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Statico 2



Squillerà il telefono prima o poi. Spero per te che quel giorno tu non sia in casa.



Il numero che apparirà sul display non sarà registrato nella rubrica del tuo apparecchio telefonico, eppure, ti sembrerà un numero noto, quasi familiare. Probabilmente penserai sia quello di un vecchio amico che non senti da tempo.



Così, senza nessun timore, alzerai quella maledetta cornetta. Mi auguro vivamente che tu non lo faccia, ma, in fondo, non ho alcun dubbio che alla fine lo farai.

La voce all’altro capo del telefono sarà calda, armoniosa e molto, molto sexy. Il solo ascoltarla risveglierà in te gli istinti sessuali e selvaggi che si annidano latenti nel profondo del tuo animo. Nel giro di pochi minuti perderai la capacità di ragionare razionalmente facendoti guidare come un primate da quegli istinti primordiali.



La centralinista che chiamò me aveva un leggero accento francese, cosa che personalmente mi manda fuori di testa. Era cordiale e simpatica, e aveva un modo di parlare estremamente sensuale.



Devi capire che è tutto studiato a tavolino in modo diabolico, loro sanno tutto di te, conoscono i tuoi gusti in fatto di donne, o di uomini, conoscono i tuoi interessi, i libri che leggi, le ricerche che fai su internet, i film e le serie TV che più ti appassionano. Sanno che passi le giornate, dopo il lavoro o dopo la scuola, a guardare programmi che narrano di storie occulte e misteriose, e che la notte prima di addormentarti leggi i racconti di Edgar Allan Poe o di H. P. Lovecraft. Le loro indagini di mercato sono precise e approfondite.



Le persone come te, quelle con interessi simili ai tuoi e ai miei, sono la tipologia di clienti più adatta al loro prodotto. Siamo quelli che non riusciranno mai a dire no alla loro offerta.



Quella voce, così ammaliante, conoscerà alla perfezione il modo in cui deve interloquire con te e le cose che dovrà dire per fare in modo che tu, nonostante l’iniziale disappunto, continui ad ascoltarla interessato. Tutto di quella voce sarà costruito per far colpo su di te: il tono, l’intensità, il ritmo, l’accento, i termini che usa.



So che in questo momento penserai di essere capace di gestire una telefonata con una centralinista. Avrai già parlato, chissà quante volte, con venditori di ogni genere di prodotto, assicuratori, mediatori e gestori telefonici più o meno capaci, riuscendo comunque, ogni singola volta, a rifiutare in modo garbato ma perentorio alle loro “vantaggiosissime” offerte commerciali . Ti assicuro però, che da quella voce e da ciò che verrà dopo non sarai minimamente in grado di difenderti. Ma non preoccuparti, sarà comunque una telefonata piacevole. Forse, la telefonata più bella della tua vita.



La centralinista in questione saprà essere coinvolgente nei suoi argomenti quanto basta che tu continui ad ascoltare. Sarà talmente dotata di carisma e di ottime doti comunicative e persuasive che quasi non farai caso al fatto che sta cercando di venderti un pacchetto Pay-TV che sembra, guarda caso, essere fatto apposta per le tue esigenze e i tuoi interessi. Il tutto per pochi spiccioli, un prezzo che solo a pensarci ti sembrerà ridicolo.

Senza rendertene conto, quasi ipnotizzato, accetterai senza riserve la settimana di prova gratuita del nuovo decoder.



Io, nel profondo dell’animo, spero sempre che tu abbia la forza di dire no alla persona dall’altra parte del telefono.



Solo poche ore dopo suonerà il citofono. Sarà il postino con un pacco per te.

Con sorpresa scoprirai che dentro la scatola c’è il decoder nuovo di zecca che aspettavi e con esso diverse centinaia di pagine che compongono il contratto di abbonamento.



Averlo ricevuto in modo così celere dovrebbe farti suonare un campanello d’allarme, o quantomeno sembrarti un po’ strano, ma sarai così preso dalla curiosità e dell’eccitazione da non pensarci più di tanto.



Così, collegherai il decoder al televisore. Una volta acceso ti si aprirà una finestra su un nuovo fantastico mondo, un modo diverso di guardare la televisione. Troverai migliaia di canali, unici nel loro genere, intelligenti possiamo dire. Ognuno trasmette decine di programmi sconosciuti, mai visti prima, intriganti e appassionanti.

Ciò che rende questi canali “intelligenti” è che le reti modellano le proprie trasmissioni e gli orari di riproduzione secondo le caratteristiche e le esigenze del telespettatore. Il decoder sembrerà leggere nella tua mente, manderà in onda il programma che vorrai vedere quando lo vorrai vedere.



Penserai che tutto questo sia eccezionale. Lo ammetto, lo pensai anche io a quel tempo.



Comodo, seduto nel tuo confortevole divano, inizierai a fare zapping col tuo nuovo giocattolino.

Scoprirai l’esistenza di serie TV, film e programmi televisivi che nemmeno immaginavi. Senza rendertene conto passerai ore ed ore, giornate intere, immobile come uno zombie davanti lo schermo del televisore, imbambolato, stregato, assorto da quella moltitudine di trasmissioni inedite ed appassionanti. Sarà un processo graduale ma allo stesso tempo repentino e inarrestabile.



La settimana di prova volerà in fretta.

Sarà facile per te firmare quel maledetto contratto, così come lo fu per me. Ovviamente non leggerai un singolo rigo di quel contorto insieme di paragrafi e postille di cui è composto.

A che serve leggere centinaia e centinaia di pagine di noiosissime condizioni contrattuali?



Beh, se posso darti un consiglio, sarebbe un bene per te, prendere quell’ammasso di carta, strapparlo e gettarlo via. O almeno trovare la pazienza per leggerlo. Ci vorranno solo un paio di ore o forse di più, ma dopo averlo fatto, magari, rimanderai indietro il decoder e continuerai come se niente fosse con la tua normale, prevedibile, sicura vita.



Ma, anche questo, sono certo che non lo farai.



Ricordo ancora l’emozione provata i primi giorni, quando acquistai il decoder. Al tempo avevo ancora un lavoro, una famiglia, degli amici, una vita normale insomma. Non vedevo l’ora di concludere le mie incombenze lavorative per tornare a casa e godere della visione di quei telefilm e reality show che tanto mi appassionavano.

Piano piano, o forse in fretta, non ricordo bene, le cose cambiarono. La voglia fremente di tornare a casa e guardare la TV si trasformò in una sorta di ossessione televisiva dai risvolti drammatici. Fu come una droga, ne volevo di più, sempre di più. I momenti di relax davanti alla televisione divennero la mia routine quotidiana. Sentivo l’irrefrenabile bisogno di estraniarmi dal mondo reale e chiudere la mente in quell’universo di spietata e cruda finzione che, a poco prezzo, se si parla di denaro, avevo comprato. Mi distaccai inesorabilmente dai miei affetti, persi del tutto interesse verso i miei hobby e le mie passioni e, ovviamente, calai di attenzione e produttività anche nel lavoro che, come potrai immaginare, persi poco tempo dopo. A causa di questa ossessione mia moglie andò via di casa, portandosi con sé i nostri bambini, e persi contatto con i miei amici, anche con quelli più cari.



Se ti racconto questa mia esperienza non è per metterti al corrente dei miei fatti privati.

Né tantomeno per instillare in te un sentimento compassionevole nei miei confronti.

L’unico mio intento è quello di metterti in guardia, perché, così come è stato per me e per tanti altri, questo è ciò che accadrà se firmerai quel contratto. Una volta apposta la tua firma sarà troppo tardi, non c’è modo di recedere dalle condizioni contrattuali.

Chiudendoti in quel mondo televisivo di fantasia aprirai porte a camere popolate da ossessioni folli e paure primordiali, stanze oscure che dovrebbero rimanere chiuse.



Voglio confidarti un segreto. Quel mondo così coinvolgente e appassionante il giorno, di notte cambia totalmente faccia, mostrandosi per quel delirio inquietante che realmente è. Scoprirai, tuo malgrado, che la programmazione notturna è totalmente diversa da quella diurna.



E anche questo sarà un processo graduale e inevitabile.



Comincerà tutto in maniera strana.

Andranno in onda programmi di dubbia moralità nei canali di intrattenimento, combattimenti clandestini di indescrivibile violenza nei canali sportivi, e filmini amatoriali di umiliazioni e sottomissioni dai risvolti pornografici nei canali per soli adulti.

Vedrai sangue, molto sangue, occhi segnati da dolori lancinanti e vite crudelmente portate via.



Queste visioni susciteranno in te uno stato d’animo adrenalinico e ansioso, la curiosità comunque avrà la meglio sul buon gusto e sulla tua ragione. Continuerai a guardare, senza schiodarti un istante dal divano, programmi dalle fattezze macabre ed angosciose che, notte dopo notte, degenereranno in un turbine di violenza al limite del raccapricciante. Inevitabilmente il decoder memorizzerà il tuo “gradimento” nella visualizzazione di questi particolari programmi, proponendoli anche di giorno. Riscoprirai tuo malgrado che guardarli ventiquattro ore su ventiquattro diverrà la tua unica ragione di vita.



Personalmente cominciai ad intuire che qualcosa non andava quando, una notte, facendo zapping fra quelle migliaia di canali, mi imbattei in una visione a dir poco inquietante per quanto bizzarra e priva di senso.



La scena era ambientata in una piccola e buia stanza, che basandomi dall’inquadratura della videocamera, dava l’impressione essere priva di porte e finestre.

La ragazza che vi si trovava all’interno, era completamente svestita.

Immagino dovesse fare molto freddo lì poiché la ragazza tremava e batteva i denti di continuo. Aveva gli occhi sgranati, fuori dalle orbite, e quasi non batteva le palpebre. Il suo viso, all’apparenza del tutto inespressivo, tradiva di tanto in tanto impercettibili smorfie di dolore.

Stava lì, in piedi, mentre con le mani graffiava, in modo lento ma costante, la parete di fronte a lei, consumandosi le unghie e i polpastrelli che oramai avevano macchiato di sangue color rosso scuro i vecchi mattoni del muro.

La scena, così come la sto raccontando, andò avanti diverse ore senza cambiamenti.

Rimasi a guardare quella ragazza, come imbambolato, per tutta la notte.



Ma questa non è l’unica cosa bizzarra a cui ho avuto la sfortuna di assistere.

Passai un'altra di quelle notti guardando un ragazzo, chiuso in quello che pareva il sudicio bagno di un autogrill, intento a lavarsi energicamente il viso.

La scritta in sovraimpressione, che appariva a intermittenza sulla parte in basso a destra dello schermo, indicava che la ripresa fosse in diretta televisiva e che avveniva in tempo reale. Il ragazzo prestava particolare attenzione alla pulizia della zona intorno agli occhi, sfregandosi le palpebre, gli zigomi e le sopracciglia in modo eccessivamente energico. La telecamera doveva essere montata sullo specchio sopra il lavandino in modo da avere un’inquadratura frontale del ragazzo che sembrava essere stizzito per quanto fastidio provasse. Era come se cercasse di ripulirsi da qualcosa che, nonostante tutto il suo impegno, non andava via in nessun modo.

Anche questa scena andò avanti per diverso tempo finché, senza alcuna ragione, il ragazzo cominciò a tirarsi una palpebra con le dita come a volersela strappare dalla faccia. L’operazione fu lunga e ovviamente doveva essere molto dolorosa ma la cosa agghiacciante era che, nonostante il sangue gli colasse tutto dentro l’occhio e la palpebra fosse strappata per metà della sua lunghezza, continuava a gridare dal dolore e dopo pochi istante a ridere sonoramente, soddisfatto della sua opera. Terminato con la prima palpebra fece lo stesso con la seconda.



Potrei scrivere pagine intere raccontando di tutti gli orrori che ho visionato per mezzo televisivo, ma non lo farò.

Ti basti sapere però che le cose degenerarono presto. Stupri, omicidi, torture e mutilazioni, la televisione mi ha mostrato squarci di vita reale e malata, senza filtri, crudele e malsana.



Vorrei muovere la tua attenzione ad un fatto di importanza cruciale: per quanto disgustato e impressionato da tutte queste scene di surreale violenza non ho mai spento la TV né tantomeno cambiato canale.

Non ci sono mai riuscito.



Devo ammettere che all’inizio pensai si trattasse solo di finzione, di messe in scena fatte a regola d’arte, ma presto compresi che tutto ciò che vedevo era reale e che, da qualche parte nel mondo, quelle cose accadevano davvero. Quelle urla strazianti, quelle follie senza senso, nessuno potrà in alcun modo togliermele dalla testa.



Mi chiedo adesso, chissà come ti sentirai quando vedrai il tuo primo film snuff?

O quando guardando un programma per bambini ti renderai conto di come questi vengano realmente umiliati e maltrattati, o peggio, costretti per gioco a farsi del male l’un l’altro?

E come reagirai, cosa penserai, guardando uno di quei programmi a premi, dove la vittoria finale, il cosiddetto montepremi rappresenta la sopravvivenza stessa del concorrente?



Io lo so, ci sono passato. Non riuscirai a capacitarti di come sia possibile tanta crudeltà. Sarai disgustato per gli orrori che vedrai.



Ti pentirai di aver firmato quel contratto maledetto, ma nonostante questo, come assuefatto da queste macabre visioni, non potrai fare altro che rimanere lì seduto, sul tuo comodo divano, a fare da spettatore alle peggiori crudeltà che si celano annidate nei meandri della folle, bestiale, spietata natura umana.

Passerai in questo stato diversi giorni mentre le forze lentamente ti abbandoneranno. Sarai così preso, perduto nella visione di quei programmi da dimenticarti di mangiare, di bere o di dormire.

Ossessionato da questo malsano intrattenimento la tua lucidità mentale scomparirà quasi del tutto, per poi tornare, solo per brevi interminabili momenti, a tormentarti.



Il tuo animo sarà combattuto, scosso profondamente dalla visione di tutta quella sofferenza iniettata in dosi massicce a persone innocenti ma, allo stesso tempo, sarai desideroso di assistere al dolore brutale che a loro verrà inflitto, godendo di esso. Sarai uno schiavo, un prigioniero senza catene, mesmerizzato in posizione fetale sulla poltrona di fronte lo schermo.

Assorbito totalmente dalla televisione, sarai prosciugato della tua linfa vitale, ridotto a forma di vegetale da un piccolo stupido oggetto elettronico inanimato.



Credi che tutto questo sia spaventoso? Beh, credimi, non è questo che devi temere. Ciò che veramente ti terrorizzerà, ciò che ti farà cagare sotto dalla paura, sarà il vederti protagonista di alcuni di questi perversi programmi.



Ricordi? Il decoder modella la programmazione a tua immagine. In fondo sei tu stesso che rendi unica la tua televisione.

E cosa c’è di più unico che essere il protagonista dei tuoi programmi preferiti?



È tutto previsto da quel fantastico contratto.

Già, il contratto. Ti ho avvertito diverse volte, in queste righe, di leggerlo per intero prima di firmare. Nero su bianco riporta tutto ciò che ti serve sapere per strappare e gettare via quei maledetti fogli. Ma loro, quelli della compagnia, non si preoccupano di questo. Nessuno in fondo legge mai i contratti che firma.



Anche io firmai senza leggere.

Quando però vidi la mia immagine in televisione, me stesso, torturare sadicamente un povero bambino innocente lo feci. Lo lessi tutto, paragrafo per paragrafo, postilla dopo postilla. La sorte a cui vado incontro è terribile.



Ho provato diverse volte a contattare il servizio clienti. Sono stato rimbalzato da operatore in operatore come in un gioco perverso, perdendomi nei meandri di quei cavilli burocratici senza fine, non ottenendo mai una risposta concreta o una soluzione da qualcuno della compagnia.

Ho anche tentato, in ogni modo, di sbarazzarmi del decoder. L’ho gettato dalla finestra, smontato, preso a martellate e bruciato. È stato tutto inutile. Non fa che riapparire inspiegabilmente collegato al mio televisore, ancora e ancora, perfettamente integro e funzionante.

E io non posso fare altro che continuare a guardare la TV.



Vedi, è così che funziona, il contratto lo spiega chiaramente.

Sebbene il corrispettivo in denaro sia misero, pagherai i servizi offerti dalla compagnia con la tua esistenza.

Il decoder si nutre della tua anima, te la strappa via, pezzo dopo pezzo, finché di te non rimarrà che una pallida ombra catodica di ciò che eri.



Se sono riuscito a riportare questa testimonianza in parole scritte, è solo grazie ad uno dei pochi momenti di lucidità che mi sono rimasti. Probabilmente penserai che queste siano solo le parole di un malato di mente.

Ho scritto tutto questo solo per avvertirti.

Che tu sia uomo, donna, giovane o anziano non fa differenza. Ti prego di ascoltare i miei consigli e di accettare per buone le mie parole.



So che qualsiasi cosa io possa dire comunque non mi ascolterai ma ti prego:

quando riceverai la chiamata non rispondere al telefono, se invece lo farai, per quanto sarà difficile, non accettare la settimana di prova ma soprattutto, alla fine, NON devi, per nessuna ragione, FIRMARE QUEL CONTRATTO.



Adesso devo andare. La pubblicità è quasi finita e il mio programma preferito sta per cominciare.

Spero solo di aver salva la mia anima ancora per un altro giorno.

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