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Jonathan odiava quell'albero. Lo inquietava, Era un melo come molti altri, che si trovava al centro di una vasta prateria recintata, ma aveva una cosa che lo distingueva da molti altri: tre strani pupazzetti che gli penzolavano dai rami. Jon non gli aveva mai visti da vicino e non sapeva cosa rappresentassero e non ci aveva mai visto nessuna persona od animale andare vicino all'albero. Ma Jon non dava troppo peso a questa cosa, in fondo si era trasferito lì da un mesetto e sicuramente quell'albero apparteneva a qualcuno che era partito per qualche viaggio. Ma i mesi passarono e quell'albero era sempre lì e mai nessuno si era avvicinato.

Jon aveva già chiesto in giro agli abitanti nativi della città qualcosa su quell'albero, ma non conoscevano neppure l'esistenza. Un giorno aveva trascinato lì un paio di amici ma al loro arrivo l'albero era scomparso e così Jon dopo aver subito diverse prese in giro lasciò i suoi compagni fuori dalla faccenda. Oramai era diventata un'ossessione per lui, tutti i giorni si recava presso l'albero e con un cannocchiale osservava la zona e controllava se c'era qualcosa fuori posto, ma era sempre tutto intatto: i pupazzetti erano sempre lo stesso numero, stessa cosa le mele. Allora Jon iniziò a pensare che fosse un albero finto creato da qualche buontempone che lo stava prendendo in giro spostandolo ogni volta che lui portava lì qualcuno, quindi scattò diverse foto ingrandendo l'obbiettivo e le confrontò con delle foto di un melo prese da internet e scoprì che l'albero era autentico. Ebbe poi modo di analizzare i pupazzetti presenti sui rami dell'albero, erano delle piccole bamboline incappucciate, come se si volesse coprire i loro volti.

Jon capì che quell'albero era sotto qualche strano incantesimo da cui stare alla larga, butto via tutti gli appunti che aveva preso e cerco di dimenticarsi tutta la facccenda. E ci riuscì fino ad un triste sera di Giugno. In quella giornata Jon era stato fuori con gli amici e giunta sera stava tornando a casa. Mentre stava giungendo a casa una brutta idea gli balzò in testa. Come avrete già capito si diresse verso l'albero. Eccolo di nuovo, lì dietro la staccionata c'era l'albero. Jon stava di nuovo abbandonando quel luogo incantato, quando fu fermato da un vecchio. Il vecchio era di imponente statura, con dei capelli bianchi neve e dei penetranti occhi azzurri. Jonathan non l'aveva mai visto prima.

<<Jonathan! Eh eh, tu non sai chi sono io, ma io ti conosco bene! Lasci che mi presenta: sono il signor Loop, lavoro in questi campi e so che sei interessato a quell'albero, seguimi ti porterò davanti a lui e ti svelerò tutti i suoi segreti, che ne dici?>>

<<Preferirei di no signore...>>. Jon non si fidava ancora di quella persona anche se sembrava inoffensiva.

<<Pensaci bene Jon, se non sfrutti adesso questo momento non ti ricapiterà mai più!>> l'espressione dell'uomo era piena di fiducia ed era davvero difficile tradirlo.

<<E va bene, ma facciamo in fretta>>Jonathan era stato vinto dalla curosità che lo aveva perseguitato per mesi ed ora poteva finalmente soddisfarla. Prima non era mi andato ai piedi dell'albero per paura ma con quel tizio di fianco si sentiva stranamente più sicuro.

<<Seguimi>> disse Loop in modo euforico.

Quando giunsero dinnanzi all'albero Jon notò che i pupazzetti non erano più incappucciati e si potevano scorgere le loro facce, erano tutti e tre personaggi da fiaba: Cappuccetto Rosso, e due porcellini.

<<Perché sono tutti personaggi di fiabe, cosa significa?>>

<<Caro Jon, se tu hai mai letto l'origine di queste fiabe saprai che questi personaggi sono tutti stati sbranati da un lupo>>

<<Cosa significa tutto ciò?>>Jon iniziò a preoccuparsi.

<<Che tu farai la loro medesima fine, sei finito nella tana del lupo>> il signor Loop fece un inquietante sorriso e fissò con quegli occhi azzurri Jon che gli si gelò il sangue,

<<Basta, io vado, tu sei solo un vecchio rincoglionito!!>> Jon provò a correre ma fu preso per un braccio e mentre veniva trascinato verso il suo triste destino sentì che la mano che lo stringeva era pelosa.

Ora l'albero aveva un nuovo pupazzetto.

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