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Si sveglia su una panchina, in un parco...
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Si svegliò su una panchina, in un parco...
   
   

Revisione delle 12:46, dic 7, 2016

Si svegliò su una panchina, in un parco...



La fredda aria di quel dicembre lo stava letteralmente congelando e, mentre stava per sedersi, un pensiero attraversò la sua testa, limpido come un fulmine a ciel sereno: "Dove mi trovo?"

Iniziò a guardasi intorno, cercando qualcosa o qualcuno che gli ricordassero il suo mondo, il mondo nel quale era abituato a vivere. Si mise a urlare e strillare più forte che poteva, ma nessuno poteva sentirlo.

Era solo, in un mondo brutale, seppur senza abitanti.

Poi iniziò a calare una nebbia pesante e grigia.

Era così spaventato.

E la nebbia, piano piano, coprì tutto ciò che poteva vedere.

Nascose tutto ciò che poteva toccare o percepire.

Ovattò tutti i suoni fino a non fargli sentire più niente.

Rese la sua bocca così asciutta da non renderlo più capace nè di parlare nè di sentire alcun gusto.

Annullò qualsiasi tipo di odore o profumo.

Riempì i suoi polmoni.

Bloccò ogni cosa.

E poi divenne nera.

Nera come la morte.

Solo.

Buio.

Niente di palpabile.

Niente.

Nulla.

Alla fine, semplicemente, il suo cervello si spense.



Si sveglia su una panchina, in un parco...

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