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Lei non era più la donna che aveva sposato.

Si era lasciata andare, aveva cominciato ad imbottirsi di cibo, bere... perfino fumare. Nonostante lui le avesse detto più volte che ciò gli faceva schifo. Sentire il puzzo di tabacco sui vestiti non appena si avvicinava, quelle briciole dimenticate su un seno ormai esageratamente abbondante. Odiava tutto e tutto gli provocava disgusto. Non era più una donna, era qualcosa che non riusciva a definire, un qualcosa cui spesso aveva cercato di trovare un termine, ma mai niente poteva avvicinarsi a ciò che provocava in lui.

Un sentimento carico di ribrezzo, di schifo.

Anche quella sera era stata una delle solite, entrambi seduti sul divano a guardare la televisione.

Lei con il suo piatto carico di pietanze fritte e lui con il suo semplice piatto di pasta. Non riusciva a mandare giù un solo boccone, il ruminare incessante al proprio fianco era insopportabile. I denti della donna che affondavano nelle patatine colme d'olio, il rumore dell'acqua che scivolava copioso giù per la gola...tutto ciò, gli bloccava lo stomaco.

-Vado a letto.- si limitò a dire, poggiando il piatto ancora immacolato sul tavolino. Fece per avviarsi verso la camera da letto ma lei cominciò a parlare, costringendolo a fermarsi. Girò il viso lentamente, scivolando con lo sguardo sulle labbra della donna.

-Non mangi? E' buono, devi mangiare.- disse, ghermendo tra le dita unte altro cibo pronto a raggiungere la bocca.

-Non ho fame. Me ne vado a letto, cerca di sistemare tutto.- si limitò a rispondere, dandole le spalle per non sentirla più.

La donna abbassò lo sguardo: sapeva fin troppo bene di non essere più attraente agli occhi del marito. Come sapeva che tutto ciò che poteva fare era badare alla casa. Almeno in quello, lui non avrebbe avuto nulla da ridire. Non le avrebbe detto che gli faceva schifo e non gli avrebbe detto che assomigliava più ad una scrofa che una donna. Si alzò pesantemente dal divano, abbandonando il piatto sporco e vuoto vicino a quello intoccato. Prese respiro e si diresse in cucina, spinta da altra fame. E lui lo sapeva, lo sentiva che era tornata in cucina, sentiva il cassetto delle posate aprirsi e la sedia scostarsi: si stava preparando altro cibo.

Schifo, quella donna faceva solo schifo. Sapeva solo mangiare e badare alla casa, anche se a questa non era poi sicuro che ci badasse davvero. La cucina era sempre appiccicosa, e anche il bagno non scherzava, pulizia chissà se ne veniva mai svolta.

Dopo un dieci minuti buoni, la sentì trascinarsi pesantemente fino al bagno, richiudendo la porta alle proprie spalle.

Sentì il getto dell'acqua. Si stava facendo la doccia come suo solito, niente di strano. L'uomo sospirò e si girò sul fianco, distanziandosi quanto più poteva dalla parte occupata dalla donna, dove il materasso aveva ceduto in una fossa che ricordava vagamente le forme della consorte.

La porta del bagno si riaprì di nuovo, altri passi ed infine la pesante figura si sedette sul letto, provoncando una smorfia disgustata sul volto del marito.

-Ti ho detto che mi fa schifo che vieni a letto senza esserti asciugata del tutto.- le disse, infilando le mani sotto al cuscino. Si spostò in avanti di alcuni centimetri, non voleva sentire la pelle calda e molliccia addosso.

-Scusa...- rispose sommessamente lei, stendendosi nella sua parte di letto. Tutto il materasso sussultò leggermente non appena questa fece per girarsi verso di lui. -Non mi trovi per niente bella?- eccola, la solita domanda di ogni sera.

-Ne abbiamo già parlato.- fu la risposta che diede, sperando di prendere sonno.

Passarono un paio di minuti e la donna tornò a farsi sentire, allungando la mano verso i capelli del marito. Li accarezzò piano, con delicatezza, scendendo fino alla spina dorsale che prese a percorrere con le dita.

-Sto cercando di dormire.- proferì l'uomo, ma la donna non smise di toccare le sue spalle, la sua figura. Gli faceva schifo avere quei salsicciotti di carne a sfiorargli il corpo, ma la cosa che più faceva ribrezzo, era il fatto che non fosse ancora asciutta. Mille volte, mille volte le aveva detto che doveva asciugarsi bene con l'accappatoio prima di venire a letto. Il tocco non cessava e lui fu costretto a girarsi, di scatto, per urlarle in faccia tutto il disprezzo che provava.

Ma non appena gli occhi si posarono sulla donna, fu colto da un tuffo al cuore.

Il braccio era teso verso di lui e le dita ora accarezzavano l'aria, sfiorando il naso di pochi centimetri. Percorse con lo sguardo l'arto, fino a finire sul volto della donna...che però, non vi era più.

Al suo posto ci stava un qualcosa di indefinito, gli occhi si trovavano ancora al loro posto ma i muscoli erano scoperti, bluastri e ben in vista. Il sangue colava sul cuscino, ricoprendo tutto il corpo della donna oramai irriconoscibile. Non vi erano più tratti del volto, solo un ammasso indefinibile dai denti scoperti.

Lei era contenta.

Ora l'avrebbe toccata e sarebbe stata più vicina all'ideale che lui voleva.

Forse, così, sarebbe stata di nuovo bellissima.


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