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Glamis-Castle


Non molti sanno che il castello di Glamis, situato a Tayside in Scozia, è una delle dimore più infestate di Europa e dintorni.

Fantasmi e dame bianche a parte, il castello appartiene tutt'oggi alla famiglia Strathmore, su cui graverebbe un'impronunciabile maledizione.

Tutto iniziò nel XVII secolo, quando il castello di Glamis fu ereditato dal conte Patrick Strathmore. Costui, uomo violento, vizioso e dedito ad ogni peccato, era ossessionato dal gioco, il bere e le donne. Fu proprio per quest' ultimo vizio che mise incinta accidentalmente una servetta, dalla quale nacque un figlio deforme. Il bambino, si dice, era privo del collo ed aveva gli arti rattrappiti, eppure era dotato di una forza sovrannaturale. Patrick, terrorizzato, non osò liberarsi del sangue del suo sangue, e lo rinchiuse in una misteriosa stanza che celò a tutti se non alle persone più vicine. La morte del "mostro di Glamis" sarebbe avvenuta addirittura attorno al 1921.

In questa fantomatica stanza, inoltre, sarebbero stati rinchiusi una decina di membri appartenenti ad un clan che aveva chiesto asilo al conte Strathmore. Patrick, non volendo parteggiare né per loro né per gli avversari, li condannò semplicemente a morire di stenti, lavandosene le mani. Gli sventurati arrivarono a divorarsi tra di loro, e l' ultimo rimasto impazzì e si cibò dei propri arti.

L' ultima leggenda riguardante la stanza è quella che mise fine alla vita del dissoluto conte Strathmore.

Una sera Patrick era particolarmente ubriaco, ed aveva invitato alcuni briganti nella suddetta camera degli orrori, per giocare una lunga partita a carte. La fortuna sembrava girare a suo pro ed ormai tutti gli invitati se n'erano andati ripuliti ed infuriati, ma il conte pareva insaziabile, ed obbligò persino un servitore a giocare. Il pover'uomo tentò di dissuaderlo, ma il conte esclamò "Non mi fermerò mai. Dovessi giocare anche contro il Diavolo in persona!". Detto fatto. Un misterioso straniero, alto ed ammantato di nero, si presentò alla sua porta ed iniziò un'accanita partita contro il conte. La posta del gioco era rimasta un mistero, ma successe che Patrick perse la partita, e dopo quella notte di lui (e del nero forestiero) non si ebbero più notizie.

Ovviamente la sua anima era già dannata da molto tempo, per cui si può dire che non perse molto...


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Ma la cosa più interessante è la misteriosa maledizione che grava sulla famiglia Strathmore, un segreto che deve essere tramandato solo ed esclusivamente dai padri ai figli, una volta che questi hanno compiuto 21 anni.


Agli inizi del '900 la moglie dell'allora conte Strathmore, in sua assenza, organizzò con alcuni ospiti una specie di caccia al tesoro, in cui si doveva raggiungere ogni finestra del castello ed appendervi un lenzuolo bianco. Alla fine, tutti radunati nel cortile, notarono che ben sette finestre non erano contrassegnate. Le ricerche successive non portarono a scoprire le stanze a cui quelle finestre appartenevano.

Una volta tornato a casa e scoperto il gioco della moglie, il conte Strathmore ebbe una reazione a dir poco violenta. Cacciò via in malo modo tutti gli ospiti, e divorziò addirittura dalla moglie.

Qualche anno dopo Strathmore confessò ad un amico particolarmente curioso "Se tu potessi solo sapere, ringrazieresti Dio di non essere al mio posto."

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Nel 1904 il conte Claude Bowes-Lyon confessò pubblicamente che il segreto esisteva, e che solo i primogeniti maschi potevano conoscerlo, sebbene dopo averlo saputo decidessero di loro iniziativa di non condividerlo con nessuno.

Il figlio di Claude, tuttavia, non potendo più sopportarlo lo rivelò ad un giardiniere. L' uomo fuggì dal castello e non vi rimise più piede.


L' attuale proprietaria del castello è l' ultima della stirpe Strathmore, e con lei la discendenza maschile si è estinta. Ovviamente, essendo una donna, non è a conoscenza del segreto maledetto, e così tempo fa decise di fare visita all' ormai vecchio giardiniere.

Nonostante le domande insistenti, l' uomo non cedette, e liquidò la proprietaria con un "Siete fortunata a non conoscerlo, e non lo saprete mai, perché sareste altrimenti la più infelice delle donne".

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