Creepypasta Italia Wiki
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Probabilmente non c’è assolutamente niente che ti dia lo stesso piacere di andare in giro per case a fare “dolcetto o scherzetto”. Stai diventando troppo grande, ma per ora non devi preoccupartene, puoi ancora indossare il tuo classico vestito da pirata e vagare per le strade come un’invasata alla ricerca di caramelle.

La notte è fresca e la luce della luna è oscurata dalle luminarie delle decorazioni, negli occhi hai solo zucche, spaventapasseri e inquietanti streghe ghignanti, e non riesci a smettere di sorridere sotto la bandana nera che ti tiene in ordine i ricci capelli rossi.

La cosa che ti piace di più, però, è il poter camminare cercando la nuova vittima, ogni anno la notte di Halloween è perfetta per trovare qualcuno da uccidere. Quasi non riesci a non tremare ripensando all’anno scorso, quando hai trovato quello stupido ragazzo travestito da vampiro. Ti avrebbe seguito ovunque con la promessa di un bacio e appena siete arrivati nel vicolo, hai tirato fuori il coltello e glielo hai conficcato nel ventre mentre gli premevi una mano sulla bocca per soffocare ogni suo urlo. Il sangue che ti scorreva sulla mano, caldo e denso… La vita che lo abbandonava e il terrore nel suo sguardo…



Cammini sbandando a destra e a sinistra tenendo distrattamente la piccola “Jack o’lantern” con la mano, facendola ondeggiare. I bambini ti corrono di lato e sospiri con un’espressione beata guardando se vedi qualcuno che potrebbe essere tuo questa sera. Un lupo mannaro appoggiato al muro di una casa, un fantasma che lancia uova contro il segnale di stop in fondo alla strada, scheletri che ridono andando in bicicletta, riuscendo malamente a celare le mazze da baseball negli zaini. Tutti così infanti, tutti così allettanti; ti senti come se fossi davanti a una tavola piena di roba buona da mangiare: devi solo decidere cosa assaggiare. Ognuno di loro potrebbe essere la perfetta vittima di quest’anno.

Continui ad andare avanti seguendo la fila delle case e improvvisamente, lo vedi.

È semplicemente bellissimo, un ragazzo alto, con i capelli marroni a caschetto. Ha gli occhi azzurri come l’oceano e tiene la barba leggermente sfatta; è vestito elegante con un papillon e sopra indossa un lungo cappotto marrone. Un altro adorabile nerd vestito da “Doctor Who”, sarà semplicissimo convincerlo a seguirti.



Ormai hai trovato la tua vittima e il tuo sguardo è solo per lui, ghigni e cammini nella sua direzione ancheggiando. Sei come una mantide religiosa che ha scelto la preda e nulla può andare storto.

Ti avvicini e gli regali il più falso quanto bel sorriso che sai fare e vedi che lui ricambia, ti sposti una ciocca ribelle di capelli che è uscita dalla bandana e la metti dietro l’orecchio con la mano, abbassi lo sguardo e lo riporti su piano.

Sei maestra in questo gioco.

Iniziate a parlare del più e del meno e gli metti una mano sull’avambraccio, sentite una piccola scossa e ridete insieme. Il suono della tua risata è come acqua cristallina che cade sulla roccia e vedi il suo sguardo perso, stringi un poco la presa e ti metti in punta di piedi per avvicinarti al suo viso. Siete molto vicini e posi le labbra sulle sue senza però baciarlo, con un sospiro gli dici di seguirti, ti sposti lasciando la voglia del bacio e cammini tirandotelo dietro per la mano.

È come argilla nelle tue mani e appena arrivati in un vicolo abbastanza isolato ti giri e gli accarezzi il volto. Ti rimetti sulle punte e finalmente lo baci. Il premio prima di morire.



Il suo respiro sa di menta fresca e, mentre con la mano scendi per cercare il pugnale, che afferri stringendolo forte, senti un dolore acuto all’addome.

Il mondo si ferma e ti scosti dall’abbraccio per guardare verso il basso, il sangue ti sta scorrendo lungo le gambe e riesci a sentire distintamente il suono delle gocce che cadono in terra; continui a tenere il coltello in mano con aria inebetita e risposti lo sguardo sul ragazzo.

Lui sta sorridendo maliziosamente. Con una lentezza esasperante ti prende la mano in cui tieni l’arma e delicatamente te la fa cadere, poi, con un gesto elegante, ma d’una brutalità assurda, ti accoltella un’altra volta. La lama penetra all’altezza del diaframma e taglia leggermente il polmone sinistro lasciandoti senza fiato; senti la vita che ti sta abbandonando, che ti scivola via dalle dita senza che tu possa farci nulla e la paura ti coglie impreparata. Vuoi gridare, ma quel mostro ti mette una mano sporca del tuo stesso sangue sulla bocca e preme dolcemente; continua a fissarti negli occhi, non vuole perdersi il momento in cui potrà vedere la tua luce spegnersi.

Avvicina il suo viso al tuo e ti sussurra.


«Peccato, sei stata troppo lenta.»

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