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Forse ero un po' geloso. Era carina e un po' strana, strana in senso positivo. Nel suo armadio vedo solo maglie piccolissime, o estremamente larghe. I jeans strappati, una mia felpa, i suoi maglioni, che le si sgretolavano le mani per il freddo anche se era solo settembre. Ancora c'è il barattolo di sangue finto sulla scrivania con affianco la cipria color gesso, la sua pelle pallida. Un vestitino color rosa confetto appoggiato sulla sedia.

Sul muro qualche foto sparsa qua e là. La festa di Halloween, Capodanno, il suo diciottesimo compleanno, il falò, le serate in sala giochi, i salti con lo skate, e gli amici. Il giorno in cui le rasai i capelli dopo la prima chemio, non voleva vedere i suoi lunghi capelli neri che cadevano pian piano.

Ed io? Io dove sono? Possibile di me sia rimasta solo una felpa? Dove sono i nostri baci? Le lettere? E i pensieri che riportava sul computer, che soffriva, ed io ero uno stronzo? Ecco, c'è il mio braccialetto nel suo borsello. L'ho dimenticato lì un annetto fa. Una nostra foto ben chiusa in una scatola. Eravamo in spiaggia quel giorno, e lei già era magra e stanca. Non riesco a capire se fossi felice o meno in quel momento. Il mio sorriso, il mio volto è coperto con del bianchetto. Cancellato dal suo paese delle meraviglie, dalla sua vita, con del bianchetto.

I miei piedi non cammineranno mai più sulle mattonelle di questa stanza, non ne avrò più motivo. Non ho nessuna da venire a trovare, con cui parlare, giocare ai videogiochi. Nessuna da baciare e da tenere stretta.

Riprenderò la mia felpa e il mio braccialetto. Non ho bisogno di una delle sue cianfrusaglie per ricordarmi i suoi sorrisi, la sua risata buffa e i suoi occhi lucenti contornati di nero, la sua musica. Il dolore patito, il vomito, la depressione, i capelli che cadevano sul pavimento. Sono stato con lei sempre, fino alla fine. Lo giuro!

Sono con lei anche ora. Quando cucino i muffin al cioccolato, che prima cucinavo in sua compagnia. Ogni volta usavamo un nuovo 'ingrediente segreto', e spesso, devo ammettere, facevano cagare. Quando li preparo, li mangio, mi sembra che lei sia lì con me. Oggi hanno un colore bellissimo e sono più dolci del solito.

Era così dolce la mia Alice. Anche con le mie mani intorno al collo.


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