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Poi, tutto diventa buio.
 
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Revisione delle 17:25, apr 2, 2020

C' era una volta un villaggio.

Il villaggio era abitato per la maggior parte da contadini, proprio come ci si aspetterebbe. La parte restante della popolazione che non lavorava la terra erano giovani laureati che, per amore dei propri cari, avevano deciso di restare e di aiutare la popolazione; c' era chi lavorava alle macchine, c' era chi faceva l' elettricista e dava l' energia al villaggio ecc. Molti, però, facevano medici e infermieri.

Decisero di costruire, con i pochi fondi che avevano, un ospedale.

Come avrete già capito, non era un ospedale poi così tanto efficiente, naturalmente non per via dei lavoratori. Nonostante ciò, le cose andavano comunque bene: arrivavano pazienti, le persone guarivano e gli abitanti pagavano i giovani.

Finché non arrivò lui.

Walt, si chiamava. Era un giovane ragazzo che aveva da poco finito l' università e aveva deciso di tornare nel suo paese natale, per aiutare la famiglia.

Il suo arrivo suscitò numerose polemiche: il giovane aveva, infatti, una misteriosa passione(o sarebbe meglio dire "ossessione") per la morte. Adorava fare strani esperimenti su animali morti e, qualche volta, sulle persone defunte. Nel villaggio, inoltre, si narrava che fosse proprio lui ad uccidere le persone sulle quali faceva quegli esperimenti oppure che andava a rubare i loro corpi nei cimiteri.

Vi starete chiedendo quale fosse l' origine, non è vero? Mi dispiace deludervi, ma nessuno ne sa l' origine. Alcuni affermano che la colpa fu della morte dei genitori, avvenuta quando aveva quattro anni.

Ma torniamo a noi.

Quando tornò a casa, Walt insistette per entrare a far parte dello staff dell' ospedale. Inizialmente, gli impiegati dell' ospedale rifiutarono categoricamente, ma poi, vedendo quanto avevano bisogno di aiuto e quanto lui era bravo, accettarono. Commisero un grave errore.

Per i primi mesi di lavoro, Walt condusse il suo lavoro normalmente, come tutti gli altri: visitava i pazienti e, in cambio dei soldi che gli spettavano, le guariva. Fu una mattina di Novembre quando tutto accadde.

Si era da qualche ora conclusa la festa di Ognissanti e tutti dormivano, quando vennero svegliati da una voce, la voce di un contadino. Stava cercando suo figlio che non era tornato a casa. Dopo aver capito la ragione di tale schiamazzo, gli abitanti si misero alla ricerca del ragazzino cercando di casa in casa, ma non trovandolo da nessuna parte.

Almeno fino a quando non arrivarono a casa di Walt.

Bussarono alla porta, ma non aprì nessuno. Dopo diversi tentativi, decisero di fare irruzione in casa. Quando aprirono la porta, si trovarono davanti a una scia di sangue. Un po' spaventati, presero la decisione di seguire quella scia.

La scia li condusse in una stanza verde. Al centro della stanza si trovava un tavolo operatorio, con sopra il bambino. Solo che le gambe del bambino non erano più quelle di un bambino, bensì di un cavallo, le quali erano coperte di sangue, e sembravano cucite.

Mentre osservavano terrorizzati la scena, comparve Walt. "Vi piace la mia creazione?" chiese il ragazzo con aria spavalda.

Vedendo i loro sguardi pieni di paura e odio, Walt disse "Tranquilli, è solo un esperimento. Se volete posso farlo tornare come prima".

Ma le sue parole non funzionarono come pensava.

Venne esiliato dal villaggio, insieme alle sue cose. Per qualche settimana, non accadde niente di orribile, fino a una notte.

L' ospedale era chiuso, avvolto dalle ombre della notte. Improvvisamente, dal buio, emerse una figura. La figura indossava un vestito da infermiere e aveva sulle spalle un sacco, dal quale scendeva un liquido rosso cremisi.

La figura mise le mani in tasca e ne estrasse un mazzo di chiavi. La misteriosa figura si avvicinò alla porta dell' ospedale e la aprì, mentre dal suo sacco scendeva sempre più liquido.

Quella notte si sentirono delle urla in tutto il villaggio.

La mattina dopo, la polizia andò a controllare cosa fosse successo. L' unica cosa che trovarono fu del sangue sospetto.

Iniziarono a passare i mesi, e sempre più persone scomparivano. La cosa strana, però, era che ogni volta che le persone scomparivano si sentivano delle urla dall'ospedale. Ciò portò gli abitanti a pensare che il rapitore uccidesse le sue vittime dentro l' ospedale quando non c' era nessuno, perciò si iniziò a credere che il rapitore era uno degli impiegati dell' ospedale, motivo per cui furono cacciati.

Naturalmente, vi starete chiedendo perché i residenti del villaggio non andarono a controllare, oppure perché la polizia non andò a controllare. Ebbene, non lo fecero perché avevano paura, paura di scoprire che il rapitore potesse essere un loro parente o un loro amico.

Quello, infatti, era uno di quei villaggi dove tutti si conoscono e tutti si vogliono bene. Scoprire che a rapire le persone potesse essere uno di loro(non reputavano tali i giovani laureati o comunque quelli che venivano da fuori) li terrorizzava.

Solo tre ragazzi, presi dalla voglia di avventura e del brivido, entrarono.

Per entrare ruppero una finestra, usando un mattone trovato per terra. Una volta dentro, si misero a cercare in giro. Dato che tutti e tre avevano visto insieme molti film horror, decisero di non separarsi e di esplorare l' ospedale restando uniti.

Inizialmente, non trovarono niente di speciale-solo le classiche stanze bianche di un normale ospedale e gli strumenti per guarire i malati.

Dopo un po' di tempo, si imbatterono in una stanza con la porta macchiata di sangue. Lentamente, la aprirono, e un odore di sangue e morte si abbatté su di loro.

"Entriamo?" chiese uno.

"Entra per primo tu, Micheal"

Non fecero in tempo a scegliere chi dovesse entrare per primo che una figura alle loro spalle sparò al gruppo di ragazzi, con una pistola.

Vorrei tanto finire la storia, ma non posso. "Perché?", dite voi.Beh, perché tra poco farò la fine dei miei amici.

Si, avete capito bene. Io sono uno dei tre ragazzi.

Tutto quello che vi ho raccontato è frutto delle mie esperienze e di quello che mi ha raccontato lui, Walt. Ha ucciso i miei amici facendo esperimenti su di loro, e adesso è il mio turno.

"Vieni qua" mi dice.

Io non voglio, e anche se volessi, non potrei. Mi ha tagliato le gambe.

"Dai, durerà solo un secondo!"

Lo vedo avvicinarsi con una siringa. Con le braccia, mi porto dietro, finendo per andare sull' intestino di una persona.

"Sei in trappola!"

Fa scendere la siringa nel mio braccio.

L' ultima cosa che vedo e sento è un uomo entrare nella stanza.

"Come sta andando?" chiede l' uomo.

"Bene, signor sindaco"

Poi, tutto diventa buio.

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