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PG-John-Joubert-1996

Luogo omicidi: Stati Uniti – Portland, Papillion (Maine), Bellevue (Nebraska)

Periodo omicidi: 1982 – 1983

Vittime: 3, bambini

A 6 anni, la sua fantasia più frequente era quella di giungere alle spalle della baby-sitter per strangolarla e poi mangiarla, facendola così sparire completamente. La madre era un'assistente ospedaliera, mentre il padre faceva il contabile e il cameriere, un doppio lavoro per portare più soldi a casa. I genitori si separarono quando lui aveva sette anni e, quando ne compì dieci, divorziarono. Furono anni particolarmente difficili per il bambino, perché era l'oggetto principale della battaglia legale tra i suoi genitori. La madre non lo amava per niente e l'appellativo che gli rivolgeva più spesso era “essere ignobile”; molte volte, aveva degli scoppi d'ira ingiustificati durante i quali rompeva tutti gli oggetti che le capitavano a tiro, costringendo il piccolo John a nascondersi in camera finché l'attacco non le era passato. Quando lui chiedeva di poter vedere il padre, lei gli rifiutava il permesso. La madre lo terrorizzava in continuazione e lo puniva severamente se lo scopriva a masturbarsi. A 11 anni, Joubert cominciò a leggere e collezionare riviste true crime e si masturbava eccitandosi alla vista di fotografie di persone spaventate e dominate da altre. Iniziò presto ad avere fantasie su donne vestite in modi strani mentre, in un momento successivo, i soggetti delle sue fantasie diventarono dei ragazzi che lui immaginava in calzoncini corti. A queste, si aggiunsero altre fantasie in cui lui strangolava o pugnalava persone sconosciute. Un giorno, a 13 anni, mentre andava in bicicletta, infilò all'improvviso una matita nella schiena di una bambina e trovò la cosa “molto stimolante e divertente”; qualche giorno prima di questo episodio, era rientrato dalle vacanze con la madre e aveva scoperto che la famiglia di un bambino con il quale aveva stabilito un bel rapporto d'amicizia era partita e la cosa lo aveva fatto soffrire molto; cercò comprensione dalla madre che, per tutta risposta, gli disse di non sapere dove erano andati e che lui doveva adattarsi a quella perdita. Da quel momento, Joubert crebbe sempre più solitario e introverso e, ogni tanto, aggrediva qualche bambino per “sentirsi vivo”: in uno degli attacchi più gravi, a 16 anni, ferì una ragazza con un rasoio. Non gli piaceva l'idea di frequentare un liceo pubblico, così si mise a lavorare come fattorino in un giornale per pagarsi l'iscrizione a un liceo cattolico (la madre si rifiutava di dargli i soldi anche per andare a scuola) dove venne tormentato da altri ragazzi perché lo consideravano un omosessuale: per far cessare le chiacchiere, si fidanzò con una ragazza più grande di lui e, contemporaneamente, entrò a far parte di tutte le squadre sportive e diventò boy-scout. Dopo essersi diplomato, s'iscrisse al collegio militare e si accorse che, a differenza del liceo, lì dentro si respirava un'atmosfera di assoluta libertà. Iniziò a bere molto e i risultati scolastici furono subito molto bassi. Quando non beveva o dormiva, passava ore intere immerso nel gioco di fantasia Dungeons & Dragon. Passato il primo anno, si iscrisse nell'aviazione. Nel 1983 fece amicizia con il suo compagno di camera, quando, un giorno, questi gli disse di aver sentito delle voci sulla sua omosessualità e che aveva deciso di lasciare la stanza. Nello stesso periodo, fu costretto a far fare una riparazione costosa alla sua macchina per un guasto inaspettato. Era un ragazzo piuttosto intelligente e il suo QI era leggermente superiore alla media. Crescendo, John Joubert si scoprì sempre più inadeguato ad avere rapporti con “oggetti” sessuali adulti e sviluppò spiccate tendenze pedofile. Le vittime dei suoi omicidi erano, per l'appunto, bambini e il suo modus operandi era sempre lo stesso: si aggirava in macchina intorno alle scuole aspettando che uscissero i bambini, li rapiva, li portava in un luogo isolato, li sodomizzava, li strangolava oppure li pugnalava ripetutamente. Sentiva un bisogno compulsivo di mordere i corpi delle vittime e, dopo aver commesso gli omicidi, si chiudeva nella sua stanza per riviverne i dettagli e masturbarsi sui ricordi. Quando venne arrestato, Joubert confessò subito gli omicidi e disse che avrebbe ucciso ancora se fosse stato rilasciato. Condannato a morte in Nebraska, venne giustiziato il 17 luglio 1996.


Tratto da: "I serial Killer" di Vincenzo Maria Mastronardi e Ruben De Luca

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