Creepypasta Italia Wiki
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Era un pomeriggio come un altro per la piccola Susanne. Si stava divertendo in giardino con il suo caro amico Bernard a saltare con la corda e ad osservare nuvole nel cielo con forme buffe. Si divertirono per diversi minuti, ma, come al solito, veloce come era arrivato, Bernard se ne era andato. Poco dopo il padre di Susanne la richiamò in casa, si stava facendo tardi e il sole stava per toccare il tetto della casa dei vicini, questo era il segno che il tempo del gioco all’aperto era finito.

Ormai era da qualche anno che Susanne aveva perso la madre. Purtroppo il caso della sua scomparsa fu un vero mistero e non venne mai risolto, ma suo padre dava il meglio di sé per essere il suo eroe. Era un uomo molto premuroso e apprezzato da tutto il suo vicinato. Ricevette varie avances da molte donne single del quartiere che però rifiutò sempre gentilmente, non riusciva a non pensare alla donna che aveva amato e perduto e il fatto che le indagini non fossero mai arrivate ad un dunque non gli permetteva di passare ad un nuovo capitolo della sua vita.

Il resto del tardo pomeriggio trascorse tranquillamente e Susanne rimase quasi tutto il tempo con il suo fratellino a giocare con i cubotti e facendo puzzle. Era davvero felice di trascorrere un po’ di tempo con lui, a causa della scuola lo vedeva davvero poco.

L’ora della cena arrivò in fretta e in breve tempo il pasto fu in tavola, tre piatti ben forniti di una succulenta pasta. Mangiarono tranquillamente come una amorevole famiglia, una serata come tante altre.

Si misero tutti quanti davanti alla televisione, la “scatola delle immagini”, come piaceva chiamarla al fratellino. Quanto facevano ridere quei cartoni animati.

Il fratellino ad un certo punto se ne andò e rimasero solo lei e il suo caro papà, era così felice di averlo tutto per sé. Questo tenero momento venne spezzato però da un rumore che proveniva dalla cucina, dove era presente una porta che dava sul giardino, bisognava controllare. Il padre, con calma, tranquillizzò la figlia e si diresse in cucina.

Susanne si raggomitolò nelle coperte, per sentirsi più protetta, non sapendo cosa stesse succedendo. Improvvisamente il fratellino irruppe nel soggiorno in lacrime piangendo: «il clown, il clown cattivo sta arrivando! Ci vuole fare del male. Papà ha detto che sigh... ha detto che dobbiamo nasconderci». Mano nella mano, terrorizzati, si diressero velocemente al piano di sopra e si chiusero nella cameretta della bimba. Continuavano a piangere e Susanne non sapeva che fine avesse fatto il padre. Il fratellino sentì dei rumori provenire dal corridoio e appoggiò l’orecchio alla porta. Molto spaventata la bambina si chiuse subito nella cabina armadio. Il fratellino si voltò e non vedendo più nessuno si sentì abbandonato, si fece prendere dal terrore e cominciò a cercarla dappertutto. Sentendo, però, Susanne singhiozzare capì dove fosse e cominciò a battere sulle ante dell’armadio piangendo: «Fammi entrare, fammi entrare, il clown mi prenderà! Aiutami!». All’inizio, preoccupata dal fatto che il clown potesse entrare in qualsiasi momento stringeva le maniglie con tutta la sua forza, ma alla fine si fece coraggio e velocemente fece entrare il fratellino chiudendo subito dopo. Non riuscivano quasi a trattenere le lacrime, non potevano far altro che aspettare. Stava guardano attraverso le fessure per capire cosa stesse succedendo fuori, ormai c’era solo silenzio...



Sentì una risata raccapricciante... un naso rosso suonò... un coltello affondò nella sua schiena...



In breve tempo la casa venne avvolta da luci rosse e blu lampeggianti.




I vicini sentendo le urla contattarono immediatamente le forze dell’ordine. Entrando nella casa i poliziotti non trovarono segni di effrazione. In cucina sulla tavola c’erano ancora tre piatti non ancora sparecchiati, nonostante risultassero solo due residenti in quell’abitazione. Nella cameretta, vicino alla cabina armadio, venne trovato riverso a terra il corpo senza vita del padre e la figlia rannicchiata in un angolo che impugnava l’arma del delitto in una mano e un naso rosso nell’altra. Successivamente degli psichiatri diagnosticarono alla bimba una grave forma di schizofrenia caratterizzata da un disturbo dissociativo di personalità, con addirittura tre personalità diverse oltre a quella conscia: la prima è la personalità più spensierata che è all’oscuro dell’accaduto e che sostiene di chiamarsi Bernard; la seconda è una personalità infantile di un bimbo che risulta tutt’ora traumatizzato che chiede dove sia la sorella; la terza è quella più preoccupante, la quale risulta avere tendenze violente e psicotiche. Chiede ripetutamente di essere portata al circo. Questo tragico omicidio portò alla riapertura del caso della madre che rimase per anni tra la polvere negli archivi della polizia.

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