Creepypasta Italia Wiki
Advertisement
Creepypasta Italia Wiki

Mi sveglio *tic* *toc* *tic* *toc*… il grande orologio a pendolo in legno d’abete risuona incessantemente per ogni angolo di quest’appartamento, un ticchettio… due ticchettii… all’infinito. Fortuna che i muri sono insonorizzati e non devo preoccuparmi dei miei vicini.

Quest’orologio l’ho inizialmente comprato per farmi compagnia nella notte ma solo ora mi accorgo che il suo unico scopo finora è stato quello di tenermi alzato, sveglio per ore.

D’un tratto una folata di vento gelida si insinua nella mia stanza: “dannazione ho lasciato la finestra aperta in cucina” borbotto tra me e me.

Mi alzo quindi, e mi dirigo a passo incostante verso la stanza ed ecco, la finestra è effettivamente aperta, le ante di quest’ultima rivolte verso l’esterno.

Orologio a pendolo

Il vento, che si insinua nell’appartamento con tutta la sua irrequieta cantilena, smuove leggermente le imposte.

Mi appresto a chiuderle ma un uccello si mette in mezzo e mi impedisce di farlo, questo animale, non so per quale motivo si era appoggiato sulla stocca superiore di un’anta.

Inizialmente provo a scuoterla vigorosamente, ma il volatile non accinge neanche a muovere la testa.

:-Uccellaccio adesso ti prendo io!- penso tra me e me. Dunque trovo una sedia e la pongo di fronte alla finestra, salgo su quest’ultima e avvicino la mano all’animale, sempre di più, sempre di più… finchè… un tonfo, la sedia si ribalta facendomi cadere dalla finestra, provo ad aggrapparmi all’anta ma è tutto inutile… cado… *dong* *dong* *dong*.

L’aria si muoveva tutta intorno a me e mi spingeva, con una veloce lentezza inesorabile, verso il mio inferno…bruciava… pensai alla mia stessa idiozia, avrei potuto semplicemente prendere la scopa per scacciare l’uccello dalla sicurezza del mio appartamento e invece mi sono sporto… ed eccomi qui.

La vita è davvero strana, un momento sei in camera tua a cercare di addormentarti e pochi minuti dopo stai cercando di pensare a qualcosa che non sia la tua morte -Davvero divertente- Urlo, ma nessuno riesce a sentire le mie parole divenute ormai solo onde irriconoscibili in balia del vento, mentre le mie ossa cominciano ad incrinarsi a contatto con il freddo asfalto e… sono morto.

Mi risveglio in camera mia, sudato e ansimante… era tutto un sogno!

Corro in cucina e trovo la finestra ancora aperta ma l’uccello, scomparso.

La chiudo immediatamente e vado in bagno per bere e schiarirmi le idee, mi tranquillizzo e ritorno in camera ma, vicino all’ingresso vengo colto da un piccolo particolare.

Lì, nella penombra, vedo due occhi umanoidi intenti a fissarmi, il loro sguardo porta la paura ai miei stessi muscoli, sembra quasi stiano tentando di scrutare nel mio essere.

Occhi inquietanti

Riesco a riguadagnare il controllo sulla mia volontà e mi allontano terrorizzato.

Ma quegli occhi continuano imperterriti a fissarmi, anzi, non stanno fissando me, ma la finestra.

Provo a spostarmi e la mia convinzione diventa realtà, è la finestra a catturare il loro sguardo, non me.

Quei due occhi, quindi, aprono la porta, mettono piede fuori dall’appartamento e, socchiudendo leggermente l’uscio se ne vanno.

Il mio stomaco non resiste più alla tensione quindi mi rifugio in bagno vomitandola tutta un conato alla volta.

Rialzo il volto dal gabinetto e sento un dito scorrere sulla mia schiena, sgomento, mi volto e dietro di me sta qualcuno di identico a me, anzi, me stesso, mi guarda per qualche secondo e poi, soddisfatto, muove le sue mani verso il mio capo e sussura lievi… crudeli… parole: Tu… sei già morto. -  Svengo.

Mi risveglio in cucina, poco dopo aver cenato:  ”Accidenti devo aver bevuto troppo…questi incubi non riescono mai a farmi dormire” chiudo allora la finestra della cucina e vado a letto dato che domani (* domani…presente*) sarebbe stata una lunga giornata…

Mi sveglio *tic* *toc* *tic* *toc*…una folata di vento gelida si insinua nella mia stanza: “Dannazione, ho lasciato la finestra aperta in cucina” borbotto tra me e me (*Ancora*).

Mi alzo e mi dirigo a passo incostante verso la stanza ed ecco, la finestra è effettivamente aperta (*destino*), le ante di quest’ultima rivolte verso l’esterno.

Finestra-0

Il vento, che si insinua nell’appartamento con tutta la sua irrequieta cantilena (*o malata imposizione*), smuove leggermente le imposte.

Mi appresto a chiuderle ma un uccello si mette in mezzo e mi impedisce di farlo, questo essere, non so per quale motivo (*Motivo*) si era appoggiato sulla stocca superiore di un’anta.

Inizialmente provo a scuoterla vigorosamente, ma il volatile non accinge neanche a muovere la testa (*Immobile sempre*).

:-Uccellaccio adesso ti prendo io!-penso tra me e me. Dunque trovo una sedia e la pongo di fronte alla finestra, salgo su quest’ultima e avvicino la mano all’animale, sempre di più, sempre di più… finchè… un deja-vu  non tumulta il mio animo… un respiro… mi volto, due occhi mi osservano (*Padre e carnefice*), ora ricordo, la finestra era chiusa, un tonfo… ed inizio a cadere (*Finalmente…nascere*)  *dong* *dong* *dong*…

Advertisement