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Il ricordo di quella notte era impresso nella sua mente, la notte in cui tutto iniziò.

La strada era scarsamente illuminata, la forte pioggia aveva reso l'asfalto scivoloso, fu per questo che quando lei apparve non riuscì a fermarsi in tempo. A causa dell' impatto la macchina sbandò finendo fuori strada. Inizialmente pensò di aver investito un animale ma vedendo il suo corpo disteso a terra comprese l' orribile verità. In un istante il mondo gli crollò addosso, si inginocchio accanto a lei, i suoi occhi terrorizzati lo fissavano. Le prese la mano ricoperta di sangue cercando di tranquillizzarla, continuava ad emettere dei gemiti come se stesse cercando di dire qualcosa, non ci riuscì. Le sue parole furono soffocate nel sangue che fuoriuscì copiosamente dalla sua bocca. Si alzò in piedi, prese la pala dalla macchina e trascinò il corpo lontano dalla strada, la pioggia ammorbidì il terreno facilitandogli il compito. Fu solo l'idea di veder crescere i suoi figli attraverso le sbarre di una cella a dargli la forza per farlo.

Passarono anni da quella tragedia, con molta fatica era riuscito a dimenticare l'accaduto e a lasciarselo alle spalle. Per sua fortuna nessuno denunciò la scomparsa della ragazza inoltre fece rottamare l' auto eliminando ogni prova. Tuttavia le cose non tornarono affatto alla normalità, l' evento lo avevo profondamente cambiato. Era diventato molto più nervoso e stressato , iniziò anche a fumare, alla fine sua moglie non tollerando più il suo comportamento lo aveva lasciato portandosi via i bambini. Lui non si era opposto poiché la riteneva la giusta punizione per quello che aveva fatto. Aveva deciso di concentrarsi interamente sul lavoro illudendosi che la faccenda si fosse ormai conclusa da tempo, ma quella certezza andò in frantumi quando lei entrò nel suo ufficio. Nel vederla il sangue gli si gelò nelle vene, era identica a come la ricordava: aveva gli stessi capelli , la stessa corporatura e gli stessi occhi; la donna gli sorrise presentandosi come una nuova collega. Quando le strinse la mano non ebbe più dubbi era proprio lei, la sua mente iniziò a cercare disperatamente una spiegazione. Rifiutava di credere potesse trattarsi di una qualche sorta di fantasma o di zombie pertanto restava solo una spiegazione. In qualche modo che non riusciva a spiegarsi doveva essere sopravvissuta, ciò stava a significare che aveva seppellito una persona viva. La cosa che però lo inquietava di più non era come fosse sopravvissuta ma perché si trovasse proprio lì dove lui lavorava. Un pensiero prese possesso della sua mente, forse quella donna era lì per lui, per avere la sua vendetta. Il pensiero lo fece rabbrividire, nonostante la paura però riuscì a mantenere la calma. Non poteva trarre conclusioni affrettate, prima di agire doveva essere sicuro che fosse davvero lei. Cercò di raccogliere più informazioni possibili ma oltre alle sue generalità non riuscì a trovare nient'altro, non aveva parenti in vita e non risultava avere precedenti occupazioni. La cosa non fece che aumentare le sue paranoie; doveva scoprire chi fosse realmente quella donna ad ogni costo. Cominciò a pedinarla, la seguiva ovunque andasse, arrivò persino a trasferirsi in un appartamento vicino al suo. La osservava in modo maniacale cercando qualcosa di sospetto, nemmeno lui sapeva bene cosa di preciso eppure sentiva il bisogno di trovarlo. Continuò a spiarla per diverse settimane finché non accadde l'inevitabile, mentre la seguiva lei lo riconobbe. Per non farla insospettire cercò di far passare quell'incontro per una pura coincidenza e inaspettatamente lei non solo ci credette ma lo invitò persino a salire nel suo appartamento. Trovò la cosa molto strana ma decise ugualmente di accettare, non poteva perdere un'occasione del genere. All'improvviso però notò qualcosa di strano a cui non aveva fatto caso fino a quel momento: c'era infatti un piccolo neo sulla sua fronte parzialmente nascosto dai capelli. Nonostante fossero passati anni ricordava perfettamente il volto della ragazza che aveva ucciso ed era assolutamente certo che non ne avesse. Dopo aver declinato l'offerta si allontanò di corsa, alla fine aveva trovato l'indizio che cercava. Tuttavia non gli bastava, doveva esserne assolutamente sicuro e c'era solo una cosa che poteva fare.

Sul luogo dell'incidente vi trovò un cantiere in costruzione, ciò avrebbe complicato le cose tuttavia non si diede per vinto. Una volta infiltratosi, prese un piccone ed iniziò a bucare il terreno cercando il luogo dove era seppellita. Gli ci vollero diversi tentativi prima di trovare la posizione giusta, quando finalmente vide un osso emergere dal terreno quel dubbio che lo stava facendo impazzire si sgretolò. Se il corpo si trovava ancora lì significava che quella donna non era la stessa persona; presto però comprese di dover spostare il corpo per evitare che qualcuno lo trovasse. Non ebbe però modo di farlo poiché una guardia notò la sua presenza costringendolo a fuggire. Raggiunto il suo appartamento accese la tv e cominciò a fare le valigie, la situazione gli era sfuggita di mano, proprio come temeva tutti i notiziari parlavano del ritrovamento di un cadavere e di un sospettato in fuga. Preparati i bagagli si precipitò alla macchina , la polizia era sulle sue tracce e finire in carcere era l'ultima cosa che voleva. Arrivato al parcheggio ebbe la sensazione che qualcuno lo stesse seguendo, non appena si voltò qualcosa lo colpì con violenza in testa facendogli perdere i sensi. Si risvegliò in un vecchio magazzino, legato ad una sedia e con la testa sanguinante, una sagoma apparve dall'oscurità. Aveva la stessa espressione di un cane feroce, il piccolo neo sulla sua fronte aveva raggiunto dimensioni anormali. Una volta avvicinatasi si strappò i vestiti di dosso, tutto il suo corpo era ricoperto da macchie nere che si stavano espandendo. La creatura di fronte a lui aveva ormai perso ogni caratteristica umana assumendo un' aspetto mostruoso, spalancò la bocca da cui fuoriuscì una lunga lingua nera che penetrò la carne della sua vittima urlante. Quest'ultima poteva sentire il sangue che gli veniva succhiato via; quando la creatura fu sazia scomparve nell' oscurità. Il dolore era così forte da farlo svenire ma in qualche modo riuscì a rimanere lucido. L'ingente quantità di sangue che continuava a colare dalla sua spalla gli permise di far scivolare le mani attraverso le corde liberandosi. Barcollando si alzò in piedi cercando una via d'uscita; sapeva che quel mostro era ancora lì da qualche parte, raccolse una spranga di ferro da terra preparandosi ad affrontarla. Entrò in un'altra stanza molto più luminosa e sfondò alcune finestre cercando di crearsi una via fuga. Prima che potesse scappare via sentì un forte rumore provenire dal soffitto, alzò lentamente la testa. Un'enorme bozzolo era posizionato sopra di lui, la creatura al suo interno stava fuoriuscendo, con un'agilità sovrumana atterrò sul pavimento facendo una capriola a mezz'aria. Quell'essere era identico a lui, succhiando il suo sangue aveva preso il suo aspetto. Tutto divenne improvvisamente chiaro, la ragazza che lui aveva ucciso anni addietro era la sua precedente vittima a cui aveva successivamente rubato l'identità e lui sarebbe stato il prossimo. Stringendo con forza la spranga si lanciò all'attacco del suo clone il quale lo scaravento via con facilità. La creatura sembrava restia ad ucciderlo, il motivo era semplice da intuire. Sulla sua guancia era presente una grossa macchia che sembrava crescere contro la sua volontà, l'essere non appena se ne rese conto si leccò alcune gocce di sangue che aveva sulle dite ed immediatamente la macchia si rimpicciolì fino a trasformarsi in un neo. Capendo di non avere possibilità di vincere strisciò fuori dal magazzino attraverso una finestra rotta e scappò nel bosco. La creatura gli stava addosso, era molto più veloce di lui e se lo avesse preso avrebbe sicuramente completato la trasformazione dissanguandolo. Mentre sentiva le sue gambe cedere vide in mezzo agli alberi la sua auto, pensò che la creatura dovesse averla usata per portarlo fin lì. Senza perdere un secondo aprì il portabagagli dove teneva una tanica di benzina mezza piena per le emergenze. La creatura sbucò dagli alberi correndo a quattro zampe e ringhiando come una bestia, le lanciò addosso la benzina prima che potesse avvicinarsi. Un urlo di dolore riecheggiò nel bosco, la benzina scioglieva la pelle della creatura come acido. Nel frattempo la sua preda non rimase a guardare , prese l'accendino che teneva nei sedili anteriori e gli diede fuoco. Grazie all'erba secca l'incendio si propagò rapidamente fino a diventare incontrollabile, in qualche modo riuscì ad allontanarsi prima che il fuoco lo intrappolasse. All'alba i soccorsi arrivarono per spegnere l'incendio , ma lui rimase nascosto per tutto il tempo senza farsi vedere. Aveva il terrore di avvicinarsi a chiunque, quell'essere poteva modificare il suo aspetto a piacimento e aveva una forza tale da ucciderlo senza alcuna difficoltà. Se voleva sopravvivere doveva rimanere lontano da tutti. Non poteva fidarsi di nessuno, neanche di se stesso. Cercava di convincersi che fossero solo delle bruciature ma le macchie nere sul suo braccio continuavano a crescere.

Narrazioni[]

Macchie_Nere_-_CreepyPasta_ITA

Macchie Nere - CreepyPasta ITA

Narrazione di La Voce Dell'Alchimista

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Macchie Nere - Creepypasta

Narrazione di NoDreams

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