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Due piccoli piedini bianchi si muovono lesti nel bosco. I capelli castano scuro li seguono, mossi dal vento nero. E' già arrivata la fine del sogno? Avresti voluto che durasse di più. Ma non sei tu a decidere i tempi. Quella è l'unica cosa che non riuscirai mai a controllare. I piccoli piedini inciampano in una scura radice dispettosa e il corpo che portavano si abbatte violentemente al terreno. Un pianto che porterebbe alla pena perfino Lucifero in persona ti risuona nelle orecchie. Si uniscono altri singhiozzi, altre voci, che concepiscono urla strazianti. Chiudi gli occhi. Questa volta non crollerai. E' già arrivata la fine del sogno? La piccola si rialza, dopo aver esaminato con gli occhioni color nocciola, ancora lucidi dal pianto, le ferite riportate. Ricomincia a muoversi, ma non corre più. Zoppica. Ti ricorda una di quelle vecchie marionette che non mancavano mai negli spettacoli di strada che tanto ti interessavano, quando eri piccolo. Realizzi di aver scelto bene, è perfetta. Si ferma davanti ad una casetta. Le travi di legno sono vecchie, infestate dai tarli, il tetto è praticamente inesistente. Dà l'impressione di essere tutto meno che stabile. Anzi, sembra che possa crollare da un momento all'altro. La piccola però ritrova il sorriso ed entra, sentendosi al sicuro. Si accuccia in un angolo,avvicinando le ginocchia al petto e nascondendo il volto dietro di esse, aiutandosi con le esili braccia. Noti che qualcosa ti era sfuggito. Non sono troppo lunghi quei capelli? Ecco che cominciano a cadere. Ora va bene. O quasi. Dei vestiti non ti importa, sono irrilevanti. E' il volto, è quello stramaledetto volto che non ti convince. Forse, non è poi così perfetta come ti era parsa. Potresti far sì che il suo cuoricino smetta di battere, ma non muoverai un dito, non ancora. Hai già perso il controllo troppe volte. Ma questa è quella buona. Questa volta non cadrai. Il calore del fuoco ti accarezza le guance, ti allontani. Guardi la scena. Il tuo mugolio dovuto all'eccessiva adrenalina e alla fatica si trasforma in un grido trionfante. Ti metti a piangere, ad urlare, cominci a torturarti il volto con una forza primitiva, graffiandolo con le tue stesse affilate unghie. Poverina, poverina, poverina! E' colpa tua, tutta colpa tua. Urli ancora più forte, stavolta sembra l'urlo di un condannato a morte. Ti mordi violentemente le labbra, fino a farle sanguinare. Assaggi il tuo sangue. Ti piace il suo sapore, è familiare,ti fa sentire a casa. Cominci a colpire violentemente il tuo stesso viso, procurandoti degli ematomi attorno alle precedenti ferite. Infili una delle tue affusolate dita nel tuo bulbo oculare sinistro, senza tentare neanche di sbattere le palpebre. Te lo meriti. Sei caduto. Ma questa volta non ha importanza. Forse hai perso, alla fine. Testa per testa. Quando avrai la sua, sarà tutto diverso. E' già arrivata la fine del sogno? Per la piccola Mary si. Ma ne è valsa la pena. Tanto i suoi sogni non l'avrebbero mai portata a nulla. Il mondo è ingiusto, bastardo, le avrebbe solo fatto del male. Non vuoi che anche a lei venga strappato il suo tesoro. Tu l'hai salvata, come hai fatto con gli altri, da una terribile vita piena di agonie. Solo che stavolta anche lei aiuterà te. Ritroverai il tuo tesoro, finalmente! Ti metti a ridere. Il tempo delle lacrime è finito. Il fuoco si spegne. E' quasi perfetta. Presto, la tua Mary rivedrà la luce,con i suoi nuovi occhi color nocciola.

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