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"Vendetta".

Pensai tra me e me nel mentre che Jack mi dava un altro pugno allo stomaco. Mi accasciai a terra chiedendo pietà, ma ella non volle presentarsi.

"Così impari a non darmi i soldi del pranzo perdente" rise insieme ai suoi amici, mi diede un ultimo calcio al fianco per poi allontanarsi. Non capii mai a cosa fosse dovuto il fatto che se la prendesse con me, da poco aveva iniziato con me perché prima c'era Bryan... lo sopportò per ben tre anni fino a quando in preda alla depressione decise di buttarsi dall'ultimo piano dell'edificio scolastico; alcuni presunsero che fosse stato proprio Jack a buttarlo giù per divertimento, altri che era scivolato dal cornicione del tetto su cui era solito sedersi. Da quell'avvenimento Jack per un periodo non venne a scuola dato che alcuni sospettavano di lui, ma dopo una settimana ritornò carico e iniziò a prendersela con me.

Dopo un piccolo momento di riflessione mi alzai dal pavimento freddo della scuola ed andai in bagno per controllare la situazione dello stomaco, c'era un grande livido violaceo su tutta l'area.

"Non ne posso più... quanto vorrei che quello morto fosse stato Jack e non Bryan"

Dissi a voce alta nel mentre che bagnavo con acqua fredda il livido violaceo.

"C'è un modo per farlo morire, ma dovrai fare qualcosa in cambio"

Uscì da uno dei due bagni un ragazzo che non avevo mai visto, aveva un non so che di familiare...

"Di cosa stai parlando? Non sono un assassino!"

Rise alzando solo un angolo della bocca.

"Un assassino non è solo colui che compie il gesto, è anche chi lo pensa".

"Ascoltami bene quello che sto per dirti è una cosa che deve rimanere fra noi, altrimenti dovrò poi ucciderti.."

Rabbrividì per la sua risata, pensai che era un pazzo, un malato di mente... forse voleva farmi del male? O forse solo prendersi gioco di me, ma avevo come la sensazione di potermi fidare di lui.

"Ti ascolto"

Sentiamo cos'ha da dirmi.

"Ti racconto una storia, hai presente il ponte quello dietro la scuola? Quello dove di solito le coppiette attaccano i lucchetti per far sì che la loro storia continui?" "In quel ponte venne buttato il corpo di una donna di nome Akane, era promessa sposa di un uomo che ambiva all'essere un grande samurai.. ma era anche un uomo molto geloso ed orgoglioso, non amava che la sua promessa sposa ricevesse molti complimenti da altri uomini. Iniziò a coprirle il viso con un foulard lasciando scoperti solo i suoi occhi, ma la sua grazia nel camminare e la sua voce dolce riuscivano comunque ad ammaliare qualsiasi uomo. L'uomo preso dalla gelosia la chiuse in casa con l'obbligo di uscire solo in sua compagnia e stando in silenzio. La donna acconsentì a qualsiasi capriccio dell'uomo. Dopotutto, il matrimonio avrebbe dato un futuro migliore a lei e alla sua famiglia. Un giorno, la donna per farsi perdonare, decise di uscire di casa, seppur da sola, per fare una sorpresa al futuro sposo preparandogli un dolce fatto da lei. Non si pose il problema di uscire da sola, sperò di far rientro prima dell'uomo, cosa che però non avvenne. L'uomo tornò a casa, ma non trovando la donna ad aspettarlo come suo solito, preso da un attacco di rabbia mise la casa sottosopra e non trovandola da nessuna parte, uscì di casa con ancora addosso la divisa da samurai e la spada in mano in cerca della donna... Dopo tante ricerche la vide mentre tornava a casa, si placcò davanti a lei, la prese per il polso e la portò sino a dove c'era un ponte, le tagliò la testa senza ascoltare le spiegazioni della donna e buttò le due parti del corpo dal ponte, che caddero in acqua".

Non capì il collegamento tra la mia attuale situazione e quella della storia che mi aveva raccontato.

"Bella storia ma... cosa c'entra con la mia attuale situazione? Ti stai prendendo per caso gioco di me!?"

Sbuffai.

"Non ti sto prendendo in giro, fammi finire di dire ciò che ho da dirti"

"Si narra che la donna, Akane, sul ponte esaudisca il desiderio della morte di una sola persona, ma chiede qualcosa in cambio... vuole la testa di un uomo, uno qualsiasi, e devi gettarla giù dal ponte come quell'uomo ha fatto con lei".

"AH AH AHAH, molto divertente! Vado che sennò mi viene tagliata la testa a me dai miei genitori se salto ancora una lezione a scuola".

Uscii dal bagno ancora ridendo e pensando alla storia buffa che avevo sentito. Devo dire che quel ragazzo è bravo a raccontare le storie, per un momento ci avevo anche creduto. Dopo la lezione di geografia, al suono della campanella che segna la fine delle lezioni uscii da scuola per avviarmi a casa; sentii dei passi dietro di me, ma cercai di non farci caso e aumentai la velocità della camminata. Anche i passi dietro di me aumentarono, mi girai con la coda dell'occhio e vidi Jack e i suoi amici seguirmi, iniziai a correre lungo la strada cercando di seminarli. In poco tempo mi raggiunsero e mi portarono a braccetto fino ad un parco.

"Vieni con noi che ci stiamo annoiando!"

Arrivati al parco mi spinsero a terra e iniziando a darmi calci e pugni su tutto il corpo, Jack estrasse dalla tasca destra della giacca un taglierino, mi alzò la maglia e iniziò a farmi dei tagli su tutto il corpo.

"BASTA VI PREGO! BASTA".

Piansi dal dolore, sperando di fargli pena... ma loro continuarono e continuarono, mentre il desiderio di vendetta si faceva sempre più vivo, smisi di piangere e rimasi immobile mentre loro continuavano per non so quanto tempo. Quando videro che non esprimevo più alcuna emozione smisero e se ne andarono lasciandomi nel mio sangue. Dopo un po' mi alzai da terra e dolorante mi avviai verso casa. Decisi di passare dove c'era il ponte e ripensai alla storia che mi aveva raccontato quel ragazzo.

"Tentare non costa nulla".

Pensai a voce alta. Tanto è solo una stupida storia, cosa potrebbe mai accadere?

"Vorrei che Jack Knight morisse in modo lento e doloroso, deve piangere dal dolore".

Aspettai per un momento e non successe nulla, smorzai un sorriso triste e mi diedi una pacca sulla fronte, sapevo che erano solo bufale. Sono proprio disperato...

Il giorno dopo[]

Mi avviai a scuola come era mio solito fare preparandomi ad un'altra giornata di merda, ma stranamente non ci fu nessuno ad aspettarmi all'entrata della scuola, neanche nei corridoio... nulla, proprio nulla, nessuna traccia né di Jack e né dei suoi amici. Qualcun altro nella mia situazione avrebbe gioito e mi prenderebbe per pazzo, ma iniziai a cercarlo nei corridoi nella scuola, nelle classi, in cortile, sul tetto... nessuna traccia. Com'è possibile?

Pensai al desiderio che avevo espresso il giorno prima sul ponte e decisi di andare a cercare quel ragazzo che mi aveva raccontato quella storia, dopo svariate ricerche lo trovai in bagno a fumarsi una sigaretta di nascosto.

"Ciao, com'è la vita senza Jack e i suoi amici?"

Rise facendo un tiro dalla sigaretta.

"Che cosa gli hai fatto?"

"Io non ho fatto proprio nulla, non hai visto il telegiornale? Jack è morto, sembra che i suoi amici lo abbiano stuprato mentre dormiva, per scherzo. Ma lui non si è più svegliato"

Cosa?

"Non ti credo. Perché avrebbero dovuto farlo?" "Quando vennero interrogati sul fatto, era come se i genitori di Jack avessero perso i ricordi di quella notte. Frignavano dicendo che non avevano fatto nulla. Ma le prove parlavano chiaro".

Non ci posso credere, è tutto così strano. Desidero che Jack abbia una morte lenta e dolorosa e viene violentato dai suoi amici mentre dorme, e questi ultimi non si ricordano nulla di quella notte.

"Merda ieri sono andato al ponte e ho espresso un desiderio. Cazzo sono nella merda!"

Strillo mettendomi le mani nel capelli.

"Invece di lamentarti, hai già buttato la testa di un uomo dal ponte? Devi farlo dato che Akane ha fatto avverare il tuo desiderio" "MI PRENDI IN GIRO? UNA PERSONA È MORTA E TU MI DICI DI UCCIDERNE UN'ALTRA!? NON CI PENSO PROPRIO".

Strillo.

"Deve essere solo una coincidenza, tutto qui... Akane non è mai esistita e Jack non è morto per il mio desiderio... sì... è solo una fottuta coincidenza"

Affermo abbassando il tono della voce e ridendo in modo isterico.

"Non è una coincidenza! È stata Akane. Devi buttare la testa di un uomo entro stasera dal ponte o Akane si infurierà per la promessa non mantenuta".

Il ragazzo mi guardò dritto negli occhi, sembrava serio. Si starà prendendo gioco di me, pensai, non può dire sul serio.

"Sì sì.. ops, Akane si arrabbierà".

Risi uscendo dal bagno. Dopo scuola tornai a casa ridendo ancora per la situazione che si era creata. Alla fine Jack aveva avuto la sua lezione, un dio ha ascoltato le mie preghiere e l'ha tolto di mezzo. Non c'entra nulla con la storia di Akane.

È solo una coincidenza...

Ore 9:30 a.m. del giorno dopo in casa Stewart venne trovato il corpo di un ragazzo di 17 anni, fatto in mille pezzi. Non si sa il motivo e chi ha potuto compiere il gesto, il caso verrà archiviato per mancanza di prove.[]
Ponte
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