Creepypasta Italia Wiki
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Sono sempre stato un ragazzo per niente capace di mantenere una relazione fissa con una ragazza. Ogni sera cambiavo compagnia.

Una sera sceglievo una ragazza bionda, la sera dopo una ragazza alta, quella dopo ancora una con gli occhi grigi. Diciamo che sono un ragazzo che si accontenta, su questo campo.

Non voglio che vi facciate un'idea sbagliata di me. Non sono uno di quei ragazzi che vanno a donne solo per un motivo preciso. Quando incontro una ragazza ideale seguo sempre una strategia: le parlo un po', la porto a casa mia, la faccio preparare, balliamo insieme e ogni sera mi rimane un piccolo trofeo della meravigliosa serata che ho passato con lei.

Questa sera ha i capelli castani, leggermente mossi, gli occhi verdi, non è molto alta e nemmeno magra. La ragazza che ho scelto questa sera è una ragazza come tante altre: né grassa, né magra, né alta né bassa.

Eccola lì, sta telefonando.

Mi sistemo la giacca di pelle e i capelli, che da quando ho cominciato ad uscire con più ragazze non taglio più, ormai mi arrivano praticamente alle spalle.

Le vado dietro e incurante della chiamata che sta facendo le dico: "Buonasera".

Lei mi vede e, chiusa la telefonata di fretta, urla con quanto più fiato in gola. Io, con una voce tranquilla le chiedo: "Ti andrebbe di ballare con me?"

Lei, invece di rispondere si butta tra le mie braccia, pretendendo che io la porti a mo' di sposa a casa.

Sussurrandole dolci parole ci incamminiamo per strada.

Certo che la ragazza non è proprio un fuscello, ma lo stesso, immaginarmi quanto bella sarà una volta sistemata mi dà quella forza per correre a casa.

Appena la adagio nella sedia e la aiuto a scegliersi un vestito improvvisamente la tensione che c'è fra di noi svanisce.

Mentre le acconcio i capelli in una treccia penso a quanto sia bella, ma che dico, meravigliosa.

Quando ho finita è bellissima, ora è il momento di presentarla ai miei genitori che, come ogni sera, sono nel divano davanti al caminetto.

All'inizio non andava loro molto a genio questa storia delle ragazze, ma poi, quando hanno capito ho ricominciato a ricordare quanto meravigliosi fossero.

Non appena la presento ai miei genitori loro mi sorridono, ormai lo fanno sempre.

Poi, impaziente, la prendo per mano e la porto nella sala da ballo. Ho sempre avuto un grande interesse per la vita del 1700/1800 e da qui ne deriva il vestito che questa sera la mia ragazza indossa. Credo che sia uno dei più belli.

Cominciamo a ballare, sulle note di una romantica canzone d'amore. È strano pensare che tutto il rumore che faccio con lo stereo non dia fastidio ai miei genitori. In quanto ai miei amici... da quando ho cominciato a uscire con le ragazze loro se ne sono andati tutti, lasciandomi solo con le mie ragazze.

Questa sera sono proprio dell'umore giusto per ballare e, tra un bicchierino e l'altro con la mia ragazza, mi addormento nella sala.

All'improvviso tutto si fa nero e mi sveglio in un posto tutto bianco e davanti a me ci sono due uomini che stanno parlando fra loro.

Fingo di essere ancora addormentato e sento i due parlare.

Il primo uomo: "Cosa ce ne facciamo di un altro matto?". Solo al sentire la parola matto penso: Si staranno sbagliando, io non sono matto, e il secondo subito dopo gli ha risposto: "Lo abbiamo trovato a casa sua. È totalmente impazzito". Cosa? Com'è possibile che stiano parlando di me? Io non sono pazzo. Assolutamente.

E poi il secondo uomo ha ripreso: "A casa sua c'erano dei cadaveri. Due probabilmente appartenenti ai suoi genitori. Che atrocità. Accanto a lui c'era un altro cadavere: sta volta questo era di una ragazza vestita alla moda ottocentesca. Ma la cosa più agghiacciante è stato vedere la sala da pranzo. C'erano decine di corpi: uomini, donne e una tavola imbandita."

E mentre ascolto tutto il mio curriculum mi viene in mente che la vita è ingiusta. Solo adesso ero riuscito ad essere amato da qualcuno. Non vengo più preso in giro dai miei compagni e conoscenti. Voi potreste pensare che sono pazzo, ma non lo sono. Ci sono uomini che amano uomini, donne che amano donne, perché a me non possono piacere i cadaveri?

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