Creepypasta Italia Wiki
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(Testo originale: https://creepypasta.fandom.com/wiki/The_Cabin%E2%80%99s_Secret

Traduzione di Francesc25.)

(Correzioni sulla traduzione apportate da Kobal)

Mark aveva sempre sognato di possedere un posto nei boschi, lontano dal rumore e dallo stress della città. Pertanto cercava online alcune proprietà, quando ne trovò un annuncio che sembrava troppo bello per essere vero. Una baita rustica, accogliente, circondata da un lago e da una pineta, il tutto a una cifra modica. L’unico problema era che la proprietaria, l' adesso vedova Mrs. Smith, voleva incontrare l’acquirente di persona, per firmare l’accordo il prima possibile.


Mark contattò la signora e si accordò per andare ad incontrarla l’indomani. Guidò per ore, seguendo le direzioni che le aveva dato, finché non arrivò alla strada sterrata che conduceva alla baita. Parcheggiò il veicolo e scese, ammirando il paesaggio. L’edificio sembrava ancora meglio di quanto apparisse in foto, con un camino di pietra, un portico in legno e un’altalena. Bussò alla porta e l’anziana donna lo accolse con un caldo sorriso.

«Salve, caro» disse, invitandolo a entrare. <<Tu devi essere Mark. Sai, sono così felice di incontrarti. Su, entra pure. Ho fatto un po’ di tè.»

Mark la seguì dentro la baita, che sembrava davvero confortevole e graziosa, con un camino, un divano, una cucina e una stanza da letto. Notò anche che non c’erano foto appese alle pareti né ninnoli personali, niente insomma che indicasse che qualcuno ci aveva davvero vissuto lì dentro.

«Perché sta vendendo questo posto, signora Smith? È così carino» chiese, sorseggiando il suo tè.

«Oh, sai, caro, sto invecchiando, e non posso piú occuparmene. Mio marito è morto alcuni anni fa, e siccome non ho figli voglio trasferirmi in città e stare più vicino a mia sorella. Mi chiede di farlo da molto tempo» rispose Mrs. Smith con un sospiro.

«Mi spiace davvero tanto. Ma è comunque fortunata ad avere una sorella che si interessi a lei. Io sono figlio unico, e i miei genitori sono morti. Ecco perché voglio comprare questa baita: ho bisogno di un posto tutto mio in cui starmene rilassato e godermi la natura.» disse Mark, cominciando a provare una certa empatia nei confronti dell'anziana.

«Davvero dolce, caro. Sono sicura che adorerai stare qui. Un luogo calmo e silenzioso, sicuro. L’unica cosa di cui dovrai preoccuparti è la fauna; a volte capita che animali come orsi e lupi girino qui intorno, quindi fai molta attenzione. Ma non c’è bisogno che ti allarmi più di tanto, la baita è sicura. Diamine, è appartenuta alla mia famiglia per generazioni. È come un essere vivente, se capisci cosa intendo. Ha una sua personalità. Alle volte produce degli scricchiolii o dei gemiti, ma, fidati, questo è solo un modo per comunicare con te. È davvero protettiva nei confronti dei suoi proprietari. Non permetterà mai che qualcuno o qualcosa ti faccia del male.» Il suo sguardo era affettuoso.

Molto sentimentale, pensò Mark, sorridendole. Finì il suo tè e disse <<Beh, Mrs. Smith, credo di aver visto abbastanza. Adoro questa baita, e vorrei acquistarla. Quanto mi costerà?»

La signora sorrise nuovamente. «Caro, tu non devi pagarmi niente. Te la do… in regalo. Già, una ricompensa per esserti comportato bene e in maniera rispettosa. Tutto ciò che chiedo é di firmare questi documenti. Solo una formalità. C'è scritto che accetti questo edificio, con tutti i suoi difetti, e che non la cambierai mai né lo rimetterai in vendita. Concordi?»

Mark si sentì come stordito dalla gentilezza della signora, e provò anche un impeto di gratitudine. Non gli importava dei documenti. Voleva solo la baita. Firmò immediatamente, consegnandogli poco dopo le scartoffie.

«La ringrazio, signora Smith. Davvero generosa. Sono così felice che quasi non ci credo che stia succedendo davvero» asserì, per poi abbracciarla.

«Di niente, caro. Anch’io son lieta. Sei il perfetto proprietario per questa baita. Ti amerà tanto quanto io ami lei.»  Poi si staccò da lui. «Beh, devo proprio andare. Mia sorella mi aspetta in città. Ho impacchettato le mie cose e sono pronta a partire.  Dormirai qui stanotte e domani inizierai la tua nuova vita. Spero che tu ti possa trovar bene. Arrivederci. Prenditi cura di te e della tua proprietà.»

Afferrò la sua valigia e si diresse verso la porta, lasciando Mark da solo. La vide andarsene, provando un miscuglio di emozioni, ma soddisfatto di aver preso quella cabina. Decise di esplorare il posto e di riposarsi, quindi andò nella camera da letto, trovandovi un grande letto con sopra un piumone. Appena vi si mise sopra si sentì bene, rilassato, e si addormentò dolcemente.


Si svegliò nel mezzo della notte, con una strana sensazione. La sensazione di essere osservato. Vide due occhi rossi fissarlo dall’oscurità mentre la porta si apriva lentamente, cigolando. Sussultò e cercò di alzarsi, ma non poteva muoversi. Avvertì qualcosa di pesante sul petto, qualcosa che lo stava schiacciando. Abbassò lo sguardo e vide che il piumone era vivo: aveva denti e artigli e cercava di morderlo. Mark gridò dal terrore, ma nessuno l'udì. Poi capì. La baita era un mostro. Lo aveva attirato col suo fascino per intrappolarlo. Si stava nutrendo di lui in lenta agonia. Ricordò le parole della signora Smith. È davvero protettiva nei confronti dei suoi proprietari. Non permetterà mai che qualcuno o qualcosa ti faccia del male. Non ti lascierà mai.

Desiderò di non aver mai firmato quei fogli. Desiderò di non aver mai incontrato la signora Smith. Desiderò di non aver mai visto la baita. Desiderò di essere morto.


Ma poi si svegliò di nuovo. Era steso sul letto, coperto dal piumone. Si guardò frettolosamente intorno e constatò che era tutto nella norma. L’ambiente era calmo e silenzioso. Si toccò il petto e non avvertì alcun dolore né sangue. Sperò che fosse stato solo un sogno – un vivido, terribile incubo.

Andò in bagno. Si gettò dell’acqua in faccia e si guardò allo specchio. Non c’erano né marchi né segni di graffiti sulla sua pelle. Sospirò e cercò di calmarsi. Disse a sé stesso che era stato solo un brutto sogno, causato dall’ansia o dall’eccitazione, e che la baita non era un mostro, bensì un regalo.

Una volta che si fu calmato, tornò a letto e chiuse gli occhi. Mentre cercava di dormire, percepì un leggero movimento sotto il piumone. Poi, un suono debole, molto simile a un ringhio, seguito da un respiro freddo sul suo collo. Riaprì gli occhi e li rivide, quei due cerchi rossi nel buio. Solo che stavolta, realizzò che era tutto reale, non si era ancora riaddormentato. Stava succedendo davvero.

Un’ondata di paura e panico lo travolse. Il suo battito cardiaco accelerò, mentre il respiro si faceva irregolare. La sua bocca divenne arida, e la sua pelle madida di sudore e gelida. I muscoli di Mark si tesero, contorcendosi, e cominciò a perdere le speranze. Sebbene dentro di lui crescesse un forte bisogno di fuggire, combattere o fare qualsiasi cosa, si ritrovò immobilizzato. In quel momento, si rese conto che era destinato a un triste e mero destino. Si maledisse per aver accettato l'offerta della signora Smith senza pensarci due volte. Chi mai regalerebbe una baita, soprattutto una nel bosco, niente meno che gratis? Si chiese mentre lottava contro la sua paura.

Si trovò immobilizzato, nonostante dentro di sé cercasse di scappare, combattere o reagire in un qualche modo. Iquell'istante realizzò che era destinato a mero destino. S Si malí ì per aver accettato l’offerta della signora Smith senza averci pensato due volte. Chi diavolo è che regala a uno sconosciuto una baita in mezzo ai boschi?

Urlò, ma era troppo tardi. Il piumone lo avvolse trascinandolo nell’oscurità. La baita lo inghiottí per intero.

Era il proprietario della baita… e anche la sua vittima.

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