Creepypasta Italia Wiki
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Ciao, mi chiamo Marty e sto per raccontarvi qualcosa che mi ha cambiato l'intera vita.

Bene, se vogliamo cominciare dobbiamo andare indietro nel tempo: avevo all'incirca vent'anni, avevo una ragazza, degli amici, un bel lavoro e una splendida famiglia; avevo proprio una vita meravigliosa. Peccato che me ne accorsi troppo tardi.

Troppo tardi perché un giorno, feci l'errore più grande della mia vita: mi trovavo al parco con la mia ragazza per un picnic romantico, quando sbucò una strana figura con un velo nero che non ci permetteva di vederne bene il volto. Questa si avvicinò a noi senza parlare ma si limitò ad alzare la mano verso di me in segno di elemosina, chiedendo soldi oppure cibo da mettere sotto i denti. Io, pensando che fosse un medicante, dissi di no, minacciandolo di andarsene, altrimenti avrei chiamato la polizia.

Quello è stato il mio primo errore: mi guardai attorno, ma all'improvviso tutto si fece più nero, anche se fino a un attimo fa era stato sereno e calmo, e tutte le persone erano scomparse. Non c'era più nessuno, nemmeno la mia ragazza.

Sentii qualcuno toccarmi la spalla. Spaventato e confuso, alzai la testa molto lentamente e non credetti ai miei occhi: era la stessa persona con il velo ma questa volta non era coperta. La sua faccia era qualcosa di disgustoso, terrificante. Non aveva pelle, naso, bocca, e nemmeno un occhio; l'unico che aveva gli penzolava al lato destro della faccia.

Era una scena orribile quella, non era per niente una persona: Era la morte in persona. Quella c-cosa si avvicino a me per dirmi, con una voce davvero bassa ed inquietante:

"Se davvero tieni alla tua vita, dovrai rinunciare a due cose per ripagare quello che hai fatto"

Quando sentii quello che desiderava, rimasi senza fiato. Perché l'essere, indicandolo, voleva uno dei miei occhi.

Feci un respiro affannoso e alla fine accettai di concedergli il mio occhio ma gli domandai cos'altro avrebbe voluto da me e lui non mi rispose. Io comunque accettai la sua richiesta, consapevole del rischio. Subito dopo, ebbi un dolore lancinante e mi risvegliai dritto in ospedale. Avrei voluto che fosse tutto un sogno ma non nera così: era un incubo divenuto realtà, perché sentii la fascia sul mio occhio destro o almeno di quello che era rimasto. Sperai che fosse tutto finito, ma l'incubo era appena cominciato. Tornai a casa, ma i miei non c'erano. Non ci badai molto pensando che fossero solo usciti. Chiamai la mia ragazza per dirle che stavo bene e per chiederle di uscire con me, ma a rispondere al telefono non fu lei, bensì sua madre. Cosi le chiesi di poter parlare con lei. La donna rimase zitta per un po' di tempo, sino a quando mi disse:

<Ma come, non ricordi? Lei è morta, è passato tanto tempo ormai...>

Rimasi scioccato, ancora una volta la morte aveva colpito nel segno, prendendomi di nuovo ciò che mi era più caro...

Al solo sentire quelle parole mi si spezzò il fiato. L'unica cosa che riuscii a fare fu quella di riattaccare il telefono; da lì mi riaffiorarono molte domande: cosa intendeva dire la signora quando mi disse che era passato tanto tempo dalla morte della mia fidanzata?

Perché io ero così confuso? Cosa c'entrava in tutto questo caos la morte? Stavo quasi per piangere, quando mi ricordai dell'avvertimento che il mostro mi fece al parco: lui voleva il mio occhio ma non ha mai detto che cosa era l'altro suo desiderio.

<Che cosa altro mi aveva preso?> gridai disperato. Urlai dal dolore, ripiangendo di non aver chiesto più e più volte quale fosse l'altro desiderio; avrei dovuto subito dargli i soldi? C'era comunque qualcosa di strano... troppo strano...

Mi resi conto che i miei genitori non erano ancora rientrati. Presi più velocemente possibile il cellulare con le mani tremanti e scrissi il loro numero, ma squillava invano, l'unica voce era quella della segreteria; chiamai ancora, e ancora, e ancora, e ancora... ma niente da fare. Sentivo sempre quella dannata segreteria.

Chissà quanti anni sono passati cercando in tutti i modi di chiamare i miei...è da tanto che non metto piede qui dentro; c'è così tanto silenzio, si sente solo il ticchettare continuo dell'orologio.

DIO, quanto odiavo quel suono che scorrendo in avanti ruba tutto ciò che ci è caro.


Ma quanto tempo era realmente passato?


Orologio




Narrazioni[]

Ma_quanto_tempo_è_passato?_(Creepypasta_-20)_(The_Horror_Land)

Ma quanto tempo è passato? (Creepypasta -20) (The Horror Land)

Narrazione di MISTER S.U

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