Creepypasta Italia Wiki
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Non mi piace raccontare questa storia e molte persone non mi credono quando lo faccio. Mi fa tornare in mente troppi ricordi dolorosi, ricordi da cui sto scappando da quando ero un ragazzino di dieci anni. Sono stato chiamato demonio, omicida, bambino che si dispera per ottenere attenzioni. Ho quarant'anni adesso e sono sicuro che le persone ancora dubitano della mia sanità mentale. Persino io dubito della mia sanità mentale. Sono passati trent'anni, ma non dimenticherò mai ciò che accadde in quella casa, non dimenticherò mai ciò che ho sentito, ciò che ho visto. Ho visto e sentito cose che nessuna persona vivente dovrebbe vedere. Cose che possono lasciare una cicatrice che non si chiuderà mai e cose che possono farti dubitare della tua sanità mentale. Ti avviso, questa storia, questa storia vera NON è per i deboli di cuore.

Successe in Ohio, 1985, quando ci trasferimmo nella casa. Mia madre stava cercando di cominciare una nuova vita dopo che gli abusi di mio padre erano diventati insopportabili per lei. Lui non picchiava mai me o mia sorella, Hannah, ma mia madre doveva averci a che fare quasi ogni notte. Mia madre si sarebbe ritrovata con un occhio nero ed un labbro gonfio. Io facevo finta di non sapere cosa accadesse. Ancora oggi me ne pento.

Quando arrivammo per la prima volta alla casa, mi sembrò evidente che fosse davvero vecchia. Le finestre erano impolverate, la tinteggiatura era rovinata dalle intemperie e si staccava dai muri, e l'erba era alta quasi quanto me. Sembrava abbandonata, come se noi fossimo le prime persone a vivere lì in decenni. C'era anche una vecchia altalena sul retro e dietro di essa, c'era un laghetto pieno di acqua torbida e verdognola. Il cancelletto della staccionata scricchiolava se lo aprivi, così come le scale.

I primi due mesi furono tranquilli, non c'era nulla fuori dall'ordinario, ma notai qualcosa che mi sembrò strano. Ero dentro casa, guardando fuori dalla finestra per assicurarmi che Hannah stesse bene sola nel cortile. Lei era sull'altalena, ma, stranamente l'altalena accanto a lei si muoveva avanti e indietro, come se ci fosse qualcuno con lei. Ma non c'era nessuno lì, nessuno tranne Hannah. Pensai che probabilmente era solo il vento. Uscii, perché non volevo che stesse lì fuori da sola. Ero molto protettivo con mia sorella. Quando la mandai dentro, stetti lì per circa un minuto e pensai che forse avevo le allucinazioni poiché vidi qualcuno alla finestra del corridoio. Guardavano in giù verso di me, io non potevo vedere la loro faccia. Forse era Hannah. O forse no.

Fu la notte dopo che le cose cominciarono a farsi spaventose. Le urla di Hannah risuonarono per tutta la casa nel bel mezzo della notte. Mia madre e io ci svegliammo e corremmo velocemente da lei. Sembrava come se qualcuno la stesse aggredendo, ma non vedemmo nessuno. Lei stava solo urlando con tutto il fiato che aveva in corpo, puntando un dito al pavimento.

“Lei sta cercando di affogarmi!” Urlò più di una volta. Noi non vedevamo nulla ma lei aveva visto qualcosa quella notte, c'era qualcosa lì.

Dopo quella notte, le cose cominciarono a farsi... strane. Sentii rumori di passi risuonare per la casa e so che sembrerà strano ma sentii qualcuno cantare. Sembrava una ragazzina ed ero sicuro che non fosse Hannah perché non suonava come la sua voce. Ero sdraiato nel mio letto quando lo sentii. Doveva essere circa mezzanotte perché tutti quanti dormivano. Lei cantò ancora e ancora.

Gli uccellini cantano, cantano, cantano Vai a letto, vai a letto Ci vedremo domani, domani, domani Ora appoggia la tua testa, appoggia la tua testa


Si faceva sempre più forte. Sembrava come se qualcuno stesse venendo verso di me. Si avvicinavano sempre di più finché non furono davanti alla mia porta. Udii dell'acqua gocciolare. Suonerà strano ma io so cosa ho sentito. La cantilena si interruppe improvvisamente e tutto ciò che potevo sentire era il gocciolio dell'acqua. Poi tutto piombò nel silenzio. Il pomello cominciò a girarsi lentamente. Mi nascosi sotto le coperte e chiunque o qualunque cosa fosse se ne andò.

Non fu la prima volta che ebbi strane esperienze come quella. Avevo sentito anche dei sussurri, la maggior parte delle volte venivano dalla cantina. Non capii mai cosa volessero dire i sussurri, ma una notte li sentii forti e chiari. Stavo dormendo, quando udii dei passi nella mia stanza. Percepii come se qualcuno mi stesse guardando, come se qualcuno se ne stesse seduto proprio sul lato del mio letto. Me ne stetti lì con gli occhi chiusi, sperando che se ne andasse. Quando mi sussurrò.

“Chi sei?”

Non risposi, non volevo prendere l'abitudine di parlare con cose che non potevo vedere. Sembrava essere una donna. Penso che in seguito se ne andò perché non sentii nient'altro. Ero terrorizzato da ciò che stava succedendo in casa. Cercai di parlarne a mia madre, ma lei non mi credette mai. Mi disse che l'avevo sognato e per un attimo credetti anche io di aver sognato. Mia madre sembrava distante. Non era più la stessa persona ormai.

Ero preoccupato anche per Hannah. Doveva essere rimasta traumatizzata da ciò che aveva visto quella notte. Amavo mia sorella, passavamo un sacco di tempo insieme, ma anche lei diventò distante. Un giorno mentre passavo davanti alla sua camera, la sentii cantare.

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Entrai nella sua camera, lei smise di cantare. Era seduta sul pavimento, disegnando come al solito.

“Dove hai imparato quella canzone, Hannah?” Le chiesi.

“L'ho imparata da un'amica,” rispose lei, indicando l'angolo della camera.

Guardai per tutta la stanza, ma non vidi nulla o nessuno. Guardai il suo disegno ed era molto strano. Aveva disegnato se stessa seduta sull'altalena e accanto a lei c'era un'altra bambina.

“Chi è questa bambina che hai disegnato?” le chiesi.

“Lei è la mia amica, il suo nome è Maddie.” Pensai che si trattasse di un amico immaginario. Lei aveva sei anni, quindi era normale, ma ciò non spiegava la canzone.

“È lei quella che ti ha insegnato la canzone?”

Scosse la sua testa in un sì. “Sua mamma la cantava per lei ogni notte,” mi disse. “E lo fa ancora qualche volta.”

“Quindi dov'è lei ora?” le chiesi. Lei lasciò cadere il suo pastello e si alzò in piedi.

“Lei è dietro di te.”


In quel momento sentii una brezza gelida percorrermi il corpo. Mi girai lentamente per vedere la mia immagine riflessa sullo specchio appeso al muro. Fu lì che la vidi. Stette lì per meno di due secondi, in piedi davanti a me inzuppata d'acqua. Sembrava giovane, sui sei anni, la stessa età di Hannah. Non ero così spaventato come avrei dovuto essere. Chiesi a Hannah se era la bambina che stava sul pavimento quella notte. Lei disse di no e che quella che stava sul pavimento era la madre di Maddie. Mi disse che la madre era malvagia e che ci avrebbe ucciso se avessimo detto a qualcuno di lei. Allo stesso modo in cui aveva ucciso Maddie. Non fui spaventato fino a quel momento. Volevo dirlo a mia madre, ma ero comunque sicuro che non mi avrebbe creduto. Volevo solo proteggere mia sorella, quindi non dissi nemmeno una parola a nessuno. Non pensavo che un fantasma potesse arrecare alcun danno fisico, ma avevo solo dieci anni al tempo. Non sapevo molto sui fantasmi. L'unica cosa che sapevo su di loro è che un tempo erano persone vive.

Più tardi, quel giorno, stavo passando vicino alla cantina quando sentii la risata di una bambina. Sembrava Hannah quindi scesi le scale. Lei se ne stava seduta al centro della cantina. “Non dovresti stare qui tutta sola Hannah,” le dissi.

“Non sono da sola,” rispose. Aveva con sé uno di quei portagioie con la ballerina che inizia a girare e a suonare quando lo apri.

“Cosa ci fai qui sotto?” le chiesi.

“Maddie mi voleva far vedere il suo portagioie.” Mi guardai intorno. Non vidi nessuno, non certo che volessi. Mi sentii davvero a disagio, come se qualcuno mi stesse osservando. C'era qualcuno lì.

“Dobbiamo andarcene adesso!” urlai. “Dobbiamo andare di sopra!” Non volevo stare lì in quella cantina.

“Shhhhhh,” sussurrò lei. “Sveglierai la sua mamma.”

“Alzati Hannah!” Urlai. Sentii un rumore, veniva dall'altra stanza della cantina.

Hannah iniziò a piangere, potevo vedere la paura nei suoi occhi. Si alzò in piedi, lasciando cadere il portagioie. “Danny...” mi disse piangendo, puntando il dito dietro di me. “È dietro di te.”

Il cuore quasi mi scoppiò in petto. Ricordo come tremavo e come il mio cuore batteva all'impazzata mentre mi giravo lentamente. Mi immobilizzai dalla paura per qualche secondo. Lei era lì. Aveva lunghi capelli neri e indossava una vestaglia scura, la sua faccia era pallida e gli occhi erano neri come la pece. Era come guardare negli occhi della morte stessa. Afferrai Hannah e scappammo su per le scale da nostra madre. Non ero sicuro che ci avesse creduto, ci disse di non avvicinarci alla cantina, tutto lì. Il volto mi perseguita ancora oggi.

The Birds Are Singing

Ore dopo quella spaventosa esperienza, ero sveglio nel mio letto dato che non riuscivo a dormire. Era passata la mezzanotte quindi tutti dormivano. Sentii una musica arrivare da fuori la mia stanza. Scesi dal letto, pensando che forse era Hannah. Sbirciai dalla mia porta, ma non vidi nessuno. Camminai per il corridoio e sul pavimento, davanti alla camera di Hannah, c'era il portagioie della cantina. Stetti a guardare la ballerina che girava e girava e girava. Tutto era come al rallentatore, mi sentii stordito. L'aria era fredda e pesante. Qualcuno mi stava osservando. Sentii cantare, cantare quella stessa canzone. Non era una bambina questa volta, era una donna. La cantilena veniva dalla stanza di Hannah. Aprii la porta, la cantilena si fermò e non vidi nessuno. Hannah stava dormendo. Le parlai il giorno dopo, ma lei non aveva assolutamente idea di cosa stessi parlando.

Settimane dopo l'incidente tutto andò per il peggio. Come prima, lei strillava, strillava con tutto il fiato che aveva nei polmoni a notte fonda. Mia madre e io corremmo da lei.

“Sta cercando di affogarmi!” Urlò lei. “Sta cercando di affogarmi!”

“Chi?” Chiese mia madre. “Di chi stai parlando?” Hannah smise di urlare e si alzò dal letto. Stava tremando, il suo volto era pallido e la sua voce si affievolì. Aveva gli occhi spalancati e se ne stava lì, quasi come se fosse congelata, come se non potesse muoversi.

“Lei è dietro la porta,” sussurrò improvvisamente, indicando la porta con il terrore negli occhi.

BAM!

La porta si chiuse bruscamente e mi ritrovai solo, fuori nel corridoio. Stavano urlando. Mia madre e mia sorella stavano urlando e non c'era niente che io potessi fare. Cercai di aprire la porta, ma era incastrata. FAMMI ENTRARE! FAMMI ENTRARE! Urlai, diedi calci e pugni alla porta perché era tutto quello che potevo fare. Loro urlavano più forte che potevano finché all'improvviso... le urla cessarono.

“Mamma! Hannah!” urlai io. Nessuna risposta. Erano morte, mia madre e mia sorella erano morte. Era tutto ciò che potevo pensare.

Gli uccellini cantano, cantano, cantano Vai a letto, vai a letto Ci vedremo domani, domani, domani Ora appoggia la tua testa, appoggia la tua testa


Sembrava mia madre. Sentii la porta sbloccarsi dall'altro lato. Aprii lentamente per trovare mia madre seduta dall'altro lato del letto, cantando ad Hannah che dormiva. In quel momento lei si alzò, mentre camminava verso di me potevo vedere il vuoto nei suoi occhi, come se io non fossi nemmeno lì. Ero più che confuso. Tutto ciò non aveva alcun senso.

Mi svegliai il mattino dopo sentendo un forte rumore provenire dalla cucina. Corsi al piano di sotto trovando mia madre che stava preparando la colazione, bagnata fradicia e continuando a cantare quella maledetta canzone.

“Mamma perché sei bagnata?” le chiesi. Lei non disse nulla. “Dov'è Hannah?”

“Chi sei tu?” Sussurrò.

“Sono io mamma. Sono tuo figlio.” Lei mi guardò, fissandomi negli occhi come se mi stesse rubando l'anima. Sorrise, un sorriso malvagio e distorto che non avevo mai visto prima.

“Io non ho un figlio,” disse. “Ora va via, Maddie non può uscire oggi.”

Si incamminò giù nella cantina e chiuse la porta. Dopo meno di un minuto, udii un forte rumore provenire dalla cantina. Corsi di sopra nella stanza di Hannah, cercandola dappertutto. Non era lì. Scesi in soggiorno e la vidi mentre scendeva le scale. Tirai un sospiro di sollievo. Pensavo che fosse morta. La seguii, mi portò di fuori, ma la persi appena iniziai a trascinarmi nell'erba alta. Corsi fino al giardino sul retro, pensando che forse era andata a giocare sull'altalena. Non la vidi, ma entrambe le altalene oscillavano rapidamente. Sentii una risata, sembravano due bambine, una di loro pareva Hannah ma non vedevo nessuno. Camminai dietro all'altalena e fu in quel momento che la vidi. Galleggiava senza vita, la faccia immersa nel laghetto. Sentii la sua voce echeggiare nel vento... stava cantando.


Gli uccellini cantano, cantano, cantano Vai a letto, vai a letto Ci vedremo domani, domani, domani Ora appoggia la tua testa, appoggia la tua testa

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