Creepypasta Italia Wiki
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Sin da quando ero piccolo, mi è sempre capitata una cosa molto strana... Ogni volta che fuori pioveva, ogni volta che mi affacciavo alla finestra pensando alle ore di gioco che mi stavo perdendo, c'era lui. "Lui chi?" mi chiederete. Era un uomo, alto e magro, con un ombrello ed un lungo impermeabile nero, che gli arrivava fino ai piedi. Se ne stava sempre lì, fuori dal recinto di casa mia, a sorridermi e a salutarmi con la mano. Non so descrivere la sua faccia, perché a causa del cappuccio non mi era possibile vedere molto, ma sembrava avere un'espressione felice, quasi rilassata. Rimaneva lì fino a quando non tornava il Sole, senza mai andarsene o cambiare posizione. Se chiamavo i miei genitori, loro sembravano non vederlo, dicendomi semplicemente che si trattava di un brutto scherzo della mia immaginazione. Ma io sapevo, sapevo che era vero. Lui era sempre stato lì per me, lui era mio amico. Un giorno, più precisamente un sabato sera, ero da solo in casa, siccome i miei genitori erano usciti a bere come ogni weekend. Di solito passo il mio tempo libero a girovagare sul web, a guardare video su Youtube e a giocare ai videogiochi. Quel giorno però, stranamente, non riuscivo a connettermi ad Internet. Annoiato pensai di andare subito a dormire, anche perché i miei si sarebbero arrabbiati scoprendo che ero ancora sveglio al loro ritorno. Ma appena finì di lavarmi i denti, iniziai a sentire il rumore sempre crescente della pioggia che sbatteva contro la tapparella. La alzai ed uscii sul balcone, e lo vidi di nuovo. Mi fissava dal giardino, ma questa volta non mi stava salutando, mi stava invitando a raggiungerlo, sempre indossando il suo perenne sorriso. Finalmente! Finalmente qualcosa da fare! Presi un giubbotto dall'armadio e scesi in giardino, ma arrivato lì, stranamente, non lo trovai. Era sparito.

"Dove sei ?" urlai.

Ma nessuno rispose.

"Fatti vedere!"

La pioggia si faceva sempre più forte, e più tempo passava, più il freddo aumentava, facendomi venire i brividi. Iniziai a tossire, la gola mi bruciava e mi fischiavano le orecchie. Rientrare sarebbe stata la scelta migliore ora che ci penso, ma quella sera il mio unico pensiero era rivolto a scoprire chi era quell'uomo, che mi aveva sempre tenuto compagnia nei giorni più noiosi. Iniziai a tremare e le braccia mi facevano male, mentre pian piano la mia vista si appannava. Ma ad un certo punto, una voce interruppe il mio malessere.

"Girati" disse qualcuno.

Quella voce, ancora oggi la ricordo, è stata la cosa più spaventosa che io abbia mai sentito. Era profonda, monocorde e a tratti, quasi glitchata. Mi girai di colpo, e lui riapparve. Lo vedevo in lontananza, tra gli alberi del boschetto lì vicino. Proprio come prima, con la mano, mi faceva cenno di raggiungerlo e io, quasi ipnotizzato, scavalcai il recinto e mi lanciai all'inseguimento. Più correvo, più la pioggia diventava intensa e in lontananza si iniziarono a sentire dei tuoni. A quel punto neanche sapevo perché lo stavo assecondando, era come se le mie gambe si muovessero da sole, nonostante la stanchezza. Ma ogni volta che mi avvicinavo lui spariva, per poi riapparire subito dopo sempre più lontano, come se fosse irraggiungibile. Andò avanti così per circa otto volte. Ero stanco, avevo la testa pesante. Non ce la facevo più. Mi fermai. Stavo per cadere a terra quando, all'improvviso, lui apparve davanti a me, e mi prese la mano. Alzai lentamente la testa, e lo guardai negli occhi, quegli occhi che finora non avevo mai visto. Erano viola, opachi, come se non avessero pupille. Spalancò i denti, interrompendo il suo perenne sorriso, e poi mi parlò.

"Lascia che i tuoi occhi si chiudano, ascolta il battito del tuo cuore. Ha lo stesso ritmo della pioggia. Abbraccia l'oblio, e passa oltre, dove non c'è alcun dolore e alcuna sofferenza... Concedi la tua anima al grembo della terra..."

Cosa? Non capivo. Cercai di rispondere ma non riuscivo a parlare. Gli occhi mi si chiusero e una piacevole sensazione di sonno e relax si impadronì del mio corpo. Mi accasciai al suolo. Non so quanto tempo passò, ma quando mi svegliai ero in un letto di ospedale. Lì con me c'erano i miei genitori, che piangevano, un medico e un poliziotto, che a quanto pare era quello che mi aveva trovato. Il medico, sorprendendo tutti, disse che ero scampato alla morte per miracolo e che nessuno era riuscito a capirne le cause. Non sapendo cosa fare, e avendo già fatto tutti gli esami possibili, mi lasciarono andare e il poliziotto accompagnò me e i miei a casa. Dopo che loro scesero però, il poliziotto mi guardò e mi sorrise. Quel sorriso lo avevo già visto.

"Povero ragazzo, la pioggia è finita prima che tu potessi ascendere"

Urlai e corsi fuori dalla macchina, correndo in casa e abbracciando mia madre. Il poliziotto mi guardò con i suoi occhi viola, mi salutò con la mano e dopodiché ripartì, sparendo nella strada che percorreva il bosco. Ero confuso, spaventato, e lo sono ancora oggi. Non ho più visto quell'uomo da allora, e nemmeno capisco il significato delle sue parole. Tuttavia, ogni volta che fuori piove, io lo sento. Lo sento ridere, ridere di me, coperto dal rumore della pioggia.

It's Raining Somewhere




Narrazioni

L'uomo_Della_Pioggia_-_Creepypasta

L'uomo Della Pioggia - Creepypasta

Narrazione di NoDreams

L'Uomo_della_Pioggia_(Creepypasta_-64)_(The_Horror_Land)

L'Uomo della Pioggia (Creepypasta -64) (The Horror Land)

Narrazione di MISTER S.U




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