Creepypasta Italia Wiki
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Non è una bella vita quella che noi siamo costretti a passare. Ma la natura, almeno prima dell’avvento, ormai decine di migliaia di anni fa, di quegli esseri, ha meticolosamente stabilito un ordine, nel quale tutti sono inseriti, tutti hanno un posto, un compito, dei vantaggi e degli svantaggi. E noi, al pari delle altre creature, non ne siamo esclusi.

Molti di noi hanno bisogno di acqua, tutti i giorni, e per questo dipendono da meccanismi biologici selezionati geneticamente nel corso dei millenni, i quali permettono di immagazzinare acqua o di cercarne dove è più facile trovarla, come nelle profondità del terreno. Per questo motivo, i più grandi tra di noi hanno sviluppato, eoni addietro, delle appendici, le quali sono in grado di raggiungere questi “punti strategici” in corrispondenza dei quali è possibile trovare acqua. In alcuni di noi, tali appendici vengono impiegate non soltanto per questo scopo, bensì anche per catturare le nostre prede, e cibarcene, raggiungendo così, a tutti gli effetti, quello che noi consideriamo il nostro nutrimento.

Loro ci hanno in parte impedito di fare ciò. Già, perché per quanto evoluti e precisi possano essere gli strumenti grazie ai quali siamo sopravvissuti durante i milioni di anni, loro, in un certo periodo della storia non recente, sono arrivati, e hanno cominciato a rovinarci: hanno cominciato a rubare dalle nostre dimore, arraffando il nostro cibo e raccogliendolo a mo’ di provviste, per poi condividerlo con i loro simili; hanno cominciato a rubare i nostri figli, e, davanti ai nostri occhi, li hanno sparsi per il suolo e ricoperti di detriti e terra, grazie all’ausilio di orribili strumenti e dei nostri...cugini; hanno rubato i figli dei nostri figli, i nostri nipoti, e, una volta cresciuti, se li sono divorati, sempre davanti ai nostri occhi.

Poi si sono evoluti, e così hanno imparato ad impiegare nuove sostanze per farci crescere più grandi, orribilmente gonfi, di colori diversi; hanno cominciato a selezionare soltanto gli individui che presentavano determinate mutazioni genetiche, favorendone la riproduzione ed uccidendo gli altri.

Infine, quando hanno capito che in alcune aree del pianeta eravamo a loro indesiderati, quando insomma si sono resi conto che, con la nostra presenza, non avrebbero mai potuto costruire le loro ripugnanti abitazioni, hanno preso a bruciarci vivi, a tagliarci in due, a strappare in due i nostri corpi, facendo riversare le nostre budella sul terreno.

Un dettaglio gli è sfuggito però: che noi, contrariamente a quanto loro hanno sempre pensato, li abbiamo osservati, e lo abbiamo fatto per tutto questo tempo. Le loro azioni sono impresse indelebili nella memoria culturale dei nostri popoli, non ce ne dimenticheremo mai.

Siamo progrediti inesorabilmente sino ad oggi nella nostra evoluzione: cosa fa pensare a loro che ci fermeremo? Che non li possiamo sentire, vedere, o, chissà, che un giorno non potremo raggiungerli, stritolandoli nella nostra inesorabile morsa? Davvero, non capisco.

Sento che si sta avvicinando: è uno di loro, e trascinandosi svogliatamente sulle proprie calcagna brandisce una delle orribili armi responsabili della morte di tanti di noi ogni giorno. È giunta la mia ora.

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“Tesoro, ti sei ricordato di dare l’acqua alla piantina, vero?”

“Diamine, ho dimenticato…”

“Corri! Sono giorni che non ne riceve…”

“Uhm...non credi che questi rami siano un po’ troppo lunghi? In fondo è praticamente neonata...davvero strano”

“Ci sono quasi. Ti ho quasi preso, bastardo!”

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