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"Erano le 4 in punto, di una fredda e nebbiosa nottata invernale di Novembre, nel 2014.

Mi chiamo Federico, sono un ragazzo di 17 anni. Io e la mia ragazza quella nottata eravamo di ritorno dalla festa di un nostro amico ed eravamo arrivati alla nostra macchina parcheggiata.

Non eravamo ancora partiti. Ci stavamo sistemando, e stavo per aprire la macchina.

Ad un certo punto tra il buio pesto e le luci dei lampioni vidi un ragazzo che camminava zoppicando, diretto verso di noi due. La figura non mi sembrava nuova.

La mia fidanzata si affacciò dalla macchina per vedere meglio.

"Hey guarda, c'è Giulio, sta venendo verso di noi!"

Lo sguardo di lei era terrorizzato, pieno di spavento e orrore.

Me lo ricordavo, quel ragazzetto zoppo a una gamba che camminava in maniera un po' strana.

Frequentava il mio stesso liceo e lo vedevo ogni giorno a scuola.

Era un ragazzo timido, non parlava mai, tutti lo prendevano in giro e escludevano.

Non aveva amici e tutti i suoi parenti erano morti quando lui era piccolo. Viveva in una casa-famiglia in piena solitudine, anche li preso in giro dagli altri ragazzi.

Desiderava molto la mia ragazza, quando mi misi insieme a lei ci rimase malissimo, ma non mi disse mai nulla.

Mentre pensavo a queste cose, lo zoppo si stava avvicinando a noi due col suo passo lento e stravagante.

La mia ragazza iniziò ad urlare e si nascose dietro di me.

- Giulio è morto 3 anni fa. E' stato pestato da un gruppo di bulli, e poco dopo si è sparato in testa proprio su questo marciapiede. - mi spiegò lei, col respiro affannato.

Dopo queste parole, finalmente compresi il motivo del suo terrore.

Iniziammo subito a correre."


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