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L'ennesimo tuono ti fa sobbalzare. È notte fonda, e il temporale non accenna a fermarsi, impedendoti di prendere sonno.

Ti alzi e vai in bagno accompagnato dal suono di pesanti scrosci di pioggia; non accendi nemmeno la luce: stare sveglio per ore ti ha abituato al buio.

Un fulmine investe la casa di un'intermittente luce spettrale.

Luce.

Buio.

Luce.

Buio.

Silenzio.

E ancora, dopo poco, ecco il tuono. Rimbomba nelle orecchie, sembra scuotere la casa: dev'essere caduto vicino.

Vai a lavarti le mani e nell'occasione ti specchi nella semi-oscurità. Per quanto puoi vedere, hai proprio la faccia di uno che sta passando la notte in bianco.

Chiudi il rubinetto, e, prima di distogliere lo sguardo dallo specchio, cade un altro fulmine, molto vicino, illuminando brevi squarci del tuo mondo riflesso.

Luce.

Buio.

Luce.

Un ghigno.

Buio.

Silenzio.



E ancora, silenzio.

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