dei due voleva interrompere, in quel breve lasso di tempo non ho avuto modo di pensare lucidamente, lui mi puntava l'arma e io pure e sentivo gli altri agenti che si avvicinavano, l'aria si faceva sempre più pesante, se non avessi agito in fretta per me sarebbe stata la fine, così abbassai piano piano la canna del fucile come per fare intendere che mi stavo arrendendo, il vecchio poliziotto tirò un sospiro di sollievo convinto della mia resa BANG, feci partire un colpo che si andò a conficcare nella gamba dell'agente facendolo stramazzare al suolo, incominciò ad urlare per il dolore e allertati  dallo sparo e dalle urla del collega i poliziotti accelerarono il passo, sparai dei colpi di avvertimento facendoli correre ai ripari dietro i tronchi degli alberi, approfittai del momento per afferrare la pistola del agente ferito e iniziai a correre per la fitta foresta  fino a quando non scomparvi nella nebbia e persero le mie tracce.

Riuscii a rifugiarmi all'interno di una vecchia miniera di zolfo, l'odore era pungente e la pioggia battente impediva ai cani di seguire le mie tracce.                                                Finalmente potevo riposarmi, così raccolsi le ultime forze e mi diressi verso le profondità della miniera che da qualche tempo utilizzavo come nascondiglio, arrivai a quello che una volta era un deposito temporaneo di risorse e senza indugiare troppo riposi il fucile sul vecchio tavolo polveroso e mi adagiai sul divano sconcio che ero riuscito a mettere a posto usufruendo dei componenti che trovai in una discarica.  Più tardi sarei passato a controllare le trappole per i conigli ma fino a quel momento mi sarei fatto una bella dormita...

<<DOW >> un tonfo mi aveva fatto svegliare di soprassalto, qualcuno aveva azionato una delle trappole sonore che avevo piazzato all'ingresso <<dannazione>> come hanno fatto a trovare questo posto, mi ero impegnato particolarmente nel camuffare l'ingresso non può essere una coincidenza.                                                                           Afferrai il fucile e mi diressi verso una galleria alternativa che mi consentiva di aggirare l'ingresso, ma non volevo tagliare subito la corda, prima volevo conoscere i miei inseguitori.                               

Incominciai ad intravedere delle luci avvicinarsi, i loro passi rimbombavano nelle gallerie per quanto cercassero di camuffarli, mi nascosi dietro una rientranza nella galleria secondaria aspettando di vederli comparire, quando ecco, uno di loro aveva trovato il covo, portò la mano alla radio comunicando la scoperta agli altri agenti e questi erano ben diversi da tutti quelli che avevo incontrato fin ora: erano dotati di visori notturni, giubbotti anti proiettile e armi automatiche. Accidenti devo averli fatti incazzare di brutto, ma ce nera uno diverso da tutti gli altri, questo non aveva equipaggiamento militare ne altro solo un impermeabile grigio, un audio registratore, una pistola riposta nella fondina, e uno strano apparecchio che non ho riconosciuto.

Ma ci fu una cosa di lui che mi saltò subito all'occhio, una grande cicatrice che gli sfigurava la faccia. <<Rapporto: il soggetto non è presente all'interno della struttura, abbiamo trovato un altro dei suoi nascondigli ma anche qua non c'è traccia di onde elettro magnetiche ne di radiazioni, quindi è confermato che non si tratta di un Proxi, e considerando quanto sia distante la Sicilia escluderei pure la possibilità che faccia parte dei "THE KILLER".  quindi possiamo identificarlo come un assassino nuovo ed indipendente>>.

Di che diavolo stava parlando, PROXI!? "THE KILLER"!?  chi è questa gente, mi sentivo come se ci fosse un mondo di cui non ero a conoscenza, accidenti sarà meglio andarsene, feci appena in tempo a fare un passo che tutte le luci si scagliarono contro la mia direzione, appena capii che avevano rilevato la mia posizione feci uno scatto incominciando a correre mentre alle mie spalle centinai di colpi si scagliavano nella mia direzione.

Feci in tempo a spostarmi che dei colpi mi presero di striscio ferendomi la spalla e la gamba, il dolore era tanto ma dovevo correre ai ripari o ci sarei rimasto secco <<Maledizione>> questa gente sa ciò che fa, contro chi mi sono messo??  sono riuscito a seminarli deviando per varie gallerie avendo così il tempo di riprendere fiato, il sangue continuava a scorrere dalle ferite se non facevo attenzione rischiavo di condurli dritti al mio nascondiglio, quella è gente esperta ingaggiare un conflitto a fuoco sarebbe stata la scelta meno azzeccata, dovevo giocare d'astuzia, conosco a memoria tutti i passaggi della miniera mentre loro non sono di casa, avevo un vantaggio tattico dovevo solo sfruttarlo al meglio...

mi posizionai dietro l'angolo di una delle gallerie... gli agenti nel frattempo si erano separati per negarmi ogni via di fuga, raccolsi da una cava una vecchia mazza arrugginita e dal manico ormai usurato tanto da dare l'idea che si sarebbe spezzata al primo colpo ma non avevo scelta dovevo riuscire ad utilizzare al meglio tutto ciò che avevo a disposizione, incominciai ad aspettare, non è cambiato niente questa situazione non è diversa da una posta di caccia... devo solo stare fermo, in silenzio e aspettare la mia preda.                                                                                                                 

Eccolo sento i passi si sta avvicinando, alzai la mazza sopra la mia testa in attesa di veder sporgere la canna del fucile, la tensione era molto alta, gocce di sudore freddo incominciarono a scendere dalla mia fronte e i passi si facevano sempre più vicini, poi ecco... la punta della canna spuntò fuori dall'angolo <<DROW>> la mazza si abbatté sulla faccia dell'operatore sfondandogli i denti e spaccandogli la mascella, un sangue color cremisi mi imbrattò dalla testa in giù e come da previsione la mazza si ruppe, quando l'agente cadde a terra accennò un lamento che fu subito interrotto dal mio coltello da caccia che si andò a conficcare nella sua gola.

Gli altri agenti allertati dal rumore chiesero rapporto alla radio ma uno di loro non diede risposta, così si indirizzarono tutti quanti verso la fonte del rumore ma io mi ero già riposizionato in un nuovo nascondiglio, un agente imboccò la strada sbagliata, ma non lo capì fin quando non mise il piede sulla tagliola nascosta sotto la sabbia che avevo nascosto nelle gallerie che non utilizzavo di solito (come precauzione dagli sconosciuti). Le urla strazianti si levarono per tutta la miniera mentre l'agente cercava disperatamente di liberarsi la gamba dalla morsa della trappola, un altro agente arrivò sul posto cercando di fornire supporto al collega rimosse le mani dall'arma e cercò di mettere forza sulla trappola nel tentativo di aprirla, Fu in quel momento che uscii dal nascondiglio e con una mossa veloce del dito accesi la fiamma del mio accendino zip incendiando la pezza che sporgeva dalla bottiglia molotov che avevo preparato nell'attesa che le mie prede si rendessero vulnerabili, fu troppo tardi quando realizzarono ciò che stava succedendo, le loro carni già bruciavano e una puzza nauseabonda di carne bruciata si sollevò per tutta la miniera.

Di quelli ben attrezzati ne mancava solo uno, l'agente continuava a chiedere informazioni alla radio ma non riceveva risposta da nessuno, così incominciò ad agitarsi, accelerò il passo andava da galleria in galleria irrigidendosi per ogni singolo rumore, in oltre la puzza si faceva sempre più forte e divenne quasi impossibile respirare, poi..  trovò il primo dei suoi compagni con la faccia sfondata e i topi che si nutrivano delle sue carni, l'agente andò nel panico sparando alla cieca quando sentiva un rumore alle sue spalle o movimenti nell'oscurità che non riusciva a distinguere.                                                                                                                                                                               ormai era come un coniglio cieco, non passò molto tempo che finì i colpi nel caricatore e nel momento in cui si impegnò nel ricaricare l'arma cercando di inserire il caricatore armato che non riusciva ad entrare a causa del forte tremolio alla mano e del sudore che gli allentava la presa.                                                                                   ha avuto solo il tempo di sbattere le palpebre che si ritrovò la canna del mio fucile puntato contro la sua tempia <<BENG>>  il cervello schizzò sulle pareti della miniera creando una foschia rosa che si disperse pian piano mentre attecchiva al suolo.                                                                                         

Era fatta, tutti gli agenti più pericolosi erano morti, mentre quello con l'audio registratore a questo punto sarà scappato in preda alla paura <<HAHAHA>> finalmente potevo tirare un respiro di sollievo.

Incominciai a camminare verso l'uscita gonfio per la mia vittoria, ma fu proprio quando misi un piede fuori che qualcosa mi colpì alla testa facendomi stramazzare al suolo e facendomi perdere la presa sul fucile. Mi voltai lentamente fino a quando non vidi la canna di una pistola puntata contro il mio occhio <<Potevamo farla con le buone, ma hai scelto le cattive>> esclamò una voce aldilà della pistola ma a causa della botta in testa non riuscivo ancora a distinguere bene il volto del mio aggressore, mi sforzai di mettere a fuoco l'immagine fino a quando non distinsi una grande cicatrice che gli attraversava la guancia, era lui l'agente con l'audio registratore <<BASTARDO!!>>

<<Non fare il difficile, ora tu vieni via con me e sarà più facile se non fai i capricci>>  quel maledetto mi stava prendendo per il culo come poteva pensare che sarei andato con lui senza fare opposizione. Si infilò una mano in tasca e tirò fuori un paio di manette <<Mettile>> esclamò il bastardo, <<neanche per il cazzo>> risposi di rimando, DOW a quella risposta presi un calcio in pancia con una forza che non sospettavo tanto che arrivai a vomitare. <<Non lo ripeterò, fosse per me ti avrei già ammazzato ma quei vecchi dei laboratori credono che nel tuo cervello ci possa essere qualcosa di interessante da studiare>>.

Non mi era ancora del tutto chiaro ciò che stava succedendo ma non mi sarei lasciato catturare senza combattere, fingendo di continuare ad accusare il calcio mi contorsi su un fianco mettendomi in posizione... <<PAM>> gli tirai un calcio con tutte le mie energie colpendolo al ginocchio, accusò il colpo ma nell'atto di spostarsi a causa del dolore partì un colpo che mi sfiorò la testa e andò a conficcarsi nel terreno, approfittai del momento per scattare verso di lui bloccandogli la mano armata, così cominciò una lotta per il controllo dell'arma ma nessuno aveva intenzione di mollare la presa... così usai una delle mani concentrate sulla pistola per estrarre il coltello, lui intuì le mie intenzioni e di risposta mi tirò una testata sul naso facendomi indietreggiare ma nell'allontanarmi tirai un fendente che andò a colpire il suo braccio facendogli cadere l'arma dalle mani, feci uno scatto per raccoglierla ma prima che potessi toccarla gli tirò un calcio spedendola via.                                                       ora eravamo rimasti solo io e lui ma io avevo il coltello e lui era disarmato quindi ero in vantaggio potevo farcela eppure nel suo sguardo non c'era traccia di paura né di dubbio che razza di uomo avevo davanti? chi era questa gente? non ho avuto molto tempo per pensarci che con il piede spedì un ondata di sabbia verso la mia faccia costringendomi a chiudere gli occhi, approfittò di quel momento di distrazione per sollevarmi da terra e scaraventarmi violentemente al suolo, un urlo di dolore si levò dalla mia bocca, lui era molto robusto aveva più forza di me e un addestramento fuori dal comune.  Adesso mi stava sopra e mi massacrava di pugni, cercavo di pararmi come meglio potevo, se avessi tentato un affondo con il coltello mi avrebbe colpito sicuramente e non potevo permettere che mi mettesse KO, ma d'altro canto non potevo nemmeno stare lì ad aspettare che si stancasse, così utilizzai le gambe per colpirlo sbilanciandolo. Cadde in avanti.

Era il momento giusto, affondai il coltello nel suo addome ma la lama non riusciva a penetrare in fondo <<MALEDETTO>> si era messo un giubbotto anti proiettile sotto la giacca.

Il coltello era rimasto conficcato nella piastra del giubbotto e quando lui scattò indietro per il dolore mi scappò di mano,  lo estrasse di scatto facendolo volare via, eravamo entrambi provati questo scontro doveva finire in fretta e pure qualcosa mi diceva che sarebbe andato per le lunghe, infatti cominciò uno scontro di corpi che si azzuffavano nel fango, con la pioggia che picchiava su di noi.  Le nocche si aprirono, i lividi ricoprivano tutti i nostri corpi e io incominciai a sputare sangue, era molto forte anzi troppo, era ormai un po' che ci colpivamo senza sosta e la sua espressione non cambiò mai non fece mai vedere un briciolo di fatica anche se aveva cominciato a sudare, era davvero bravo a camuffare le emozioni.

Poi un suono si aggiunse al rumore della pioggia, era il chiaro rumore di un elicottero che si avvicinava <<ACCIDENTI!!>>  dovevo tagliarla alla svelta o sarebbe stata la fine, così feci uno scatto in direzione del fucile che era rimasto vicino allo zaino che mi era caduto quando il bastardo mi aveva colpito all'uscita della miniera.                           Ma lui intuì le mie intenzioni e si precipitò a recuperare la pistola rimasta sotto il fango, riuscì a trovarla subito e dopo due colpi contro la gamba per liberare la canna dal fango sparò due volte nella mi direzione, ma fortunatamente riuscii a scansarmi afferrando la mia roba e gettandomi giù per la collina alternando delle capriole a delle corse disperate verso la vegetazione più fitta mentre altri colpi venivano sparati alle mie spalle ma fortunatamente nessuno di questi andò a segno.

Continuai a correre e correre e correre, chi era, cosa vuole davvero questa gente da me? vogliono davvero studiarmi? chi cazzo si credono, non importa è una guerra come un'altra se vogliono la mia pelle la avranno a caro prezzo.

Polizia, Mafia e ora questi sciacalli.. fanno tutti parte della mia caccia.

Il cacciatore (Sciacalli)





Narrazioni[]

Cacciatore-sciacalli2

Narrazione di La Voce Dell'Alchimista

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