Creepypasta Italia Wiki
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Finalmente hai ottenuto un buon lavoro, sei soddisfatto, realizzato, con uno stipendio niente male che ti permette un comodo appartamento in un quartiere tranquillo della città. Il palazzo è vecchiotto, ma da quel senso di pace di cui hai bisogno dopo lo stress lavorativo e quei 60 minuti di viaggio che ti servono all'andata e al ritorno.



La vita da solo ti piace, la casa è comoda, ma un po' di compagnia non l'hai mai disdegnata: hai già un letto matrimoniale per ospiti "interessanti", un salottino comodo per gli amici. Hai anche provato ad avere un gatto, ma rinunciasti quando vedevi che non faceva altro che cercare di uscire. Non sembrava felice e mangiava malvolentieri, tant'è che hai dovuto regalarlo per non fargli passare le giornate a graffiare la finestra con la zampa per chiederti di uscire. Ti manca molto.



Sono passate da poco le 21 e finalmente superi la portineria vuota, sali le scale (pensando che un ascensore sarebbe il top) e passi accanto alla porta del tuo dirimpettaio. Il suono dei tuoi passi sugli scalini in legno viene ovattato dalla moquette mentre estrai le chiavi che, guidate dalla tua mano, si dirigono verso la serratura della tua porta. Senti lo schiocco della sua serratura, ma una sensazione di disturbo ti fa sentire la vibrazione del meccanismo sulla cervicale. La sensazione è disturbante, viscida, tanto che la tua testa trema da un lato. Non ti eri mai sentito così osservato. Ti giri verso la porta di fronte a quella del tuo appartamento e guardi con aria interrogativa: gli spioncini sembrano sempre più bui e penetranti quando ci si sente osservati, vero?. Sarà lo stress... Il tuo è un lavoro soddisfacente ma duro, in ambito dirigenziale, hai sempre i nervi a fior di pelle.



Con un sospiro ti senti subito meglio ed entri nel tuo appartamento, chiudendoti la porta alle spalle.



Anche il giorno lavorativo seguente è piuttosto pesante. Alcuni dipendenti ti hanno presentato un esposto secondo la quale alcuni tuoi colleghi stretti stanno guadagnando truffando l'azienda. Le prove erano schiaccianti, tu sei appena arrivato, e affrontare chi ti ha assunto è stato terrificante. Ma ce l'hai fatta, ed ora si torna a casa.



Ed eccoti qua, pronto ad aprire la porta del tuo appartamento... Ma ti senti nuovamente scosso, quella sensazione di disturbo ti risale la spina vertebrale, facendoti di nuovo vibrare la testa verso destra in quel modo malato e innaturale. Batti le palpebre e ti giri, avvicinandoti alla porta del dirimpettaio. Leggi il suo nome sul campanello e poi fissi lo spioncino. Senza staccare gli occhi, suoni il campanello. Stai sudando. Schiacci il bottone. Nessun rumore. Non funziona



Ti viene da ridere e l'ansia passa in una risata, mentre pregusti quel che ti preparerai per cena.



Dopo un buon whisky d'annata ti godi il fresco autunnale della sera sul terrazzo, poi rientri, ti lavi, pigiama e bum, nel tuo bel letto spazioso. Non hai comunque troppo sonno e ci metti un bel po' ad addormentarti. Mentre fissi il soffitto l'ansia che ti aveva colto sul pianerottolo ti assale di nuovo. Continui a pensare alla porta dell'appartamento di fronte, quello spioncino, quel tremore penetrante e malato... Ma riesci ad addormentarti. Nonostante tu stia dormendo senti il gatto salire sul letto e camminarci finché non si accovaccia tra le tue gambe. Ti svegli e fai per accarezzare il gatto, ma non lo trovi. Ti ci vogliono 5 minuti per ricordare che lo hai dovuto dare via. Come ti manca il tuo piccolo! E' stato con te poco tempo, ma la sua presenza nel letto era sempre un conforto.



Sono passate da poco le 6, hai dormito male. Superi la portineria aperta, ma ci ripensi e torni indietro, chiedendo alla portinaia del tuo dirimpettaio. Ti dice che era un tipo tranquillo, ma che ha traslocato da qualche mese di punto in bianco. La corrente dall'appartamento è staccata, per questo non funziona il campanello. Il nome è rimasto, perché per cambiarlo la legge impone che intervenga un elettricista. Mentre guidi verso il lavoro, ridi di te pensando a quanto sei stupido, lo racconterai ai colleghi, così, per allentare la tensione tutti insieme. Il tuo gruppo di lavoro è giovane e affiatato, stai bene con loro. Quella neolaureata sembra anche ricambiare il tuo interesse, magari la inviterai qualche sera...



Che giornataccia oggi, davvero. Niente di mortale come ieri, ma un sacco di riunioni e documenti ti trattengono più del dovuto. Questo lavoro ti uccide, ma al contempo ti senti realizzato, senti il tuo potenziale messo a frutto, è fantastico.



Rincasi più tardi come previsto e, con passo pesante, sali le scale. Superi la porta dell'appartamento vuoto e inserisci le chiavi... Ed eccolo, ancora. Ti senti osservato. Maledici il tuo sistema nervoso, maledici quel senso di disagio che ti pervade. Rimani bloccato un attimo davanti alla porta, poi ti giri. Muovi dei passi verso la porta dell'appartamento vuoto di fronte al tuo. Fissi lo spioncino e avvicini gli occhi. L'interno è buio, non vedi niente, ma ti senti a disagio, SAI che qualcuno, di là, ti sta fissando. In un colpo di adrenalina metti la mano sulla maniglia e spingi con tutte le forze. Essendo la porta aperta, cadi dentro e ti rimetti in piedi al volo, cercando di accendere la luce. Non si accende ovviamente, e fai qualche passo indietro, ansimando. Dentro le finestre sono aperte. Non illuminano l'ingresso ma altre stanze si. Entri dentro e passeggi per qualche minuto nell'appartamento vuoto. Polvere ovunque, serrature incastrate, ruggine sui meccanismi delle serrande... Già, qui nessuno mette piede da mesi, le uniche tracce di vita sono le tue.



Esci dall'appartamento e richiudi la porta alle tue spalle, dando una testata al muro per la tua stupidità. Sei un dirigente, hai mansioni importanti, non puoi permetterti che una sensazione così ti influenzi e ti faccia impazzire. Mentre respiri con la fronte appoggiata al muro, senti di nuovo quella sensazione di disturbo malato sulla cervicale. Istintivamente i tuoi occhi puntano verso il TUO spioncino, che sembra così buio e profondo. Quando i tuoi occhi lo inquadrano, la tua testa vibra innaturalmente verso destra. Ti sale l'ansia, il cuore batte all'impazzata. Poi la paura cessa di colpo, e ridi nuovamente di te. Sei a tre passi dalla porta del tuo appartamento. Ridacchi di nuovo, sospiri, fissi lo spioncino con un sorriso nervoso. Chini lentamente la testa, gli occhi si avvicinano allo spioncino. Prima di guardare dentro, noti che le chiavi nella serratura, che prima hai lasciato li, dondolano appena.



Guardi dentro.



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Lasciasti immediatamente la casa per andare ad abitare dall'altra parte della città. Ti riprendesti anche il tuo gatto, che nel nuovo appartamento si sentiva a suo agio. Ora era chiaro che cosa lo spingesse così tanto a volersene andare.



Superato lo shock iniziasti a indagare. Riuscisti anche a trovare l'uomo che abitava l'appartamento di fronte al tuo, e riuscisti a convincerlo a parlare del tuo vecchio appartamento. Non vedeva l'ora che tu te ne andassi, così la fece breve.



Nell'appartamento in cui vivevi abitava una coppia molto felice, che amava divertirsi. Ma un giorno non sembravano più tanto allegri, e ben presto si capì il perché: attraverso le pieghe dei larghi vestiti della donna si intuiva che aspettava un bambino. I due erano visibilmente infelici, pallidi, con le occhiaie. Alcuni sostenevano che fossero addirittura rabbiosi e che non volessero il piccolo. Un giorno un uomo entrò nell'appartamento e ne uscì dopo diverse ore. Dopo questo incontro, la coppia sembrò molto sollevata.



A questo punto l'uomo a cui stai facendo le domande sospira "Per i primi giorni tutto sembrava tornato alla normalità, e della sua gravidanza non c'erano più segni. Poi un bel giorno rientrai in casa e mi sentii osservato, fu una sensazione disturbante, mi sentii un brivido tale che la mia testa tremò direttamente dalla cervicale" a queste parole resti di ghiaccio "Fatto sta che il giorno dopo rividi quei due, e non erano più tanto felici, qualcosa li preoccupava, e prima di entrare in casa esitavano sempre. Poi, un giorno, se ne andarono. E io continuavo a sentirmi osservato. Io soffro d'ansia, sai? Rientrare in casa era un inferno, come se qualcuno stesse sempre li, a spiarmi, mentre salgo le scale, progettando di farmi chissà cosa... Non ne potevo più: me ne andai. Ho persino contattato una sensitiva. Venne a controllare, e mi disse che nella casa c'era uno spirito arrabbiato che soffriva di solitudine..."



Vedendo come sbianchi, l'uomo ti porta un bicchiere d'acqua, e dopo poco ti invita ad andartene. Te ne torni a casa sconvolto, ma ti consoli pensando che ormai sei lontano da quel posto. Certo non dimenticherai mai quello che hai visto quando hai guardato dentro, ma ormai è lontano da te.



Apri la porta di casa, e la chiudi alle tue spalle. Respiri profondamente appoggiandoti alla porta. Più aria entra ed esce, più ti senti sollevato e al sicuro. Senti un rumore ripetitivo dall'altra stanza e vai a vedere, chiedendoti che sta facendo quello stupido del gatto. Lo vedi che graffia la finestra e ti guarda, per poi ricominciare. Vai verso di lui, lo accarezzi e lo prendi in braccio, dicendogli che è uno scemone, quando all'improvviso un brivido innaturale ti parte dalla cervicale, scuotendoti la testa.



Ti blocchi, non fai in tempo a razionalizzare, perché il gatto ti graffia e salta verso la finestra, soffiando ferocemente. Ti senti osservato, da molto vicino, come quando lui ti guardava attraverso lo spioncino.



Ma ora non c'è nessuna porta a separarvi.

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