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Ted Bundy headshot

Theodore Robert Bundy è stato un serial killer statunitense, autore di omicidi di numerose giovani donne negli Stati Uniti tra il 1974 ed il 1978.

Nato a Burlington il 24 novembre 1946, Theodore Bundy non mostrò mai segni di instabilità o di squilibrio talmente gravi da indurlo agli omicidi efferati di ventotto persone (numero probabilmente inferiore alla realtà). Le persone che lo conobbero lo descrissero come un uomo dolce, tuttofare, generoso. Nacque all’Elizabeth Lund Home, una clinica del Vermont che ospitava giovani donne incinte. L'identità del padre biologico di Theodore Bundy è incognita, ma si pensa che si tratti di un militare dell'aeronautica, poi fuggito.

Il neonato venne lasciato nella clinica dalla madre, ma tre mesi dopo fu portato via dalla madre stessa che si spacciò per sua sorella maggiore. I due si trasferirono a Filadelfia, città in cui l'uomo passò i primi 4 anni di vita, dopodiché si trasferirono dai loro parenti a Tacoma.

Nel 1973 Bundy incontra Stephanie Brooks. La ragazza si innamora dell'uomo ma lei, dopo una breve relazione, sparisce e tronca ogni rapporto. Il primo tentato omicidio avviene il 4 gennaio 1974: la vittima si chiamava Joni Lenz, 18 anni, picchiata nel suo letto con una spranga di legno e con quest'ultima violentata. Riuscirà a salvarsi riportando gravi lesioni. Ma sarà solo una delle poche ragazze che si salveranno dalla furia violenta di Ted. Il 5 gennaio del 1974 i coinquilini della diciottenne Joni Lenz entrano nel suo appartamento, insospettiti dal fatto che la ragazza non si era fatta sentire per più di 24 ore. La trovano nella camera da letto, sanguinante e con profondi segni di violenza. La giovane ragazza era stata malmenata da Ted Bundy e violentata con una doga del suo letto che l'assassino le avrebbe infilato nella vagina. La vittima, portata in ospedale, uscirà dal coma.

Un mese dopo scompare Lynda Ann Healy, rapita dalla sua casa, seguita da almeno altre 5 ragazze. Il 17 giugno 1974 viene ritrovato il corpo di Brenda Baker e due mesi dopo sono stati trovati i resti di due ragazze scomparse il 14 luglio dal lago Shammanish, Janice Ott e Denise Naslund.

Spunta fuori un testimone, una ragazza di nome Janice Graham, che raccontò alla polizia di come fosse stata adescata da un giovane ragazzo di nome Ted, che andava in giro con un braccio ingessato e che le aveva chiesto aiuto per caricare una barca a vela sul tetto della sua auto. Arrivata all'auto la ragazza era stata invitata a salire a bordo del veicolo perché la barca non si trovava lì, ma in un luogo più appartato, ma Janice rifiutò l'offerta, e senza saperlo evitò una morte orribile.

L'identikit di "Ted" appare su tutti i giornali e diverse persone fanno il nome di Bundy, tra queste vi sono Ann Rule e Meg Anders, ma prima che la polizia si possa muovere Bundy lascia Seattle e si trasferisce nello Utah. Il 18 ottobre 1974 scompare la diciottenne Melissa Smith, ritrovata il 27 vicino a Salt Lake City, mutilata e sodomizzata. Il 31 ottobre scompare Laura Aimee, ritrovata il giorno del Ringraziamento, picchiata, sodomizzata e strangolata. L'8 novembre Bundy compie il primo passo falso, tentando di rapire Carol Da Ronch spacciandosi per un poliziotto e riuscendo a farla salire sulla sua Volkswagen Maggiolino, ma all'interno la ragazza riesce a scappare dopo una violenta colluttazione. Poche ore dopo scompare Debbie Kent, che non viene più ritrovata. Spunta un altro testimone, un' insegnante di nome Raelynn Shepard, che racconta di come fosse stata avvicinata da un uomo che si era finto un poliziotto, ma lei non lo seguì.

Bundy si sposta in Colorado, dove scompaiono almeno 4 donne tra gennaio e aprile 1975. La buona sorte aiuta gli investigatori il 16 agosto 1975, quando il poliziotto Bob Haywood ferma una Volkswagen Maggiolino che correva troppo, è l'auto di Bundy, dove vengono trovati una spranga, un passamontagna, un rompighiaccio e delle manette. Bundy viene arrestato e riconosciuto da Raelynn Shepard e viene messo sotto stretta sorveglianza in attesa di una prova definitiva. Sulla base di un quadro indiziario viene condannato per l'aggressione a Carol De Ronch, ma Bundy riuscì a scappare saltando da una finestra proprio mentre l'FBI stava per incolparlo dei delitti in Colorado.

Ted viene ripreso 6 giorni più tardi, ma riesce ad evadere di nuovo il 30 dicembre 1977 e riesce a raggiungere la Florida. Il 14 gennaio 1978 entra nella sede del gruppo studentesco Chi-Omega, uccidendo due ragazze mentre dormivano, Lisa Levy e Margaret Bowman di 20 e 21 anni, e ne ferisce gravemente altre due, Kathy Kleiner DeShields e Karen Chandler che se la caveranno con qualche frattura al capo e con qualche dente rotto. Il 9 febbraio 1978 i genitori della dodicenne Kimberly Leach di Lake City ne denunciarono la scomparsa. Il suo corpo fu trovato, in uno stato pietoso, otto giorni dopo in un parco. Due testimoni erano però riusciti a prendere il numero di targa della macchina guidata dall’uomo, che si rivelò rubata. I ragazzi, successivamente, poterono identificare Ted Bundy dalle foto segnaletiche.

Poco dopo viene fermato alla guida di un'auto rubata, e dopo una colluttazione con un poliziotto viene arrestato di nuovo. Tra il 1979 e il 1980 in Florida si tenne il processo che finirà con la condanna a morte di Bundy. Il processo fu seguito dai media di tutto il mondo, la corte ritenne Ted Bundy colpevole di 36 omicidi, ma lui affermò sino al giorno dell'esecuzione di averne compiuti 26. Theodore Bundy usò la sua abile astuzia per rimandare per due volte consecutive la pena capitale.

Alle 7:06 del 24 gennaio 1989 Ted Bundy fu giustiziato sulla sedia elettrica; alle 7:16 ne fu dichiarato il decesso. Il corpo fu cremato e, nonostante l'ultima volontà di Ted fosse che le sue ceneri potessero essere disperse sulle Cascade Mountains, i suoi legali non riuscirono a vincere le violente proteste della gente. Ancora oggi non si sa che cosa ne sia stato in seguito al processo

La maggior parte delle sue vittime vennero adescate nelle vicinanze di college o residenze universitarie, con la "tecnica" del braccio ingessato (chiedendo aiuto alla vittima per trasportare oggetti vari in macchina) resa poi famosa dall'attore che impersonò il maniaco scuoiatore Buffalo Bill nel film Il silenzio degli innocenti. Una volta salita a bordo dell'auto di Bundy (un Maggiolino Volkswagen) la malcapitata ragazza si accorgeva, troppo tardi, che lo sportello dal lato del passeggero mancava della maniglia.

Quasi tutte le vittime erano graziose studentesse universitarie, minute e dai lunghi capelli scuri con la scriminatura centrale. Alcuni (ma la teoria non è universalmente accettata) hanno sostenuto che Bundy cercasse ragazze simili alla sua ex fidanzata, in una sorta di "punizione simbolica" per la donna che l'aveva respinto


Dopo più di dieci anni passati a cercare di negare tutte le accuse, Bundy confessò l'uccisione di ventotto persone, ma l'esatto numero delle sue vittime è tuttora sconosciuto

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