FANDOM


Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc Tic Toc...



"Il tempo sta per scadere, non va bene." Pensai tra me e me.

Ero in cucina a pelare le patate per il mio istituto di sanità mentale, fremevo, le mani erano di pasta frolla, i pensieri confusi ed offuscati.

"Devo farlo, o resterò intrappolata qui per sempre."

Posai il pelapatate un po' più in là sul tavolo. Voltai lo sguardo fingendo di osservare i fornelli quando invece tenevo d'occhio il cuoco: era girato di spalle e sul suo fianco sinistro teneva dei coltelli da cucina.

"Ok, calma. Per prima cosa fingo di prendere delle spezie dal mobiletto, dopodichè mi alzo, gli rubo il coltello e lo uccido."

Lentamente feci il primo passo verso le spezie. Il cuoco si girò verso di me con uno sguardo assassino stampato in volto e mi disse: -Dove pensi di andare Claire?

Il suo volto era martoriato, ricoperto di brandelli di carne morta, piaghe sulle tempie e sulle guance.

-Mi servono delle spezie, stai tranquillo.- Risposi con totale innocenza.

Mi diressi verso il mobiletto dietro al cuoco, estrassi alcune spezie e ascoltai il suo respiro.

"È ora."

Mi alzai di scatto e gli scaraventai le spezie in testa, mentre con l'altra mano afferrai il coltello con il quale lo pugnalai un istante dopo. Tutto finì in un lampo.

Il mio fiato era spezzato, gli occhi e gli arti erano paralizzati di fronte al sangue che sgorgava dal collo del cuoco, ma non persi un attimo di più e iniziai a correre verso l'uscita. Ero arrivata dalla porta d'entrata, fortunatamente nessuno mi aveva vista.

Mi abbassai ed entrai nella cabina di accettazione di soppiatto, e un istante dopo fui addosso al poliziotto che faceva la guardia. Sfortunatamente, però, lui mi aveva sentito e mi precedette, facendo risuonare l'allarme in tutto l'edificio. In preda al panico, tentai di scappare ma la guardia mi afferrò. Mi girai con sgomento e lo vidi ghignare sotto quel volto putrefatto, bruciato, arso, abitato da piccoli vermi. L'ultima cosa che vidi fu la pistola di un'altra guardia che proveniva dal cancello dell'istituto.


Poi mi svegliai. Fortunatamente era solo un sogno. Bhe, basta oziare nel letto. È meglio che vada, prima che i dottori se la prendano e mi chiudano nella stanza bianca.


Vota questo racconto:

Voto complessivo:

È necessario registrarsi e collegarsi dal browser per poter votare e visualizzare i risultati.