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La stanza era buia e fredda, appestata da un forte odore di muffa che però non percepiva, del resto era rimasta chiusa così a lungo lì dentro da non farci più caso.

Purtroppo non poteva dire lo stesso per l'immensa fame che provava, per quanto cercasse di resistere il suo corpo la stava abbandonando e presto avrebbe ceduto all' impulso di mangiare. Un piccolo scarafaggio iniziò a camminarle sulla mano, alzò a fatica il braccio e si portò la mano alla bocca. L' insetto risultò essere molto più saporito e corposo di quanto pensasse, si accorse solo dopo che stava masticando il suo stesso dito. Dovette ricorrere a tutta la sua forza di volontà per non stapparselo a morsi . Si fasciò il dito sanguinante con uno straccio, dopodiché si trascinò lungo la stanza fino a raggiungere l'estremità opposta dove si trovava il tubo di scarico del lavandino, questo era molto arrugginito e presentava una perdita. Cominciò a bere avidamente quell'acqua sporca e dal sapore metallico nel tentativo di riempirsi lo stomaco e placare la fame.

Si interruppe solo quando udì dei rumori dall'altra parte della porta, erano dei passi; col tempo diventarono sempre più vicini e distinti finché non si arrestarono proprio sulla soglia. A quel punto si sentì bussare <<Jessica, Jessica apri!>>, la paura la paralizzò.

"Anna?... Come ha fatto a trovarmi?" si fece prendere dal panico.

<<Lo so che sei qui>>

Sua sorella non poteva assolutamente entrare e soprattutto non poteva vederla, non in quelle condizioni. Alla fine i rumori cessarono, per un attimo si illuse che se ne sarebbe andata ma quella speranza ebbe vita breve.

<<Jessica ti prego ascolta quello che è successo ad Eva non é stata colpa tua lo capisci, tu non c'entri niente>>

Sentendo quel nome il panico che la assaliva lasciò spazio alla collera.

"Eva... crede che stia soffrendo per lei... quella maledetta, è solo colpa sua"

Nonostante le suppliche della sorella non aprì e non le rispose; anche volendo, non avrebbe potuto, non aveva le forze per farlo. Decise di rimanere in silenzio pregando che sua sorella se ne andasse ma le cose non fecero che peggiorare. Sentì il sopraggiungere di altri passi poi una voce familiare.

<<Jessica tesoro stiamo entrando>>

"Papà? sei venuto anche tu...", la maniglia venne forzata e la porta si aprì lentamente. Tentò di urlare ma anche stavolta le mancarono le forze

<<No... vi prego>>, cercò di strisciare via per nascondersi ma sua sorella la raggiunse subito mentre suo padre si avvicinò alla finestra ed alzò le serrande, entrambi rimasero scioccati quando la videro.

Il suo corpo era spaventosamente magro, le costole erano ben visibili mentre le sue braccia si erano ridotte fino all'osso, inoltre era ricoperta di sangue e sporcizia. L'assenza di luce aveva reso la sua pelle pallida ma la cosa peggiore erano le sue gambe: si era incatenata al letto per non fuggire, ma la fame aveva prevalso in più occasioni e nel tentativo di liberarsi si era logorata la pelle al punto da lasciare l'osso visibile. Nel vederla sua sorella cominciò a piangere

<<Perché... Perché lo hai fatto?>>

Non poté rispondere. Le poche energie che le erano rimaste le aveva esaurite, l'oscurità la inghiottì.

Le tenebre erano ovunque, attorno a lei non c'era più niente. Il suo corpo prima pesante come un macigno era diventato leggerissimo, al punto da muoversi liberamente. All' improvviso intravide una flebile luce in lontananza, cominciò a correre in maniera disperata cercando di raggiungerla. Man mano che si avvicinava la luce si faceva più forte ma inspiegabilmente anche più fredda, divenne così intensa da accecarla. Chiuse gli occhi solo per un istante e quando li riaprì si ritrovò in un bagno . Non sapeva se fosse reale o meno ma quel luogo lo conosceva bene, le mattonelle blu che adornavano le pareti non avrebbe mai potuto confonderle.

<<Mi dispiace>>

Si voltò: una ragazza dal volto pallido e scheletrico era immersa nuda in una vasca , il suo volto era bianco come il latte mentre l'acqua della vasca era contraddistinta da un intenso colore scuro, le sue braccia pendevano fuori dal bordo ed erano attraversate da ampi tagli verticali. I suoi occhi infossati la fissavano. Quella scena l' aveva già vissuta e non l' aveva affatto dimenticata bensì era impressa nella sua mente

<<Perdonami, ma non sono riuscita ad ucciderlo. Io... ci ho provato, ma non ce l'ho fatta, dovrai.. dovrai farlo tu al mio posto... >>

Ricordava ancora come aveva cercato di soccorrerla tirandola fuori dalla vasca e cercando invano di bloccare l'emorragia.

Le si avvicinò, la prese per i capelli e le spinse la testa sott'acqua fino ad affogarla

<<Non ti perdono>>

Non poteva farlo. Se solo fosse stata più forte le avrebbe risparmiato quel pesante fardello e quella sofferenza.

D'un tratto una forza misteriosa la sollevò da terra, vide una serie di volti a lei sconosciuti emergere dall'oscurità, delle mani scheletriche cercarono di afferrarla mentre saliva sempre più in alto. Chiuse gli occhi.

"Non è reale, non è reale!"

Il suo corpo era di nuovo pesante, ma la superfice su cui giaceva era morbida, era su un letto. Sua sorella era seduta accanto a lei, non appena vide che si era svegliata sorrise e l'abbracciò.

<<Dove siamo?>>

<<Non preoccuparti sei al sicuro, ci sono io accanto a te>>

Le diede un bacio sulla fronte.

<<Non ti lascerò mai più da sola>>

Si sentiva stordita, la testa le girava.

<<Dovevi lasciarmi lì>>

Anna la scosse bruscamente

<<Ascoltami, lo so che hai sofferto ma supereremo questa situazione insieme. Ti prometto che tutto tornerà alla normalità, starai di nuovo bene>>

"Crede che sia depressa per la morte di Eva"

<<Dovevi lasciarmi morire>>

Le prese la mano

<<Come puoi dire questo? E poi spiegami: se davvero volevi ucciderti c'erano modi più veloci per morire... Perché volevi farlo per fame?>>

<<Io non stavo...>>

Le parole le si bloccarono in gola per la paura

"Com'è possibile che io abbia la forza per parlare? Eppure non mi sono nutrita"

Il suo sguardo si posò sul suo braccio

"No, non è possibile"

Fu solo allora che se ne rese conto: l'avevano nutrita via endovena mentre era svenuta, con una flebo

"Lui non può nutrirsi, non può, non così"

<<Anna scappa!>>

La sorella cercò di tranquillizzarla

<<Calmati, va tutto bene>>

Un dolore atroce la colpì al ventre; quest' ultimo cominciò a contorcersi e a gonfiarsi facendola sembrare gravida.

"No, sta accadendo di nuovo", aprì la bocca ma non uscirono parole bensì tentacoli. Cominciò a rigurgitare una massa informe di liquido amniotico insieme ad una creatura tentacolare fatta di carne. Quella strana poltiglia cadde sul pavimento, aveva le sembianze di un feto simile a quello umano ma con evidenti differenze: al posto delle braccia aveva dei tentacoli e non aveva occhi ma solo una grande bocca. Nell'assistere a quell' orrore Anna fuggì terrorizzata ma non andò lontano, la creatura che nel giro di pochi secondi era cresciuta fino a diventare gigantesca l' afferrò. Anna ebbe appena il tempo di urlare, la creatura la inghiottì in un istante con la sua immensa bocca.

Suo padre entrò poco dopo nella stanza accompagnato da alcuni medici attirati dalle urla, la creatura nel mentre si era già decomposta nel medesimo lasso di tempo in cui si era sviluppata. Per terra rimase solo un poltiglia informe costituita da liquidi corporei.

Non riuscì a trattenere le lacrime , quello che più la terrorizzava e che aveva cercato in ogni modo di impedire era accaduto sotto i suoi occhi.

<<Chiamate qualcuno non vedete che mia figlia sta male, ha vomitato!>>

Suo padre le si avvicinò.

<<Tesoro che succede?>>

<<Papà... l'ha divorata... ha divorato Anna...>>

Suo padre sembrava confuso

<<Chi è Anna?>>

<<Mia sorella, tua figlia!!>>

Le accarezzò il viso.

<<O tesoro... stai delirando, tu non hai una sorella>>

Cominciò a piangere copiosamente, aveva perso anche lei, prima era toccato al suo ragazzo poi a sua madre. Quell'essere li aveva divorati senza che potesse fare nulla ma non si era limitato solo a quello, oltre ai loro corpi aveva divorato anche ogni traccia della loro esistenza ciò comportava che nessuno si ricordasse di loro.

Entrò in uno stato catatonico perdendosi nei suoi pensieri.

"Eva deve aver affrontato lo stesso" tutti quelli che le erano più cari probabilmente erano stati divorati, tranne lei. In quel momento si senti una stupida per non aver ascoltato i suoi folli discorsi

"È entrato nel mio corpo e come un parassita ha iniziato a nutrirsi spingendomi ad alimentarmi con una fame insaziabile e quando è diventato abbastanza forte si è manifestato. Lui... Sta divorando chiunque quindi ti prego vattene!" Quel giorno l'aveva spaventa così tanto che decise di ascoltarla e di allontanarsi, fu un grave errore se si fosse fatta divorare quell'agonia sarebbe finita molto prima.

Anche lei aveva provato ad ucciderlo, proprio come Eva aveva smesso di nutrirsi per ridurlo alla fame, era l' unico modo; ora però era stanca, non ce la faceva più , quell'essere aveva vinto.

Approfittò di un momento di distrazione dei medici per mordersi la lingua, la morse così forte che se la strappò di netto. Prima che qualcuno potesse intervenire il sangue l' aveva già soffocata. Suo padre cercò di fermarla ma fu inutile. Nei suoi ultimi istanti fissò suo padre negli occhi, era sconvolto.

"Mi dispiace, ora probabilmente userà te per nutrirsi".

Venne nuovamente inghiottita dall' oscurità, delle figure scheletriche le apparvero, sapeva di non poter più fuggire ma stranamente non ebbe paura. Tra le figure emerse dall' oscurità c'erano dei volti a lei familiari: intravide sua madre, i suoi amici, Eva e persino Anna. Avanzavano tutti insieme verso di lei fissandola con un'espressione vuota.

<<Cos'è questo posto, è un sogno?>>

<<...sono morta?>>

Fu Eva a risponderle.

<<Nessuna delle due: ci troviamo nel suo stomaco>>

Sentire quelle parole non suscitò nulla in lei, niente: né rabbia né tristezza o disperazione, assolutamente nulla.

Quell'essere l'aveva consumata lasciando nient'altro che un guscio vuoto, ormai Jessica non esisteva più.

<<Mi dispiace, non ce l'ho fatta. Non sono riuscita a sopprimere la fame>>.

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Narrazioni[]

La_Grande_Fame_-_Creepypasta_ITA

La Grande Fame - Creepypasta ITA

Narrazione di La Voce Dell'Alchimista

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