Creepypasta Italia Wiki
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(Testo originale: https://creepypasta.fandom.com/wiki/I_Loved_You

Traduzione di Francesc25.)

Ecco a voi Tom, un semplice ragazzo con una passionata smodata per gli anime e le canzoni giapponesi che lo porta a stare per tutto il tempo attaccato al PC. A ogni ora del giorno, per tutta la settimana, guarda repliche dei suo cartoni preferiti e ascolta musica che lui stesso trova difficile da comprendere.

La vita fa schifo, pensa… e a ragione: molti dei suoi amici lo prendono in giro perché non esce molto, eppure gli va comunque bene. Non gli importa molto di ciò che dicono gli altri su di lui… a patto che l’argomento non siano le cose che ama di più, ossia i cartoni animati e le sue band preferite! La maggior parte del tempo lo trascorre steso sul letto, con il laptop sullo stomaco, guardando più di un centinaio di gigabyte di cartoni, episodio per episodio, finché non si addormenta. E quando non è intento a godersi i soliti show, naviga in rete, alla ricerca di un posto dove nessuno lo giudicherà.

Certe volte immagina di essere uno dei personaggi dei cartoni che gli piacciono, e di comportarsi esattamente come loro. Un atteggiamento da vero nerd, non trovate?

Al contrario di suo fratello Tim, che è grasso e lavora a un negozio di fumetti, Tom ha un bell’aspetto; tuttavia Tim è una persona molto più estroversa ed educata di Tom, con grande sorpresa di molte persone. Adora fare escursionismo all’aperto e raramente rimane a casa a non fare niente. Esce per camminare e, nei weekend, non sempre ma spesso, va in campeggio.

L’altro giorno, Tom ha preso una decisione: incontrare una ragazza su un sito di incontri, scoperto attraverso uno dei forum online che puntualmente visita. Dopo un po’ di tempo ha trovato Erika, una ragazza alquanto carina che vive non molto lontano, nel suo quartiere. Che fortuna, ha pensato felice. Una cosa tira l’altra, e Tom ha deciso di inviare una richiesta a Erika per incontrarsi dal vivo, sperando in una risposta positiva da parte della ragazza.

Quella stessa notte, più tardi, Tom ha ricevuto un’e-mail da Erika, che chiedeva: Certo, mi farebbe proprio piacere incontrarti. Dove e quando, se posso sapere? Una volta finito di leggere quella e-mail, è saltato in aria dalla gioia… e, per la prima volta nella sua vita, ha avuto la sensazione di avere a che fare con qualcosa di più importante della sua collezione di anime e canzoni.

Il giorno è arrivato e Tom si è recato al parco, luogo dove sarebbe dovuto avvenire il famoso incontro, con addosso una maglietta verde e un paio di jeans, un abbigliamento casual come al solito. Tom sorrideva e non riusciva a smettere, giacché immaginava Erika carina come una ragazza degli anime, e quanto sarebbe stato bello se si fosse presentata con un abito da domestica giapponese!

Ed è stato allora che si è reso conto di non avere quasi alcuna chance con Erika. Come avrebbe potuto iniziare una discussione con lei? Di quali cose avrebbero potuto parlare? Sicuramente non di anime o altro: in questo modo Erika avrebbe facilmente capito di avere a che fare con un nerd. Allora parlare di cose normali, quotidiane.

Dopo averci riflettuto a lungo, si è seduto lì, aspettando che Erika arrivasse. Forse ci vorrà un po’, ha pensato. Devo cercare di non sembrare una persona inquietante… sapendo, naturalmente, che, in certe circostanze come questa, lo sarebbe sicuramente stato! Poi ha visto Erika arrivare sorridendo e si è calmato, pensando: Wow! Sembra davvero felice di vedermi. Ha ricambiato il saluto, cercando di non far sentire la ragazza a disagio.

«Ciao!» Il sorriso sul suo volto diceva tutto: non le dispiaceva per nulla trovarsi lì con lui.

«Oh, ciao!» Adesso Tom avvertiva una leggera timidezza.

Hanno discusso per un po’, e alla fine hanno deciso di andare a vedere un film insieme. Tom voleva vedere un film romantico, tanto per entrare nell’umore giusto. Erika, invece, voleva a tutti costi godersi un film dell’orrore. Che personalità interessante, ha riflettuto Tom. Hanno passato tutto il giorno a stare insieme ed è stato bellissimo… per Tom, almeno. Ma per Erika? Era tutta un’altra storia…

Tom è tornato a casa, soddisfatto, sentendosi come una persona normale e provando un senso di felicità enorme. Per ora.

**

I giorni passavano e la loro conoscenza migliorava sempre più, soprattutto grazie a Erika, che sembrava intenzionata seriamente ad avere una relazione con Tom, il quale per la verità era non poco sorpreso di quella svolta e iniziava ad annoiarsi. Non aveva mai avuto una relazione prima d’ora. Perché doveva essere così difficile? Decise di mollare Erika e di tornare ai suoi anime tanto amati.

Tuttavia, Erika sembrava non aver capito che la loro relazione era stata stroncata. Continuava a inviargli e-mail e messaggi, e non la smetteva finché Tom non rispondeva a ogni sua richiesta.

Passarono gli anni. Tom divenne finalmente un adulto, abbandonando la sua vecchia vita da sfigato, riuscendo anche a trovare una bellissima moglie e a mettere al mondo due fantastici bambini.

Una notte, mentre Tom guardava da solo un film nel salotto, il campanello di casa suonò.

Ding Dong!

Chi diavolo è a quest’ora? pensò tra sé. Andò alla porta, la aprì e vide che non c’era nessuno. «Che strano…» disse a bassa voce.

Poi vide, con suo enorme stupore, che a terra c’era un pacco, avvolto in nastri rossi, sulla cui superficie era stata disegnata una faccina sorridente. Lanciò un’altra occhiata a ciò che aveva intorno, per assicurarsi che non ci fosse nessuno, e portò dentro il pacco.

Con un coltello tagliò il nastro, facendo poi attenzione a non rovinare il contenuto mentre toglieva con cura la carta che avvolgeva il pacco. Vide una scatola con il suo nome scritto sopra, la aprì… e rimase sconvolto.

C’erano decine di foto che lo ritraevano addormentato, da quando lui aveva solo ventuno anni. Foto di lui che si sposava. Foto di lui in luna di miele. Foto della sua moglie incinta all’ospedale. Foto dei suoi due bambini quand’erano molto piccoli. E c’era anche un foglietto, in quella dannata scatola. Tom lo prese e lo lesse.

Caro Tom, avrai sicuramente notato che ti ho scattato alcune foto, giusto per ricordare a me stessa quanto sei carino. Ho deciso di condividere alcune delle mio foto con te, Tom, nella speranza che ti piacciano. Ce ne sono molte altre, e tutte sono state fatte con amore.

Con affetto,

ERIKA.

Tom era senza parole. Rimase a osservare le foto, senza accorgersi del paio di occhi che lo osservavano attraverso la finestra. Incredibilmente spaventato, Tom tornò a letto, tremando da capo a piedi.

Il giorno dopo, preferì non dire a sua moglie delle foto che aveva visto la scorsa precedente… anche se lei aveva già intuito che qualcosa non andava, notando il pallore del marito, e gli chiese perché si sentisse così. Tom non rispose e guardò da un’altra parte. La settimana successiva continuò a ricevere strane chiamate e foto recenti di lui e della sua famiglia, e si decise a contattare la polizia locale. La polizia domandò a Tom chi fosse la persona che stava molestando l’intera famiglia, e lui continuò a dire che era Erika, è lei, Cristo. La polizia controllò sul database dove Erika vivesse attualmente.

A quanto pareva, la sua dimora era un vecchio, abbandonato appartamento vicino al quartiere in cui Tom viveva da giovane. Si trova lì! pensò, e vi entrò insieme alla polizia, perché sarebbe stata una sciocchezza, un errore madornale, entrare da solo. Tuttavia non trovarono nulla… eccetto che un messaggio per Tom.

Per favore, apri il cassetto.

Così fece. Tom aprì un cassetto in una stanza che doveva presumibilmente essere di Erika… e trovò una busta di dimensioni A4. La prese e la aprì per vederne il contenuto, che si rivelò essere una serie di foto di sua moglie addormentata e dei bambini a scuola. Sta diventando inquietante, pensò spaventato.

Un poliziotto che era andato con lui ricevette una chiamata dalla centrale. Dopo un po’, andò da Tom e gli riferì una notizia che lo sconvolse.

«Mi spiace dirle che stiamo cercando la persona sbagliata, signore. Questa Erika… è morta.»

Tom non si era mai sentito spaventato come in quel momento.

Se quelle lettere e quelle foto non le aveva spedite Erika… chi poteva averlo fatto, allora?

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