La bestia del cusago (in milanese bèstia de cusagh) fu una lupa attiva durante l'estate del 1792 nel bosco di Cusago nel Ducato di Milano. L'animale, come avvenne in quel periodo in casi simili il Lombardia, ma anche altrove, era diventata antropofaga e uccise e divorò diverse vittime, specialmente donne e bambini.
PRIME SEGNALAZIONI
La prima vittima fu un bambino, figlio di pastori, di 10 anni, Giuseppe Antonio Gaudenzio, che scomparve nel bosco di Cusago il 5 luglio del 1792, mentre cercava una vacca smarrita. La mattina dopo fu trovato il corpo del bambino mezzo sbranato, e la vacca ancora viva. 4 giorni dopo, a Limbiate, a circa 21 chilometri da Cusago, la bestia aggredì un gruppo di ragazzini mentre sorvegliavano il loro bestiame. I bambini si rifugiarono su un'albero, per poi discendere una volta che la bestia fu fuori dal loro campo visivo, ma la bestia tornò poco dopo e uccise Carlo Oca, che venne poi ritrovato dalla folla che gli accorse in aiuto, ma parzialmente divorato.
Il 10 luglio 1792 fu segnalata la morte della piccola Giuseppina Saracchi, aggredita mentre percorreva con sua sorella la strada da Corbetta a Cascina Piobba, a circa 14 chilometri da Cusago.
Dopo questa morte, la popolazione ipotizzò che la bestia potesse essere una iena. La loro ipotesi si basava sul fatto che pochi mesi prima un certo Bartolomeo Cappellini esibì in un circo a Milano due iene incatenate, ma quando giunse a Cremona ne aveva solo una. Ma cambiò subito storia dicendo che l'aveva consegnata a un socio. I sospetti aumentarono quando scappò in Veneto senza lasciare più traccia.
CACCIA ALLA BESTIA
Dopo la morte di Saracchi, le autorità centrali posero sulla bestia una taglia di 50 zecchini. L'ispettore alla caccia Borri, inviò suo figlio a organizzare una squadra di contadini e cacciatori, poco dopo, la bestia attaccò due pastori, ma vennero salvati dalle loro vacche. Un contadino poi cercò di sparargli, ma gli si bloccò il fucile, così vennero attribuite alla bestia attività inverosimili, così la taglia salì a 150 zecchini.
ATTACCHI ALLE PORTE DI MILANO
La bestia uccise un'altra vittima il 1° agosto 1792, quando attaccò un gruppo di bambini presso Senago, dove uccise la bambina Antonia Maria Berretta, di otto anni. La bambina fu ritrovata in fin di vita con 45 ferite, ma morì poco dopo. Un testimone descrisse la bestia come lunga due braccia, alta una e mezzo, con una faccia porcina, delle orecchie equine e un mantello rossiccio. Due giorni dopo, fu ucciso e parzialmente divorato il giovane Agosto Domenico Cattaneo. Il giovane si trovava con due amici nei campi di Asiano, a circa 13 miglia da Cusago.Il giorno dopo fu uccisa ad Arluno, a circa 11 miglia da Assiano, Giovanna Sada, una bambina di 10 anni, afferrata mentre percorreva una strada, mentre si trovava in compagnia di sua sorella e di un ragazzo. Quello stesso giorno, il giovane Diunigi Giussano venne assalito presso Trenno, oggi piazza Jhon Fitgerald Kennedy di Milano. Un contadino cacciò via la bestia, salvando il giovane.
Gli attacchi, così vicini alle porte di Milano, suscitarono l'isterismo nei cittadini, collegandoli a segni di sventura derivati dall'intervento austriaco sulla rivoluzione francese. Furono distribuiti fucili e baionette a chiunque si offrisse volontario alla caccia della bestia, lo sforzo però si rivelò inutile, dato che il 16 agosto 1792 venne attaccata, presso Barlassina, la tredicenne Anna Maria Borghi. La giovane venne attaccata mentre sorvegliava il bestiame, ma ella, con estremo coraggio, riuscì a salvarsi lanciando del pane, ma soprattutto grazie all'intervento di un contadino, però la bestia riuscì a uccidere Giuseppina Re presso il Bosco di Chiappa Grande, ed il giorno dopo venne uccisa Maria Antonia Rimordi. Dei sacerdoti organizzarono delle esche animali per attirare la bestia in delle buche mimetizzate sparse per le provincie, ed infine si riuscì a catturare la bestia, che venne uccisa e imbalsamata.
Essa venne esposta a Milano e all'Università di Pavia per poi venir persa per sempre in un incidente.