Entro nella casa. Sembra che non ci sia nessuno.
Sono certo che, anche se qualcuno c'è, non mi abbia visto entrare; ma a quanto so, i proprietari sono usciti.
Mi avvio verso la cucina, dove tutto è in ordine. File di bicchieri sono riposti nella lavastoviglie, così come piatti e posate.
Sì, sono tutti fuori. Tranne la mia vittima.
Visito le stanze adiacenti, per poi avviarmi verso l’unica camera inesplorata. Il ragazzo non mi vede arrivare. Avevo deciso da tempo che sarebbe stato il prossimo.
È seduto su una sedia, di spalle a me. Lo sposto con forza e gli pianto il coltello nella schiena; tuttavia, non urla.
Mi sorge un dubbio.
Lo guardo negli occhi, capendo che è morto già prima del mio arrivo. Sicuramente un infarto, o qualcosa di simile. Ma poco importa.
Adagiatolo di nuovo sulla sedia, comincio ad addentargli le guance; mordo la carne in profondità. Percepisco un sapore molto diverso dal solito.
Sto per continuare, quando noto che i suoi peli si rizzano; pochi secondi più tardi, i denti che si intravvedono dietro le sue labbra socchiuse iniziano a traballare e tremare. Pensando sia ancora vivo, gli stacco uno degli incisivi, me lo metto in bocca e lo inghiotto.
Un momento più tardi mi accorgo che le sue unghie si muovono leggermente da sole.
Mi allontano di qualche passo, mentre stringo il coltello in pugno. Sento qualcosa che si muove sulla mia lingua.
I peli del ragazzo adesso vibrano, sempre più frenetici; mille protuberanze appaiono sotto le dita, le braccia, le gambe. Sono ovunque, appena sotto la cute, facili da scorgere.
Poi la pelle del giovane si apre in più punti, senza che io l’abbia ancora toccata.
Sento un rumore orribile, e infine capisco: la sua peluria è costituita da piccole zampe, appartenenti a milioni di minuscoli ragni.
Mentre i denti del morto cadono a terra, rivelando all’interno della polpa altri esserini, mi prende un prurito sempre più forte.
Intanto, gli orridi animaletti si rivelano essere molti di più. Cominciano a uscire dal soffitto e dal pavimento.
Rimango immobile a fissare gli occhi della vittima, che ora vengono divorati lentamente dalle tremende creature.
Sto per andarmene, ma gli strani e disgustosi aracnidi mi saltano addosso, entrandomi nelle orecchie. Li sento già da un pezzo che camminano sul mio palato; adesso provano a scendere nella gola.
Si infilano sotto le mie unghie, mi passeggiano frenetici sulle pupille. Pendono dai miei capelli.
Mentre cado a terra, capisco che mi toccherà la stessa sorte toccata al ragazzo.
Stavolta sarò io ad essere mangiato.
Narrazioni[]
Invaso - Creepypasta
Narrazione di NoDreams