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Salve a tutti, il mio nome è Sally Stone.

Sono una pittrice, non molto famosa, ma me la cavo. Amo visitare città e paesi per trovare la giusta ispirazione. Un ricordo che mi è rimasto impresso, risale circa 2 mesi prima del mio coma.

Alloggiai in una casa di Amburgo, il posto era pieno di persone gentili e disponibili. Non conoscevo nessuno del posto, oltre al panettiere e il proprietario della casa in cui alloggiavo. La casa aveva un aspetto fresco e pulito, richiamava i colori del posto. Le sedie, il letto, i mobili, il pavimento e le porte erano completamente in legno. Vivevo da sola a quel tempo. Amavo pitturare in cucina, consumavo facilmente il tempo lì, così tanto che addirittura solitamente si faceva notte fonda.

Dovevano essere le 02:16, mi ricordo benissimo l’orario perché in quel momento avvenne un blackout. Non riuscivo a vedere niente, avevo fatto cadere anche la tavolozza per terra. Cercai di trovare l’uscita quando sento la finestra e le tende della cucina aprirsi.

Attivai i sensi e cercai un posto dove nascondermi. Non lo so… Mi uscì di impulso.

Non mi ricordo dove mi nascosi, ma sapevo che ero ben coperta. Avevo paura. Cercavo di trattenere il fiato, per non essere notata. Sentivo le mie mani sudare freddo, come il resto del corpo. Non vedevo nulla, ero completamente confusa. Dopo un’ora di terrore ritornò la luce. Ero nascosta dietro al divano, e stranamente ho trovato un coltellino svizzero. L’avevo improvvisata come arma casomai mi sarei imbattuta davanti a quel malfattore. Perlustrai la casa da cima a fondo ma non c’era anima viva, grazie a Dio.

Il tempo di perlustrare ed erano le 05:38. Corsi a dormire. Mentre dormivo sentivo degli strani rumori. Non volevo farci caso. Mi svegliai alle due del pomeriggio. Era strano, non avevo mai dormito fine tardi. Andando in cucina per prepararmi il caffè trovai la tavolozza solo con del colore rosso, quando mi ricordo che usavo il giallo e il rosa pesca. Il mio telo era imbrattato 6. Avevo pensato subito che c’era quel malfattore sotto tutta questa storia. Forse era il solito ragazzino del quartiere che voleva giocarmi uno scherzo! Almeno cosi pensavo. Ero così infuriata, dovevo acciuffare quel delinquente.

Di nuovo le 02:16, sentivo i rumori. Mi armai di torcia e di un coltello da cucina (per precauzione). Corsi in cucina facendo molto baccano, quando all’improvviso sento l’individuo dileguarsi scappando per la finestra della cucina. La luce tornò all’improvviso, e quello che trovai era un capello grigio lungo olioso sulla mia tavolozza. Sul telo ancora 6, ma il suo lavoro era ancora incompleto. Ero ancora più infuriata siccome macchiò uno dei miei quadri che mi stava riuscendo meglio.

Mi affacciai con la speranza di intravedere il malfattore. Aprii le tende con estrema calma; avevo i palmi sudati. Lo ammetto, in quel momento avevo ancora paura. Mi feci coraggio e aprii la finestra. Mi affacciai di poco. Non poco lontano intravedevo un signore anziano, dai capelli abbastanza lunghi, sporco di pittura. Me lo trovai in faccia all’improvviso. L’immagine inquietante mi rimase impressa. I suoi occhi stanchi e rossi come la pittura trovata sulla mia tavolozza, i suoi capelli unti e sporchi, e la sua espressione priva di carattere. Presa dallo spavento, indietreggiai e scivolai sulla pittura. Battei la testa per terra malamente. Andai in coma, e man mano, i ricordi affioravano.

Mi venne a trovare il panettiere, conoscente del proprietario della casa. Chiamò lui l’ambulanza. Quando ricominciai a ricordare tutto, gli raccontai l’accaduto. Mi disse che tempo fa un pittore, che era talmente ossessionato nelle sue opere, non dormiva per ultimarle. Anche lui pitturava in cucina. Le sue opere non erano piaciute, avevano sempre un aspetto macabro e disturbante. Dalla frustrazione, si uccise. Da quel momento, smisi di pitturare e mi dedicai ad altri hobby. Ma tuttora, quei suoi occhi stanchi, mi tormentano ogni giorno. Li intravedo spesso nei miei quadri.

Cucina sally stone


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