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Luogo omicidi: ex Unione Sovietica (Kirghizistan) – Bishkek.

Periodo omicidi: 1997 -1998

Vittime: 2 (uomo e donna)

Negli anni della collettivizzazione, la sua famiglia viene deportata in Kirghizistan e, dopo la seconda guerra mondiale, in Siberia. La famiglia Gorobets, segue la chiesa battista e viene considerata “nemica del popolo”. Il padre lo picchia di continuo e picchia anche la madre se cerca di difenderlo. A scuola, il piccolo Pavel viene sempre tiranneggiato, picchiato e umiliato dai compagni e non si sviluppa fisicamente e mentalmente come gli altri bambini. Ha la passione del disegno e, da quando gli viene regalato un blocco, non smette più di dipingere. Tornato con i genitori a Bishkek quando il regime sovietico diventa meno duro, termina la scuola serale e per qualche anno lavora come meccanico. A 22 anni, smette di lavorare e si trasferisce a Samarcanda per frequentare una scuola d’arte dove studia per tre anni, quelli che considera i più belli della sua vita.

Alla fine degli anni ’60, Gorobets sposa una ragazza che lo lascia dopo appena dodici giorni. Dopo nove anni, si risposa, ma anche la seconda lo lascia, questa volta dopo tre mesi. Passati altri dieci anni di solitudine sposa una ragazza più giovane di lui di diciassette anni e ha un figlio; quando il bambino ha un anno e mezzo, la ragazza lo lascia e porta via il figlio; Gorobets si sente devastato, il suo odio per le genere umano aumenta a dismisura e, ben presto, diventa un alcolizzato che frequenta molti ubriaconi.

Negli anni ’90, va a vivere in una casa abbandonata insieme a un uomo e a una ragazza, suoi compagni di bevute e vagabondi come lui. A fine dicembre 1997, dopo una sbornia, Gorobets litiga con il suo amico convivente, lo colpisce alla testa con una bottiglia e poi gli taglia la gola con una scheggia di vetro. Fa a pezzi il cadavere e lo mangia arrosto, conservando le altre parti che seppellisce nel giardino dietro la casa. Nel marzo 1998, regala alla ragazza che vive con lui un quadro che ha dipinto espressamente per lei. La ragazza gli dice che il quadro non le piace e lui, ubriaco anche in questa occasione, si arrabbia e la uccide con un coltello, poi la smembra e la mangia, seppellendo alcuni pezzi sempre nel giardino.

Dopo un po’ di tempo, i vicini s’insospettiscono perché sentono provenire sempre un odore di carne arrosto, pur sapendo che è un semplice vagabondo con pochi mezzi per comprare carne, e decidono di chiamare la polizia. Al termine di un rapido processo, Pavel Gorobets viene condannato a morte e la sentenza è eseguita rapidamente.

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