Creepypasta Italia Wiki
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Ho sempre avuto un sonno inquieto, fin da quando ero bambino.

Ricordo ancora le prese in giro e le risatine di mia sorella: "Hai 10 anni ed ancora dormi nel lettone con mamma e papà! Almeno la pipì riesci a tenerla fino al mattino?"

All'epoca non sapevo spiegare bene perché evitassi sistematicamente di dormire da solo. Ricordo che, dal lettino della mia ex-cameretta, potevo percepire anche in piena notte la sagoma nera della porta, proprio di fronte a me, in leggero contrasto con la parete bianca. "La porta scura mi spaventa", solo questo riuscivo a spiegare ai miei pazienti, seppur sempre più seccati (e preoccupati) genitori.

Crescendo ho infine trovato una spiegazione per il mio bizzarro comportamento infantile, e per il sonno ancora adesso travagliato. Sono soggetto a frequenti paralisi notturne. Probabilmente tutti ne avete sentito parlare, e magari molti di voi hanno sperimentato qualche volta l'orribile illusione di essere svegli, ma paralizzati nel proprio letto.

Ti sembra di avere le membra pesanti come montagne. Non importa quanto intenso e disperato sia lo sforzo di muovere anche un solo dito, nulla sembra rispondere alla tua volontà, con l'eccezione della mente e degli occhi. Senti il contatto del cuscino sulla nuca, e delle lenzuola sulla pelle, ma è tutto cristallizzato in un lunghissimo, anormalmente dilatato attimo di surreale staticità. Un ronzio nelle orecchie, come quando ti fischiano in aereo per gli sbalzi di quota. Il sudore freddo che comincia a formarsi sulla fronte, e la pelle d'oca. Una luminosità leggermente diversa nella stanza.

Se hai provato tutto ciò almeno una volta, puoi ben capirmi. Anzi no: a me succede quasi tutte le notti. Ora lo so, perché da poco dopo l'adolescenza ho cominciato ad avere memoria degli episodi.

Beata l'ignoranza del me bambino! Se conoscete le paralisi, può darsi abbiate almeno sentito parlare di ciò che spesso le accompagna: le allucinazioni ipnapompiche.

Sembrerebbe che l'inerzia del sonno, nel momento in cui si passa da sonno a veglia, sia la causa della paralisi e delle immagini (così vivide!) e suoni ad essa associate. Dicono che spieghino gran parte delle testimonianze relative ai rapimenti alieni, o alle esperienze extracorporee, o alle visioni demoniache...

Sta di fatto che da quando ho cominciato a ricordare gli episodi, il mio sonno si è irrimediabilmente guastato nel corso degli anni. Ciò che vedo io, durante la paralisi, è questa enorme figura umana, nera ed indistinta, che molto lentamente si avvicina al mio letto. Non era la porta a terrorizzarmi dunque! Quasi ogni notte ormai, anche ora che sono grande, anche ora che vivo da solo, vedo la figura ai piedi del letto, la vedo lentamente girare verso il lato dove sono steso. La mia reazione è sempre la stessa: un disumano sforzo interiore per vincere la paralisi, per spezzare i legacci invisibili che mi rendono così inerme, per urlare. Ogni volta finisce con uno schiocco, come se effettivamente si fosse spezzato qualcosa per la tensione immane, e mi ritrovo sveglio, sudato e con un grido strozzato in gola.

Ma comincio ad essere spossato, dormo sempre meno, e sempre più tempo mi ci vuole per interrompere la trance notturna le volte che dormo. Ultimamente ci metto così tanto a liberarmi che posso sentire il fruscio dei piedi della figura nera, e vederla chinarsi su di me con quella sua esasperante lentezza, il suo volto indistinto sempre più vicino al mio...

Ho chiesto aiuto ad uno psicoterapeuta, per non rischiare di impazzire. È lui che mi ha spiegato tutto, che mi ha detto che sono solo brutti scherzi del cervello, cui noi dal sonno leggero siamo soggetti.

E come è semplice porre fine al tiro mancino, sembrerebbe! "È un po' come con gli attacchi di panico", mi ha detto. "Devi rilassarti, respirare profondamente. Concentrarti sul respiro. La paralisi non è reale, così come le allucinazioni. Non è tendendoti allo spasmo, ma rilassandoti completamente che ne puoi uscire... con un po' di esperienza saprai addirittura addormentarti serenamente, senza nessun risveglio brusco! Hai mai provato a chiudere gli occhi durante una paralisi?"

No dottore, ma ci sto provando ora. La figura è al mio fianco, il suo volto sul mio, e le lunghe braccia protese verso di me. Ma mi sento più tranquillo, ricordando le tue parole: sto respirando profondamente. Ed ora ho chiuso gli occhi.

Delle dita fredde serrate intorno al collo.

Uno strano alitare all'altezza dell'orecchio... ed un sussurro roco, "Finalmente".

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