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Boston, 2 Settembre 1852

Mio caro fratello, La vita qui a Boston è complicata e confusionaria, ma credo che col tempo ci farò l'abitudine. Carovane e viandanti sono soliti passare per le vie della città, i mercati sono aperti anche la domenica e le strade sono ricolme di persone a qualsiasi ora della giornata. Sai, proprio ieri mi è capitato d'assistere ad un incidente tra due carrozze nella piazza situata davanti casa mia, e per quanto fosse grave come accaduto, devo dire di averlo trovato alquanto esilarante. Che dire, un cocchiere ha spronato più del dovuto il proprio puledro, il quale ha iniziato a correre, destinando la carrozza del suo padrone ad un violento scontro con quella di un povero mercante di vivande; l'asfalto era ripieno di cibarie, ma la cosa che mi ha divertito è stata la successiva reazione del povero mal capitato, che ha inveito contro il cielo e contro il cocchiere, esclamando blasfemie mai udite prima d'ora. Comunque, mio caro fratello, non voglio spendere troppo tempo parlando di cose futili. Dimmi James, come sta la tua famiglia? Le mie piccole nipotine crescono in forma, mi auguro. E tua moglie Linda, come ha concluso quella storia del problema col suo lavoro? Ricordati che io, qualsiasi sia il problema, posso aiutarvi, sai che ho conoscenze nei piani alti della politica. Al momento non ho nuove notizie, ma sarò felice di comunicarti al più presto qualsiasi avvenimento interessante che accadrà.

Distinti saluti Gordon


Boston, 5 settembre 1852

Caro James, Ti scrivo questa lettera così di fretta perché ho bisogno di raccontarti l'orribile situazione nella quale mi sono ritrovato per puro caso. Perdona la calligrafia, ma la mano non smette di tremare, la paura e il disgusto in me sono ancora molto presenti. Girovagavo tra le vie notturne della città quando mi è capitato di vedere in un vicolo, illuminato dalla sola luce notturna, un uomo che pugnalava ripetutamente al petto un'altra persona. Purtroppo per i miei occhi, non si è limitato solo a quello: mi sono nascosto dietro un muro per continuare ad assistere alla scena, per vedere cosa avrebbe fatto l'assassino, quando, da una tasca interna della sua giacca, ha estratto un piccolo coltello spaccaossa. L'ha percosso più e più volte sul capo della povera vittima, per terminare poi con un netto e brutale fendente all'altezza del collo. Il sangue mi si è gelato alla vista della testa mozzata rotolante sul freddo cemento della strada, ma ho avuto ancora più paura quando, d'improvviso, l'assassino ha guardato nella mia direzione e, siccome ero rimasto impietrito ad osservare il corpo inerme giacente sul terreno, mi ha visto. Ho alzato lo sguardo e notando che i suoi occhi erano puntati nella mia direzione non ci ho pensato due volte e ho corso come una lepre in fuga da una leonessa che tenta di afferrarlo. Ho corso come un forsennato, perdendo la cognizione del tempo e dello spazio, ritrovandomi poi nell'edificio in cui si trova il mio appartamento senza nemmeno accorgermene. Spero proprio che non sia riuscito a seguirmi, non vorrei incappare in inconvenienti che possano mettere a rischio la mia vita. Lasciando alle spalle quest'orribile storia almeno per un momento, sono molto felice di aver saputo del successo di tua moglie, mi rende entusiasta sapere che sia riuscita in ciò per cui stava lottando. Non può che allietarmi sapere che le mie nipotine vadano finalmente a scuola e che siano felici di frequentare un istituto prestigioso come quello in cui le hai iscritte. Per il momento, caro James, non ho nient'altro da aggiungere, voglio solo riposarmi e cercare, per quanto possa essere difficile, di dimenticare tutta questa orribile faccenda.

Calorosi abbracci Gordon

Boston, 9 settembre 1852

James, Ormai sono passati quattro giorni, ma temo ancora per la mia salute. Ho sempre paura che quel maniaco possa trovarmi e fare solo dio sa cosa. Non esco quasi più di casa e sono certo che la scorsa notte qualcuno abbia camminato sul pianerottolo del mio appartamento, per poi fermarsi davanti la porta di casa mia. Non ho chiuso occhio per tutta la notte, ho temuto il peggio, e non posso avvisare le autorità locali perché non ho sospetti su chi possa essere l'assassino, né tantomeno posso raccontare loro l'evento accaduto, temo che potrei essere accusato per non aver riferito dell'omicidio alla polizia. Mio caro fratello James, non vorrei sembrare drammatico, ma se dovesse accadermi qualcosa, ti prego, riferisci da parte mia a nostra madre che mi manca e che mi dispiace di essermene andato da casa in quel modo tanto brusco, mi dispiace davvero. Sperando che questa storia si risolva al più presto, ti porgo i miei più cari saluti.

Sempre il tuo caro Gordon


Boston, 26 settembre 1852

Caro James, Ne è passato di tempo. Spero tu sia felice di ricevere questa mia lettera, perché io sono davvero molto entusiasta di inviartela. Il tuo fratellino, la sera del nove settembre, ha assistito a qualcosa alla quale non avrebbe dovuto prendere parte. Il poveretto credeva di essere al sicuro una volta arrivato a casa sua, vedessi come scappava a gambe levate... Che stolto. Comunque, caro James, spero che tu non te la prenda se ti contatto personalmente, non è stato poi tanto difficile risalire al tuo indirizzo, dato che Gordon conserva tutte le tue lettere nel secondo cassetto della sua scrivania. Ah, un'ultima cosa: non preoccuparti per il tuo fratellino, non sono così cattivo da non averti lasciato nemmeno un ricordo di lui. Troverai un mio regalo personale all'interno del pacco che ti ho mandato, allegato a questa lettera. Mi auguro che tu possa apprezzare la premura e il dono che ti ho inviato, ma ti devo avvertire prima che tu lo apra, non spaventarti se le palpebre non sono chiuse, rimane comunque un bel regalo... Gordon, quando l'ha visto, ha letteralmente perso la testa. Haha... Spero di sentirti presto, caro James. Ti auguro tutta la felicità che possa accaderti.

Distinti, molto distinti, saluti l'assassino

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